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20.8.12
13.8.12
IL MORO
Un uomo un mito, direi, ma come un mito a cui aspiro e sogno, più che altro è bello sentirlo amico.
Io che ne avevo sentito parlare a Faenza da quando ero al Ballardini, nella trasmissione di Philippe Daverio e amico di tanti amici, amico su facebook, e poi un giorno a Faenza lo incontro in mezzo alla strada mentre sto andando allo Zauli..
L'ho sempre paragonato al "Passatore" con la sua barbona ben curata i suoi occhioni neri da romagnolo doc e il suo immancabile toscano alla bocca..Uno che può anche incuterti timore a prima vista, ma che a me ha sempre dato quell'impressione di "babbo tenero" oltre che a tutto l'immenso di genio e fantasia che dalle sue mani e dal suo grande cuore sprigiona; lavori che tolgono la ragione alle cose: dei fiori di ceramica, delle catene spezzate arrotolate sull'argilla, forme rassomiglianti a ciò che vogliamo..infilzate come spiedini di carne, pesanti da mandare giù, ma leggeri da osservare e capaci di farti sognare.
Di smalti che pullulano di luci brillanti e di colori impensabili, colanti come miele in un biscotto fatto da mani che di argilla ne ha vista a milioni, la bottega vicino all'autostrada in cui lavora tutto il giorno, dall'altrettanto famoso Garavini. (Vicino alla balena nella rotonda) ..E non è Faenza un luogo magico?!
Ma il Moro ci invita a casa sua, dove ha creato un mondo altrettanto onirico e spettacolare, ma soprattutto accogliente, vissuto, artistico si, ma soprattutto un luogo fatto con tanto tanto amore.
Con la cura di un'opera d'arte ha costruito da un capanno di caccia, un castello di pietre solido e antiche, abbellito da ulivi greci, canne di bambù che lo circondano, un recinto di legno che mi ricorda un pò forte Apache e un pò un giardino zen, con fiori ora di ceramica ora di germogli accuratamente scelti, vicino ad un rio, come ogni incantata poesia..
L'orologio anni 50 di una vecchia stazione scandisce i punti cardinali di un galletto segnavento, con una vite che spunta sopra a un tetto! Con casette per i pipistrelli e ceramica che veste dal tappeto della piscina alla camera da letto, assieme a ricordi di un novecento campagnolo di cui io sento solo il profumo lontano, ma mi piace, mi fa sentire ancora una volta protetta da queste radici solide di ferri da stiro di ferro, setacci e seghe, slittini di legno, accette e maceti, che ne so..roba di un altro mondo!
Tre cani così diversi uno dall'altro, una compagna da 30 anni a dividere la vita con lui, in un opera che palpita e cresce come in tornio. Un tornio rosa e viola che gli regalò a vent'anni Augusto Betti*
Mani grandi il nostro Moro, capaci di contenere sogni e idee infinite, ogni pezzo della piscina posato da uno scarto di una prova di ceramica, per un effetto cangiante, scintillante, sfavillante nell'acqua e nella luce, assieme a ingranaggi di tempi moderni, pentole, ruggine e cotti antichi...un successo..uno spettacolo! Un sogno che ci fa dire, la vita è proprio questo, l'incredibile fantasia dell'uomo e la capacità di trasformare, riesumare e abbellire la vita stessa ...Grazie Moro!
7.8.12
MCZ
Museo Carlo Zauli, una poesia..questo piccolo cortile che si apre con il vecchio laboratorio, dal suo fascino industriale, storico, loft in cui il maestro lavorò per tutta la vita, non una semplice bottega faentina ma un luogo dove artisti di tutti il mondo si confrontavano e per tutto il mondo Zauli creava. Un giardino all'ombra del campanile di San Francesco, di un albero da cui
Mathieu Mercier ha lasciato la sua casa per uccellini di ceramica, appesa come un nido di immaginari infantili, dove Zauli e ancora Zauli verticali o sferiche, opere composte in più pezzi e
assemblate, che puntano alla continuità..
Cosi ben curato ogni particolare che sembra che anche la luce sia messa al suo posto perfetto, sulle opere, sui muri di mattoni, sui forni impolverati e nelle cantine con la muffa di 30 anni fa,grandi mondi Faenza un altro mondo,il Giappone, la Cina, e Faenza dietro l'angolo.
Ancora artisti che si confrontano in quelle pieghe,con dei coriandoli di ceramica che estendono il momento della festa in cui si buttano a terra, essendo durevoli come porcellana,di luci anch'esse destinate a mutare ma con un opera a rimanere eterne, da neon da raspi d'uva sgranati come parole pesanti di poesia di porcellana, anche di uno stecchino assolutamente di ceramica che ricorda all'artista la fine della fame di suo padre in guerra,mondi vicini e così leggeri con una striscia di panna sempre in ceramica ai nostri
piedi..
.
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what i love today...
27.7.12
13.7.12
Un sogno..
Il viaggio di Marco Polo, ovviamente non in aereo...
Costantinoupoli, POLI perchè è la città per eccellenza, di Costantino, il nome di mio nonno, il nome di mio padre e del mio bisnonno ancora, quanto sogno ho in quella città di porte d'oriente, spezie e argenti, e voglio tutto il luminare di quella stella e di quello spicchio di luna, lo voglio con i baci della brezza del Bosforo, nelle strade di Beyoglu, al bazar e alla fermata di un tram appeso a un filo.
Gerusalemme, dalla mia Kerenita, mi dice che mi ospiterà in una casa sul mare, passeggeremo sulla spiaggia, la sera, e mi farò il primo tatuaggio: Il leone di Venezia da dove sono partita, con la nave, attraversando il canal grande, il mare..
