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16.6.14

Ode a maggio e giugno, in italia.

Ah come mi piace questo giugno, con il suo fresco dopo la pioggia, un tifone alle 3 di notte sopra Imola, una tempesta di lampi, la grandine come palline da tennis, giornate infuocate di caldo, nuvole sparse..occhi gonfi di lacrime e di gioia.
E che maggio, giorno al Lido, in un silenzio sovrumano..dietro al giardino vicino al ciliegio sbocciato lento al primo caldo, e i gelsomini esplodere dai balconi.
E anche l'amore lento.
Gli amici, che come il sole non mi hanno mai abbandonato, il mangiare bene, il tirare tardi, i tramonti cercati e in un tutt'uno a Venezia e la Giudecca.
Il tai chi, sopra i tetti della Guggenheim, gli spritz davanti alla laguna, il martini all' Excelsior e il mare, la luce che a strisce arrivava fino alle sedie di Otello, e baciava le bocche piu' belle, la nostra vita, piccola e sognata che vive di casualita'.
O vivendo in questo panico sensuale infinitamente leggero.


1.7.12

L'ora dell'alta marea...



Viola mi dice che la luna stasera è come una fetta di cocomero, ieri era come un telefono..Poi non so come chiamare quei tronchi che sembrano schiaccianoci piantati nella laguna con un faretto sopra, che Viola chiama fiammiferi...
Il gabbiano che ci passa parte della giornata, la lancia che va e viene da Venezia in giù, la partita con maxischermo in piazza San Marco, le grida, gli esulti, i cestini pieni stracolmi di bottiglie di plastica che sembran vetri di Murano.
Un gin&tonic a fianco di 2 tedeschi ieri, con i baffetti da sparviero, la magia per 5 secondi degli elastici luminosi lanciati in cielo dai pachistani, un cormorano, che si immerge sotto al vaporetto vicino alla prua e per un attimo mi fa trattenere il fiato perchè non torna sù, ma che poi mi ricorda...la Sardegna.
Una Ichnusa e una benda nera sugli occhi o sulla fronte, e le bocche di Bonifacio a strapiombo, ah, il mare, la sua forza che prende e ti lascia, per quell'ora di alta marea che si sente in una conchiglia..

24.6.10

REDENTORE..



Lenti pomeriggi di caldo estenuante e tramonti di velluto su questa laguna appoggiata sul mare, è il giorno del Redentore, ogni barca e gondola si prepara addobbata con ghirlande, lanterne e lucine per sfilare nella notte della festa e dei fuochi, la basilica del Redentore alla Giudecca innalzata nel 1577 per ricordare la fine di una terribile pestilenza, si raggiunge in pellegrinaggio dopo un ponte di barche lungo 330 metri..
Ogni anno salici piangenti di luci pirotecniche si riflettono nel bacino di San Marco come un caleidoscopio..
Mi sono tagliata i capelli e i ciuffi sembravano sirene nell'acqua; abbiamo guardato tutto dal Lido, come nella finestrina che c'è a Bologna in via delle Moline, solo che il mare ci si è aperto davanti agli occhi illuminando le case, le barche e i sogni davanti ad un mondo..
In ogni barca si consumava la cena con specialità veneziane di ogni genere, quanto avrei voluto essere in una di quelle, e vedere l'isola da un'altra isola era come abitare nel mare..
Quando scoppia il primo fuoco l'emozione salta al cuore, ogni sguardo illuminato di un bambino si respira come avesse le branchie,si quieta la rabbia, anche se a Viola gliene poteva fregare di meno e urlava di voler scappare a casa..Quanti pensieri scorrono in quegli attimi lenti tra una luce e un ciocco..
Quel caldo perdurante non se n'era andato proprio fino a quel momento, quella lacca sulla pelle che tiene addosso anche i pensieri più scaltri, quella tua ergastolana scrittura sulla pelle, di marinaio, di Corto Maltese sfuggente come una montagna li,; ho continuato a seguirla nel rosso di uno spritz fino a quando il ghiaccio non si scioglieva e ne diventavo vittima, l'acqua sciolta risaliva ancora quel bicchiere e ne sentivo l'odore, dell'acqua alla gola.