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Visualizzazione post con etichetta il cielo in una stanza. Mostra tutti i post
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4.8.14

The long dark

La mattina ancora notte si svegliava solo d'inverno per me, invece queste albe e notti bianche si alternano in una estate eterna; arriva quando la notte separa gli emisferi, ma soprattutto quando non ci sono piu' parole e raggi di luce in un piccolo campo di sogni.
Tu che manchi, in ogni piega di luce e di ombra sulle mie ginocchia, appena affacciate al timido raggio di un mattino che ha in un momento chiuso i tuoi occhi.
La seduzione dei desideri, dei ripensamenti e delle frenate secche, hanno riempito il mio calice fino a farmi sentire ebbra di passione. Ogni giorno e ogni notte diversa dalla nostra.
Da quel pomeriggio fragile, che aveva rotto ogni ragione, dalla fine di una notte illuminata di lampi e con la luna piena dentro ad un oblo'.
Sulle pietre antiche di un palazzo, riflettendo i sospiri e l'amore sui vetri di Murano, sopra un letto esploso di mancanze e di impazienza. Come una battaglia inglese che ha conquistato il mondo, e pure Singapore.



15.12.13

Amed, un posto

L'impatto con Bali e' una scia di motorini pazza illuminata e contorta per  la strada tra Denpasar e Candidasa, verso est, dove andiamo noi, ad Amed, villaggio dal nome turco, villaggio di pescatori, di baracche di paglia, legno e mattoni che sembrano quelle dei 3 porcellini. Decine di ponti bailey, di cani randagi e ancora motorini, insegne CANON SUZUKI ISUZU, su di un vecchio minibus noi, che non ha neanche le cinture, e le  ruote piccole calcano ogni buca e pietra per tre ore filate. Lontano dalla fauna e surfers di Kuta, dagli alberghi 5 stelle, di discoteche con gli australiani, finiamo un po' per  caso e un po' per scelta in un posto di hippy anni 70 che ascoltano Bob Dylan, Neil Yong, Cohen, e fanno joga, come il nostro padrone di casa che ci ha lasciato tutto un repertorio, assieme a libri di Fitzgerald. In un'oasi con la piscina che guarda il mare, con la porta di casa, tutta in stile balinese di legno che apre un infinito su montagne avvolte di nuvole, risaie che mi dicono diventate patrimonio dell'Unesco, e genti con cappelli di paglia a punta e la pelle bruciata, plasmare quell'infinito. Con la finestra sul mare e sulle imbarcazioni colorate e a forma di granchi, solcare le pietre nere del vicino vulcano, ogni mattina alle 5, da che sembra che le barche ci entrino in casa e scivolando in mare, nel mare aperto di vele bianche arancioni e blu, raccogliere con un amo si povero, brillantinosi pesci argentati, sempre che i delfini ogni mattina pronti a seguirli non gli rubino tutto il bottino, o vengano a riva per stupire i nostri occhi e meno quelli delle mie bambine che credono sia normale che una famiglia di delfini ci venga a salutare incuriosita. Cosi' dopo un tramonto in quell'angolo di mondo mi sento infinitamente ebbra di nostalgia e di piacere, che mi viene in mente quando sentivo la chitarra suonare con gli accordi di De Gregori sui calanchi o in mare su di una barca a vela nel mar Adriatico. Proprio il giorno di Santa Lucia, con un arcobaleno sul mare in mezzo alle palme..chi l'avrebbe mai detto! E di portare i tuoi pensieri sopra queste spalle colore delle vele, colori di una squadra che si e' battuta per me fino a lasciarmi andare, colori che ti fanno venir
voglia di vivere, acqua salata che brucia ancora le ferite, luce calda che scalda il viso fino a
consumarlo di vita. E in quella barchetta che esce in mare, nella sua pace, sono contenta di trovare ritrovo una gioia infinita,  una pace mentale addormentata come nei sogni di prima mattina, pieni di irrisolti e di baci con la luna. "E' tutto quel che hai di me, e' tutto quel che ho di te"


17.9.13

Sunrise Sunset

E questa e' la mia finestra sul mondo, coi colori che mescolo ai miei sogni, con mille sfumature diverse ogni giorno. 

22.8.13

Makria..


In un'altra vita io sono nata qui, respirando il cielo blu che si tuffa nel mare,galleggiando nel blu cobalto dell'Egeo tra un meltemi caldo e 
l'odore di mirto, da dove ho colto un fiore di zafferano una volta, dalla terra rossa e rovente come i miei pensieri solitari, che sfumono nel tramonto roseo e schiumano nel mare. 
Tra le pietre antiche ho solcato i miei passi, steso la mia tela, lasciato i miei pensieri al vento navigare in un mare infinito, ho veleggiato di istanti a gonfie vele, assoporato il profumo del mare e sulle labbra mi e' rimasto il sale dell'avventura e la grazia del sole e del calore. Questa notte di luna piena dove io immagino questo blu, questa notte e questo giorno, illuminato dalla luce e colorato dal tocco degli Dei, ah Grecia, come ti ho amato e quella finestra che apro in me per te e' davvero l'infinito..ti porto nel mio spettro d'anima, nei riflessi dei miei occhi, sognandoti ancora, e ancora.