L'evangelista San Marco, raffigurato in forma di leone alato, il leone del mese in cui sei nato..Della Grecia da cui son ancora illuminati i miei occhi:
| « Leone di San Marco, leone del profeta, ad est di Creta corre il tuo vangelo. Si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano: la spada e non il libro hai nella mano. » | |
(Francesco Guccini, Asia)
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Voglio guardare da i tuoi ponti sospesi e profumare di una spezia tutto il mio corpo. Voglio l'inchiostro di una mano turca che prepara una sposa il giorno prima delle nozze con disegni all'hennè sulla pelle, suoi piedi e sulle mani; essere un sogno esotico vivente, vivere di un sogno ad occhi aperti per una vita.
Sogno quel treno della Transiberiana che mi hanno detto avere binari larghi il doppio, con un treno largo il doppio, quasi fosse un orient express di altri tempi, con delitti e perfetti sogni, con il passare di ore e di cambiamenti, di gente da i denti d'oro, gli occhi come gioielli d'ambra e la pelle d'ebano, spazi di grandezza, di niente, di polvere, di verde, di sabbia, di rame,di nuvole gonfie, di Samarcanda dove regalai un sogno...
Pronta per arrivare ma non per partire, con le mie figlie, per conoscerle, per mostrare, perchè possa mescolare i miei sogni in un bicchiere di tè al gelsomino, ritrovare il cammino di chi l'ha lasciato, di chi mia ha lasciato..
Arrivare in quel muro, che come una leggenda, di un MILIONE di patacche, si vede solo dalla luna!
é un bel sogno..
8.7.12
Da una parte e dall'altra
Ho dormito con la finestra aperta, nella stanza della mia adolescenza. Il carro delle stelle, da cui collego sempre i punti e vedo un arco e una freccia, poi anche le lucciole che non vedevo da anni. Per rigirarmi da una parte all'altra del letto, per cercare quel qualcosa, quel fianco in cui sistemarmi per essere a posto. Scorrevano le nuvole nel cielo blu notte, scuro, con le cicale ancora sveglie, e quella luna era come se si mettesse sempre più al centro di quella finestra, e appena me ne dimenticavo da una parte, mi si riempiva nell'altra.
Sembrava davvero seguirmi, chiedermi, vegliarmi nei miei sogni della notte, mi dava anche fastidio, ma poi mi sono abbandonata a lei e al suo incanto, addormentandomi da quella parte.
Jomla gets sick..
Quando dico che tornare a casa mi fa male, che Imola è tossica, che la maggior parte delle persone non se ne accorge e ti ritrovi in un covo di pettegolezzi e cose talmente sgodevoli, che diventan poi, così prevedibili e noiose...what the F***... Un mese al Lido, vissuto in pieno, non come una vacanza, non come una turista con le infradito e il loro sgradevole sciabattamento...Al lido non sono permessi neanche gli zoccoli, fanno rumore, e nell'ora del riposo disturberebbero..Dicevo, la vita vissuta in pieno, andando al mare con le mie bimbe, cercando il tempo e le idee per la pittura, e guadagnarci ancora 2 soldi d'artista..Per viverci, perchè no? Perchè tutti devono sempre pensare che siamo dei privilegiati, dei buffoni, dei paraculi..Ue, io mica me ne sto ancora all'Accademia, come tanti della mia età, a fare i comunisti e sparare cavolate sull'arte; Io dipingo il mio mondo, il mio sogno, e certo io cambio il mondo; che dai miei occhi è un altro mondo.
E a Imola il mondo non cambia mai, il girone infernale dei soliti 3 posti dove secondo alcuni solo lì dovrebbero esserci le persone più fighe di questo mondo, perchè vogliono sempre andare lì, e non mi dite che si beve bene perchè ho avuto il peggior martini della mia vita e non scrivo dove solo per pietà...
Imola mi avvolge in una rete di pensieri, prigioni mentali, cose tirate via, come prendere l'aperitivo ogni sera in un posto del cavolo mentre ti mangi le noccioline acide dal trogolo e neanche ti sei lavato le mani e sembrano tutti delle scimmiette con l' alzheimer, che non si ricordano che non hanno più 20 anni, le mogli e i mariti a casa, dei figli stupendi, ma credono che il venerdì sia il giorno della cuccagna e ci provano e ti intortano con l'occhio da pesce lesso, ugualmente..
Il borghetto dove "si vive bene" e tutti sanno vita morte e corna della gente, si sparlano dietro amiche e compagne di una vita, poi viene fuori che invece sono stati gli altri a far pettegolezzi, magari quelli che erano pure via da Imola, ed essenzialmente, quei pettegolezzi sono realtà commesse da tutti, gli imolesi della cuccagna e del giorno free. E se a 40 anni sei ancora single, qualche problema devi averlo, allora fatti curare, perchè ammali anche il mio mondo, quando lo vedo al caffè della Rocca, a quei banchetti esotici fru fru di Elios, con quei coglioni che ci son seduti sopra e dove il mojito mi ha fatto il peggior dopo sbronza di sempre!
1.7.12
L'ora dell'alta marea...
Viola mi dice che la luna stasera è come una fetta di cocomero, ieri era come un telefono..Poi non so come chiamare quei tronchi che sembrano schiaccianoci piantati nella laguna con un faretto sopra, che Viola chiama fiammiferi...
Il gabbiano che ci passa parte della giornata, la lancia che va e viene da Venezia in giù, la partita con maxischermo in piazza San Marco, le grida, gli esulti, i cestini pieni stracolmi di bottiglie di plastica che sembran vetri di Murano.
Un gin&tonic a fianco di 2 tedeschi ieri, con i baffetti da sparviero, la magia per 5 secondi degli elastici luminosi lanciati in cielo dai pachistani, un cormorano, che si immerge sotto al vaporetto vicino alla prua e per un attimo mi fa trattenere il fiato perchè non torna sù, ma che poi mi ricorda...la Sardegna.
Una Ichnusa e una benda nera sugli occhi o sulla fronte, e le bocche di Bonifacio a strapiombo, ah, il mare, la sua forza che prende e ti lascia, per quell'ora di alta marea che si sente in una conchiglia..
I love ferry boats..
Per andare a Venezia dal Lido, ovviamente: Fermata Sant'Elena con i suoi alberi spezzati dalla tromba d'aria di giugno, coi bambini che giocano a palla, il chiosco dei gelati un pò retrò, i cani a passeggio, e per lo più, veneziani. Fermata Biennale, col quella tinta di rosso Valentino e il font bianco Verdana, con i suoi milioni di turisti, artisti, curiosi, girovaghi, folli. Fermata Giardini, con il suo inconfondibile odore di gelsomino, le statue nelle aiuole e le barche a vela nel cielo azzurro. Fermata San Marco, con la colonna gemella portata in Grecia, e quella col leone che aprono un sogno, nei fori del Palazzo scintillante, delle cupole dorate e del campanile tra le nuvole. Rialto e il suo stucchevole ponte, tra i gondolieri in cerca di turisti e il solito magnifico mercato del pesce; com'è diversa ogni stazione e ad ogni fermata la gente che sale, che scende, che si spinge e che guarda dal finestrino, che fotografa, che si illumina guardando il mare, che s'inquieta aspettando di scendere, che ci lavora ogni giorno sciogliendo e legando una corda al palo, annunciando le fermate con l'accento veneziano, e coi motori che si arrestano e rimbombano facendo a pugni con l'acqua; e quei gabbiani, che seguono le scie, che ci volano sui tetti che ci prendono in giro con i loro versi, e si sente l'odore del mare.
Ma la cosa più bella è guardare il su e giù dei vaporetti visti dal Lido, ultima stazione e poi i cambi per le altre isole..
Giro dietro alle bocche del'Arsenale per andare a Murano, sotto il sole e il mare più aperto, a petto nudo come un marinaio a fianco, tra un gasometro che mi ricorda tanto Atene e i film di Ozpetec,
E' un sogno... Che ci sei sù o ci stai fuori.
20.6.12
SONO ARRIVATE LE GirLS!!!
Due giorni di risate a cuore pieno, come sempre, dagli anni 90 con furore, dal Canada con la pelle già abbronzata, una raffica di nuovi tatuaggi e pearcing (e per la Viola ora Simo è il suo nuovo mito)e dall'Inghilterra bianca latte come al solito, gambalonga e baby in passeggino, più buzza con un'altra dentro...Eccoci qui 6 donnine in bagno più una nella pancia..Se non son girls non le vogliamo; come negli spogliatoi della palestra al Ballardini a far ciacchere ciacchere ciacchere...A parlare..più o meno delle stesse cose...guys, vita e arte, con l'aggiunta di pannolini e miss caghotto che arrivano a un certo punto della vita, ma la Simo che è ancora single non ci può credere che siamo così, e che in realtà passiamo 3\4 della giornata a parlare di merda e parti con l'epidurale, tanto che deve dormire in mezzo a baby Lina che gnicca tutta la notte e si sveglia alle 4,30 di mattina, con la sua mamma che la porta alla stazione marittima alle 6.00 a.m. (unico bar aperto) al Lido se la prendono comoda..E girerebbe con una molletta al naso zia Simo, per non sentire quegli odorini di varie entità a cui noi mamme siamo assuefatte!
Al loro arrivo al Lido le vedo scendere dal vaporetto come 2 dive da festival del cinema, con una Venezia alle spalle dal cielo terso e il mare azzurro; il passeggino e il pancione di Fede mi commuovono e nei loro occhi quella così familiare sensazione di joie de vivre che mi hanno sempre trasmesso quelle 2 spilungone, che son finite a vivere in altre realtà, per il senso di viaggiare e di conoscere. Si la Simo era partita da Faenza per Ny e ora ha la cittadinanza canadese e Fede nell'animo è sempre stata anglosassone tra Irlanda e UK.
Arriviamo in pompa magna alla spiaggia privata con tanto di cappello e passeggini, zeppe anni 70 e occhialoni, ma neanche il tempo di un bagno e ci cacciano via!! Ah ha ah! Allora ci fermiamo davanti al cartello per i turisti e miss Castellini Holland, parte con uno dei suoi ragionamenti curiosi sul percorso del Lido, il nord e il sud, e ovviamente non ne viene a capo finchè 24 ore dopo e svariate ipotesi, il Cicci le spiega con una cartina da che parte è arrivata..
Scendiamo a piedi, con i passeggini trainati nella sabbia, un pò meno zelanti di prima, al bagno meno chic ma sempre privato del Lido, dove comunque una capanna di seconda mano (la cabina mini appartamento di legno) costa sulle 1500 euro al mese, anche se in quel bagno dove arriviamo, da mentecatte, sembrano di eternit le tettoie e dal bar non si vede il mare, ma almeno il caffè è buono e costa 90 centesimi, che bazza pensa la Fede, e tra ghiaccioli e cappuccini spendiamo tipo 5 euro..entusiasmo da 16enni!!