9.3.13

Tic tac..like a heart..

Il parchetto vuoto senza bimbi, lezioni di piano per una bimba cinese, odore di fritto da una parte, la lavatrice che va e le divise della scuola stese..Quando la pioggia scandisce anche il tempo, dei giochi, della musica, degli odori dell'erba fresca e delle palme che sgocciolan a tempo di una fantasia. E gli uccelli urlano, nell'eco. 

25.2.13

Mare e lettere

 Una mostra dedicata al mare...ogni opera e' natura e uomo con il suo segno, ogi opera e' suono, onda dell'acqua che consuma, ideogrammi che parlano e urlano nel mare, nel rito poetico della pesca, nel vento, nelle braccia dell'uomo, nella sua fragilita'.


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Dentro alla Loius Vitton Island ...


4.1.13

Fuga a Singapore


Un po' fuggire un po' viaggiare, questa e' il percorso della vita; si fugge quando gli orizzonti diventano piatti, le prospettive diventano piccole, si viaggia per scoprire cosa c' e' al di la' del cielo, delle montagne e del mare che attraversiamo.
In certi miei pensieri rimane la muffa dell' Universita' di Bologna, la nebbia della sera e del mattino di brina, ma anche certi vecchi mattoni illuminati dal sole, come il campanile di San Domenico che guardavo stamattina, che si mescolera' ad architetture nuove e  vetrate dai riflessi cangianti, di pioggia o di sole, ma soprattutto di grandezze a cui non sono abituata; fuggiro', nel mio adorato caos, eclissandomi alla gente, nei mercati, nei quartieri indiani e cinesi e viaggiando nella fantasia dei libri di Salgari che mi leggeva mio babbo; salira' la marea appena vorro' tornare un giorno a casa, quella casa che non era il mio sogno ma quello di mio padre, ed io saro' nello stesso libro sfogliata di emozioni ricordando casa, la malinconia del fuggire e del restare. 

1.12.12

La Cina e' vicina..



Al ristorante cinese ci vado appassionatamente da quanto avevo 16 anni, ci andavo con Francesca e Gisella, con i fidanzatini e le compagne di classe...l'adoravo, l'adoro ancora oggi, quasi ogni volta che esco con mio marito...E la Cina me l'ha attaccata come una stoffa di seta al cuore..e come prossima vita e viaggio chiamandolo casa. Tra i suoi percorsi tra  Pechino e Shanghay, abbiamo scelto Singapore, un po' meno Cina, piu' Inghilterra con la pioggia ma con 30 gradi tutto l'anno, con flora e fauna degna di sogni e avventure di Sandokan, della tigre, simbolo della citta' e una bandiera simile a quella turca; e gia' un bell'assaggino di cinesita' l'ho avuto questa estate con il workshop organizzato
con meduproject...Dove abbiamo passato giorni memorabili tra Faenza e la ceramica, Venezia e lo shopping maratona Prada...
Adorabili ominidi scherzosi, pieni di pathos e di poesia, stacanovisti e idealisti, che adorano i bambini, con la finezza e l'arte in ogni gesto come per una cerimonia del te', beoni a scommessa che diventa la sfida alla vita o alla morte, facendo alla bavarese con bicchieroni di vino rosso e disgustatori di gelato e dolci, attenti a tutto e pregnanti come spugne di bellezza che li circonda e che fanno loro all'istante, dei piccoli angeli li chiamerei, pieni di arte e curiosi di vita, una spendida cultura, tra umorismo macabro, brindisi all'ultima goccia per l'onore e mani per costruire ogni sogno possibile.




26.11.12

Il Te' Nel Deserto, the Sheltering Sky...


Il film della mia adolescenza, poi il libro, visto e letto come essere "laggiù, oltre le dune una linea sottile unisce la tua terra al cielo. Il tuo orizzonte è un richiamo irresistibile verso l'ignoto.




Molte terre sono attraenti, ma nessun occhio ha mai contemplato una bellezza come la tua. Non so se è il cielo che si china fino a te, o se sei tu che ti innalzi fino a lui"
Ricordo quel pomeriggio in cui lo guardai in cassetta nel vhs, lo avevo registrato da rete 4, quei pomeriggi in cui si raccontano i sogni e le speranze, quando qualcuno ti chiama al telefono e ti invita a casa, quando si guardano nel divano con una vecchia coperta, quando si canticchia un ritornello e il tempo si e' fermato in un pomeriggio che ci ha cambiato la vita.