Ma la Simo che è la più posh, pensa già che domani vuole prendere il taxi per la stazione, spendere 50 euro e sentirsi davvero Posh!
Oramai sudate, senza scarpe e coi cappelli spiegati, ci arriva addosso un nuvolone da Fantozzi, partono i fulmini e la pioggia a goccioloni, passando per il Palazzo del cinema (alla Castellini NON piace) Troppo fascista dice, e breve tour alla terrazza dell' Excelsior, si mettono a cercare il wi fi con l'i phone, e poi ci facciamo fare 20 foto da Viola prima che ci prenda anche la testa e le facce, per postarla su Facebook, ma missione 2 non riuscita. Autoscatti e foto da altre turiste, per dei ricordi memorabili.
Così la pioggia ci mette quel pizzicorino di eccitazione da giorni di scuola e il pensiero: "troviamoci un bar che non sia l'excelsior da non farci cacciare di nuovo" per prendere l'aperitivo delle 5, oltre che il tè per lady, sempre Castellini Holland.
Il bar Bepi, sotto casa, fa al caso nostro, sprtitz a 3 euro l'uno, bar da biliardo e cessi con la turca..sembra di stare al Clan Destino!! Tutto regolare, anche perchè ci sentiamo come ad un tavolo dell'Excelsior, ridiamo, come a 16 anni e zia Simo ha Pepe sul petto che dorme, con Viola che ripete la stessa cosa 47 volte..." mamma, posso farmi un tatuaggio anch'io quando son grande?"!! E con le patatine in mano si ribalta col passeggino e ormai fa cadere l'unica vetrinetta coi vasi di Murano...
Al secondo giro di sprtitz si sveglia la Pepe, mentre la Lina stoica non ha ancora dormito dalle 5 di mattina..E allora a casa per la cena di pesce che ho promesso alle mie girls, BELE tutta la vita..
Wi Fi debole, ma riusciamo a condividere alcune felicità di queste ore: Beautiful Venice e il mare, a very good time with true friends, una bebè con gli occhi azzurri che gattona per casa al mattino..che meraviglia..
Riusciamo anche a uscire la sera, a prendere il gelato con 15 gradi e l'aria umida, nessuno in giro! con la barosola di cioccolato e la pipì di Viola vicino al marciapiede (la SImo è sempre più sconcertata) Ma al mattino ci dice che le è venuto l'istinto materno!...Menomale!
mangiamo le paste della pasticceria ancora calde, dal giro mattutino della Lina insonne, finiti i pannolini e signorina FIRTY PANTIES, è una cosa adorabile e il suo sorriso è contagioso, ci innamoriamo tutti di lei, comprese Viola e Pepe che la terrebbero come sorellina senza pensarci un attimo...
Coniato anche il termine inglese "Sissy Willy" ovvero il Willy di Phil e di Ciccetti che fanno solo "Sissy"
Coniato anche il termine inglese "Sissy Willy" ovvero il Willy di Phil e di Ciccetti che fanno solo "Sissy"
when a male reproducing organ can only produce female children)..
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19.6.12
Questa sera..
Percorro il corso principale del Lido per arrivare in tempo alla stazione marittima, appuntamento alle 8.45-9.00 p.m. per fotografare il tramonto dalla banchina da cui tutta Venezia e i suoi campanili si impalpano di rosa e di fuoco.
Sono i giorni più lunghi dell'anno e io ci sono dentro fino al collo.
Sono i giorni più lunghi dell'anno e io ci sono dentro fino al collo.
Sulla strada, tutti i barettini attrezzati per la partita Italia-Irlanda, anche i cinesi con i loro bar più economici e un pò meno alla moda; ci sono gli irlandesi, ovviamente con birra alla mano, già ubriachi, in vacanza, ovviamente giovani; che hanno presto posto, sono in canotta o a petto nudo, arrossati dal sole, con gli occhi azzurri e le labbra sottili, coi capelli quasi a zero e il loro colore verde Irlanda.
Io arrivo con qualche minuto di anticipo al mio fischio d'inizio, il campo del cielo è ancora compatto e i giochi di luce sul mare stanno solo scaldandosi un pò, di rosa, di grigio azzurro, tra le scie dei vaporetti e i motoscafi che segnano le linee. Non sono solo io a guardare, ci sono anche i turisti che si fermano a fotografare, con gli occhi dilatati per questo incanto che inizia e finisce tutte le sere; e quelli dei vaporetti non ci fanno più caso e a loro non serve come me per me, per ispirarmi a una tela e a questi colori.
Penso, il cuore mi batte forte, da quando son partita da quelle idi di maggio, penso a chi è con me in questo viaggio, sempre, tirando un calcio alle ragioni.
Mi sembra tutto così perfetto, come questi campanili costruiti verso il cielo, su questa strada con l'odore di mare, col profumo di lontananza e qualche parola che mi fa capire l'amore, per questa infinita perfezione.
Penso a Londra, se riuscirò a vedere Damien Hirst alla Tate, con la sua ironica leggerezza, se riuscirò a sentirmi così percorrendo le strade romane allora, in quel passato che si schiude come una luna.
Batte il cuore a mille, che anche la voce fatica ad uscire per mandar giù il gozzo, di ciò che manca, di ciò che entusiasma e ti rizza la pelle e che vorresti condividere a tutti i costi, si fa carne in un attimo di silenzio e poi esulta, e ti piace, ti prende allo stomaco; è questa voglia di vivere con te, con l'anima di sempre.
17.6.12
Lido from 6.36 a.m.
Buongiorno dal Lido,
l'aria è freschina, mi siedo in giardino tra il il rumore delle lucertole e i raggi di sole tra le foglie ondeggianti, al piano di sopra è arrivata una famiglia di russi, due figli maschi quindicenni e una figlia di 10-12 anni..mi piace ascoltare le loro conversazioni anche se non capisco niente.."DA DA, snamrovska" cose così..
Ho fatto anche un giretto, qui tra le 7,30 e le 8 per andare a prendere le paste e guardare il mare, di stupore, come sempre; e ho sentito l'odore della crema pasticciera da molti metri prima, e le sfogliatine mille foglie col mascarpone e le pizzette di pasta sfoglia sottili come patatine.
Il mare brillava, tutti quei luccichii mi fanno sempre venire le farfalline al cuore, ma non è tanto il mare, è che qui vicino al mare c'è la grande Venezia, quel vero bagliore, di ori, lampadari di vetro che si rispecchiano nel mare, le barchette, i motoscafi che scivolano nei corsi dorati. Perchè se fosse solo mare, come in Grecia o a Milano Marittima, sarebbe solo mare, ristoranti e cafoni; qui invece c'è l'arte, la storia, la memoria, e poi mi piace conoscere così bene un posto perchè ci sono stata e vissuta dei mesi da 3 anni a questa parte, come Atene, col suo mare, e grazie, a chi per questo mi ha dato, a te che pensi che per lavorare bisogna conoscere il posto e viverci come conoscere se stessi, questa fortuna è impagabile.
Ho visto uno che saliva dal mare con la muta, un vecchietto con sua moglie, un bastone in una mano e una specie di i pod nell'altra con gli auricolari che guardavano il mare, il bagnino in bianco da campo da tennis che sistemava la capanna nella prima fila, ho visto il gommone di salvataggio coperto dal telone bianco quasi svolazzante, conchiglie rosa e nere accuratamente raccolte da un bambino e messe come tesoro in un angolo della spiaggia. Ho sentito il profumo dei gelsomini, ancora, e ho pensato a quante volte lo sentirò ancora prima di dimenticarmene, prima che la luna ridiventi piena e pensare a certe cose come fossero così, irraggiungibili.
Guerra tra gatti alle 8.35, e le mie principesse dormono ancora, anche con la centrifuga della lavatrice vecchia che fa un gran casino. Il dottore, l'altro vicino, si è svegliato presto ed è andato a Mestre a lavorare,lasciando i bambini alla nonna, mi ha salutato facendo finta di ricordarsi di me, ma non era credibile.
Internet prende e non prende, dipende dall'alta marea..me l'ha detto il pittore sardo, quello che parla poco, col giardino comunicante.
Bevo il secondo tazzone di caffè con la moka, buono, morbido, anche se nero. Il filo della ragnatela di un ragno si vede a tratti illuminato dal sole, i russi si sono svegliati e credo che discutano se andare al mare o a da qualche altra parte..
Musica di Satie, nel silenzio, musicato del giardino.
13.6.12
FEDE (LA DOTTORESSA GIò)
Potrebbe sembrarvi una tipa senza cuore e cinica ma è una mezza calzetta..di cattiveria...è un' inguaribile romantica..
La conosco da un'estate a Milano Marittima, da quando suo marito aveva i capelli ossigenati e lei il pearcing all'ombelico; si doveva ancora specializzare in dermatologia, ma aveva già le idee chiare..
Faceva l'Università e mangiava i sughi pronti ma poi è diventata una cuoca provetta con le ricette bimby;
Ci siamo spalleggiate per anni al Baricentro, con amici comuni che son diventati il nostro gruppo di sostegno anonimi antropizzati romantici e un pò alcolizzati.
Eravamo di riflesso ai vecchi raccontastorie in dialetto imolesi, nelle leggende macropolitane di tempi che furono, sulle piste da corsa di vecchie glorie e di campioni del mondo di moto gp.
Il nostro amico Lucchinelli, sua moglie allora, Paola, a servirci vino e pastice di storie, dolci e amari, con la musica di Santana e Bob Dylan, Vasco e Rolling Stones.
Storie di tresche e marachelle sul banco, etichette da beoni e romanzieri sulla pelle, i miti di una strada del centro;:Gamberini con la sua amante nell'altro bar, Marino con le sue storie dell' amata spagnola che somigliava a Manolete il torero!
Di lì passavano i Laidi, quelli del rugby, quelli di Otello, e tutto quel marasma creava i nostri miti, e le nostre leggende..
Quella di una che per andare in Viale Carducci prendeva la macchina e si rompeva il naso davanti a San Cassiano, e per fortuna che i Santi son sempre vicini.
Quello che per tornarsi a casa in bicicletta sbatteva prima da un lato del muro poi dall'altro.
Quelli che si tenevano la mano sotto al tavolino e non si facevano vedere.
Fede! La mia testimone di nozze! Testimone dei miei sciagurati amori e delusioni d'amore, dei miei martini cocktail con lei fidata compagna, di notti brave anche prima degli esami, testimone io del suo addio al nubilato vestita con piuma di struzzo e paiettes..Proprio non il suo bon ton classico. Al Classic a Riccione fino all'alba, in quel mondo a parte di oblio e dark room!
Fede! Al mio fianco a Syros nel giorno più bello della mia vita, a Stromboli sull'aliscafo, verde nausea con me, nella topaia in stile mediterraneo, sulla terrazza con lo sfondo del Vulcano e io col caghetto, a Filicudi, ad Alicudi con mille stelle, mille gatti, mille geki, e il martini cocktail fatto dalla minorenne sicula. A Vienna, quando al casinò hai vinto col 24 e ci hai offerto da bere.
Col pancione a far schiamazzi con gli albanesi! A cantare al karaoke la Mannoia con tutta la tua passione! A partorire in 5 minuti due bimbi meravigliosi..Sei tosta..e cinica come il dottor House..Ma sei veramente un'amica e una compagna di vita che se non avessi la sognerei...
12.6.12
10.6.12
ON THE ROOF..
Sopra a una casa ereditata da un nonno che faceva il ferroviere alla stazione di Mestre, per molti kilometri e tanta strada vista da un finestrino, sopra a una balaustra dove cresce l'edera, interrotta dal filo della televisione, da rampicanti insidiose, ai panni stesi, sopra ad un ricchissimo orto che si nutre di acqua salata, sopra ad una palma, ad un banano, a un eucalipto! Sopra anche ai merli che stuzzicano le ciliegie beccandole con impazienza, ai ramarri e a qualche bellissimo geko; sotto, a qualche filtro di sole tra le nuvole sporcate dal temporale, sopra, alla foglia del banano che si attorciglia a se stessa come un' enorme sigaretta fatta a mano, verde acido e miele come se bruciasse.
Sopra ad una Singer arrugginita, ad un copripiumino che sembra una mappa di una città polverosa.
Sotto al cielo tuo di Dio, mio tutto. Sopra, alle farfalle bianche che durano un giorno, alle magnolie che durano anni e i loro fiori sono una volta l'anno.
Sopra ai borbottii degli anziani in quest'etere che è sempre priva di ogni restrizione, dove posso tutto pensare...
9.6.12
UN LUSSO D'ALTRI TEMPI...
Davvero un martini cocktail d'altri tempi, qui all' Hotel Excelsior del Lido, davanti al Palazzo del Cinema, dove ogni settembre, il festival, le stars, gli attori e i film in concorso, così dagli anni d'oro della Magnani, di Rossellini e la Berghman...passati tutti da qui, al bluebar, rimasto come allora ci dice il mitico Tony, alias Antonio Massotta from New York ci dice lui, ma si capisce che le sue origini sono più che italiane, anche se ci parla in inglese, e poi ci sorprende con la boccetta di profumo di Murano in cui spruzza il martini dry nei bicchieri di cristallo dipinti a mano e viene fuori che è cresciuto a Bologna in via D'Azelio e poi trasferito a Ny.
Un rito questo cocktail martini, richiesto da noi con il gin Hendrix, già provato al Molino Stuchy un mese fa e forse per questo che il metrè Tony, si è sentito l'adrenalina alla pelle per un cocktail che non era nella lista ma che è la sua specialità a Ny, dove ha scritto un libro su di quello, e varie trasmissioni lo hanno ripreso come guru del M....Infatti ce lo vediamo arrivare in tromba sotto gli occhi del ragazzino che non toccano i bicchieri ci dice, lo serve solo con i guanti e la preparazione è riservata al maestro, così come la pelatura del cetriolo, lo spruzzo di martini e il gin ghiaggiato. Gli ufficieri sotto al bar che preparano tutto come una volta, ci dice Tony..."Finchè dura" questo lusso d'altri tempi. Davanti il mare, la croiasette di Coco Chanel, le capanne super lusso con i teli di spugna bianca e ampi come letti matrimoniali sulla sabbia, le bouganville fuxia rampicanti sulle tettoie di legno bianco con le radici nella sabbia, la passerella come per una sfilata di moda, le tende, ancora bianche e un cielo grigio azzurro che piove col il sole e come per magia appare l'arcobaleno a 180 gradi sul mare...Mi sento in una pellicola in bianco e nero dipinta di colori a mano, con la musica del piano bar che viene dalle vetrate dentro, spogliandomi in mille pensieri come sempre, ebbra di passione, come sempre. E la magia del gin dura come l'arcobaleno, e alla fine c'è l'oro della memoria, di uno scatto fissato per ricordare, ci sono sensazioni dove viene sunto il "mixology" di quei piaceri e veleni, in una death in Venice di altri passi, di altri tempi, ma nel mio cuore con lo stesso pathos per questo amore.
Paghiamo con il bancomat, non siamo così chic da american express, 35 euro spesi benissimo, per un'ora di passato, di lusso e di memorie viste nei film e lette nei libri.
Volto la pagina, su un cielo che si è fatto rosa e piombo, per i passi di Corto Maltese, nell'antico borgo di Malamocco, in macchina, dove passa con una barca a vela di legno che sarebbe piaciuta ho pensato, a te, che sapresti navigarla.
Ritorno sui miei passi, quelli che hanno ruotato per spiegare le vele al vento, solitarie come i gabbiani, come una poesia di un bambino scritta su pezzo di carta quadrettato. Non ho dimenticato mai quella poesia che mi abbraccia in questo vento, in questo cielo che è per te.

4.6.12
I MISS YOU..
Piove oggi qui al Lido, e io con le mie bambine ci riposiamo col ronzio dei motoscafi che attraversano il canale x arrivare al mare davanti a Venezia; nel silenzio sentiamo ogni goccia di pioggia far rumore diverso in ogni foglia di palma, di pino, di fico, di ciliegio, e una cascata di gelsomini s'impregna sprigionando un profumo fortissimo.
Riposarsi così non ha prezzo, e prima di addormentarmi mi viene in mente la mia infanzia, i miei pomeriggi di pioggia al mare a Milano Marittima; il riposino forzato, come io lo faccio fare a loro, e fuori la gente a passeggiare col rumore delle scarpe bagnate e le pozzanghere senza i tombini, sotto ai condomini e alle vetrate, alle vetrine fighette, alle vetrine fighette dei negozi da bambino, la sala giochi il dollaro, pacman e tetris, la gelateria sotto casa col gusto puffo, l'immagine del puffo golosone nella vaschetta blu acido, il condomino dove stavamo color puffo, la rotonda che aveva una fontana, i mondiali di calcio e la gente tuffarsi dentro la fontana, tantissime bandierine e tutti felici, io felice ma non so per cosa, i 7 punti nella mia nuca dopo esser scivolata nel terrazzone enorme bagnato, sopra la gelateria Sporting, e quell'angelo di mio fratello che mi regala tutte le sue monetine perchè guarisca, nella corsa all'ospedale di Cervia coi capelli lunghissimi color sangue e gli occhi di mia madre terrorizzati; i risciò, le corse coi risciò e la foto obbligata, la foto con lo sfondo haway, la foto con la scimmia, la foto con topolino, i nuvoloni neri le trombe d'aria in spiaggia e le macchinette con le palline di chewingum da 20 lire per un percorso a ostacoli e godersi il chewingum, per non parlare del calcio balilla, gli ultimi jukebox con sù LA ISLA BONITA, la frutta candita, il coccobello, le LA COSTE di mio babbo comprate dai vucumprà, gli ombrelloni blu e arancione del bagno la Barcaccia, gli sdrai ruvidi con quelle bellissime lettere capitali, il bagno Mercuriali, il bagno di Tomba, le colonie maledette, i castelli incantati fascisti abbandonati delle colonie maledette, I pini, la raccolta dei pinoli schiacciati con le ciabatte di plastica, le storie che la mia mamma s'inventava per farci addormentare, le facce sceme per farci ridere, lei parlare di nascosto animatamente con mia nonna e poi scoppiare in lacrime.. Non sarò mai come mia madre che non alzava mai la voce e ci addormentava ridendo.
I NUOVI MOSTRI
A volte la mia città mi sembra un circo, e coi miei occhi da bambina vedo personaggi che da sempre m'incutono timore oltre che stupore:
LEO TRASPORTI: Quest' omone pelato e con la tuta da operaio blu che va in giro con un carrettino e la sua insegna LEO TRASPORTI, contenente cose trovate nel rusco; Se incrocio il suo sguardo si mette a urlare e una notte mi ha inseguito perchè non avevo dato una sigaretta a JAMES.
L'amico di JAMES, non so come si chiama, culo anche lui, avanzo da manicomio anche lui, con gli occhi fuori dalla testa, sporco e puzzolente, dà poca confidenza, e non chiede sigarette come James, raccoglie per terra i mozziconi e se li fuma.
Mamma e figlia grasse e bionde con gli occhiali, sempre a braccetto, sulla via Emilia dal teatro fino all'orologio, tutte le sante sere dagli anni 80; credo che ora la figlia sia finalmente dimagrita.
RANA, dagli anni 90 alle acque minerali con la sua tutina verde attillata acrilica che faceva roteare le sigarette- THE RETOURN OF RANA, nel nuovo millennio morto e resuscitato più in forma che mai, coi suoi occhi iniettati di sangue e le sue conversazioni assurde.
Il mago Galbusera, con i pattini in giro per il centro, mio mito da bambina, mio orgoglio imolese, poi alla fine dei suoi albori, persona come le altre che cammina per il centro, con famiglia, alcolizzato, vecchio e nessuno che si ricorda più di lui.
2.6.12
30.5.12
IL VASO
Le più belle FRASI che mi hanno detto ultimamente
28.5.12
Parole chiave in Pantarei, le ricerche di ignoti..
da Google: "casalingua disperata"
Si grazie, in effetti, l'ho scritto io, Aoh, te piacerebbe?!
da Google: "martini cocktail"
Vai tranquillo, sei nel sito giusto, e i posti giusti te li raccomando io!
da Twitter: "Oggetto dei miei desideri"
Mhhh...forse hai sbagliato sito, io mi riferivo proprio ad un oggetto
da Google:"tatuaggio panta rei"
Che figo non ci avevo mai pensato, bello da tatuarsi in greco magari...
Flash..
Incisione, Yo! 1999
L' ATTESA. Racconto
Erano 3 settimane che si erano incontrati, non giovani più come quando di spensieratezza si vive, non sicuri dei loro status e delle loro realtà quotidiane, e forse per questo si erano trovati con lo stesso destino, lo stesso disegno punteggiato su una carta spessa come un velo.
C'era stato un bacio, da una parte era stato atteso a lungo, per anni forse, e dall'altra era stato una sorpresa, due baci diversi che avevano innescato diverse aspettative.
Ogni giorno dopo quel giorno fu diverso. La prima consapevolezza era che il mondo era cambiato e non sarebbe tornato più come prima, giacché un mondo lo si costruisce con la certezza e la
razionalità, mentre un amore lo si carnifica con il turbamento e il dubbio. Diverso perché mutante, di giorno in giorno; con il sapore di notte brava il giorno dopo, ancora intontito da un pubblico ubriaco, da una parola impastata col ricordo, dal liquido odore di ebbrezza.
Poi il vortice della pena, da quella parte che aveva creduto ad un segno, a un cambiamento radicale nella sua vita, per iniziare si diceva, una nuova vita insieme a lui. Quel mondo di carta, era fragile.
La parte della ragione stava solo inscenando una parte passata, un vecchio ruolo non portato a termine anni prima, voleva vincere la sua paura e provare a lei che poteva provare sentimenti
passionali.
Il giorno dopo ancora c'era il silenzio, un'attesa snervante che si abbandonava alle canzoni dei ricordi, là con te a Santa Lucia, al Portico dei Servi per Natale, ai libri rivolti ad est di Samarcanda, a quell'aria da sera d'estate con le lucciole in campagna, dove si vive una vita nel tempo di una sera.
Aveva aspettato in piedi fino a tardi, ancora vestita, con il rossetto e il mascara, non l'avrebbe mai baciato con il rossetto si era detta, perchè sarebbe stato volgare, nella sera, nei petali di rose gettati all'entrata del cancello per il maggio della Madonna, con le candele al balcone, vicino ad un libro, vicino a una magnolia, e si sentiva l'odore delle rose, nell'attesa consumante come un profumo.
TO BE CONTINUED..
C'era stato un bacio, da una parte era stato atteso a lungo, per anni forse, e dall'altra era stato una sorpresa, due baci diversi che avevano innescato diverse aspettative.
Ogni giorno dopo quel giorno fu diverso. La prima consapevolezza era che il mondo era cambiato e non sarebbe tornato più come prima, giacché un mondo lo si costruisce con la certezza e la
razionalità, mentre un amore lo si carnifica con il turbamento e il dubbio. Diverso perché mutante, di giorno in giorno; con il sapore di notte brava il giorno dopo, ancora intontito da un pubblico ubriaco, da una parola impastata col ricordo, dal liquido odore di ebbrezza.
Poi il vortice della pena, da quella parte che aveva creduto ad un segno, a un cambiamento radicale nella sua vita, per iniziare si diceva, una nuova vita insieme a lui. Quel mondo di carta, era fragile.
La parte della ragione stava solo inscenando una parte passata, un vecchio ruolo non portato a termine anni prima, voleva vincere la sua paura e provare a lei che poteva provare sentimenti
passionali.
Il giorno dopo ancora c'era il silenzio, un'attesa snervante che si abbandonava alle canzoni dei ricordi, là con te a Santa Lucia, al Portico dei Servi per Natale, ai libri rivolti ad est di Samarcanda, a quell'aria da sera d'estate con le lucciole in campagna, dove si vive una vita nel tempo di una sera.
Aveva aspettato in piedi fino a tardi, ancora vestita, con il rossetto e il mascara, non l'avrebbe mai baciato con il rossetto si era detta, perchè sarebbe stato volgare, nella sera, nei petali di rose gettati all'entrata del cancello per il maggio della Madonna, con le candele al balcone, vicino ad un libro, vicino a una magnolia, e si sentiva l'odore delle rose, nell'attesa consumante come un profumo.
TO BE CONTINUED..
27.5.12
Sui miei passi
Potevo decidere per un altro posto, non il sushi ma quell'altro cinese che di solito preferisco, potevo cambiarmi solo 1 volta scegliendo un altro vestito e risparmiare tempo, potevo prendere il lucidalabbra nuovo e uscire di casa un minuto dopo, potevo scegliere un cardo diverso di questa mappa romana, ma ho scelto quello con la gattara dietro alle Callegherie, e se non fosse stato tutto questo non avrei svoltato l'angolo in quel preciso istante in cui scorreva il mio destino, "e nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la nostra breve vita..."
26.5.12
Amici, Nella mia strada...
Negli ultimi mesi trascorsi a Imola, come tempi lontani e periodi di festa, ho riscoperto tanti amici, alcuni nuovi e alcuni ritrovati.
Dopo la bellissima nevicata che ci ha reso angeli della neve, più intimi e costretti in casa, con le finestre sul mondo, solite occasioni per una chiacchierata e una condivisione; i cosmopolitan da Otello, evoluzione del mio adorato martini c. reso più dolce da questo essere proprio più cosmopoliti e ritornare alla città natale con nuovi occhi, e dalla primavera che ne è venuta fuori, dopo una luna che ha ingrandito le percezioni e si è specchiata nel pozzo dei miei pensieri, lì, ho ritrovato gli amici.
I miei vecchi Francesco Fede e Andrea, nella schiera dei bevitori e gossip news..Keren, tornata per un periodo a Imola tra le colline e la via Emilia, in apparizioni sempre più da vip e occhioni dolci, per tenere testa al banco di Veronica e Lina, carissima housemate che fa sempre più tardi di tutti noi, adrenalina mai scarica! La dolce Anna, ritrovata dalla gita in montagna dell'83, poi passata tra disco e bambini per finire all'Osteria di Nic, il mio fratellino tutto musica e love, proprio sotto a dove dormo io, ai piani bassi della mia casa, delle mie radici, x diventare della famiglia!
Ho conosciuto Pedro, il musicologo di Lucio Dalla, una sera a Venezia durata il tempo di un sogno, ho chiacchierato di arte tutta la sera con Carrubi, il fumettista di Borgo vicino di casa di Bertozzi P. il mio mito; la storia e i destini si fissano, quando tanti anni fa parlando con il mio angelo, qualcuno aveva scommesso già sulla loro bellezza con le margherite davanti all'ospedale; si perchè tutto è scritto in questa mappa di punti e stelle nuove e perfette.
Sono ripassata 100 volte dalla via Emilia, di mattina per il mio caffè al Grillo, di sera per un gelato al sesto senso, di notte con le luci spente e la luna ad ammaliarmi, schivando la razionalità, giocando a tirar tardi, a sentirsi quegli amici bambini e folli di tanti anni fa.
Persone che ti conoscono così bene da essere lo specchio dell'anima, trasparenti come bicchieri fragili da mandar giù piano o ti ubriacheranno di troppo. Hangover di mille emozioni, difficili da trattenere in un cuore, pur se a mille.
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