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27.4.15

Poema d'amore. Anniversario

Ricordi quando l'unica volta della nostra vita dormimmo insieme in una barca?
Il porto dentro ci cullava e il mare veniva dalla notte che era gia' giorno
Io ci porto dentro la mia memoria
Coi piedi nudi di quell'alba nella sabbia e nei vestiti bagnati immersi nella giovinezza
Sbocciavamo insieme, ci innamoravamo ma non lo sapevamo
Il tuo respiro pesante nel sonno, apriva i miei sogni, immaginando di poter venire con te in un tuo lungo viaggio
Avevo la mano sul tuo petto che ti toccava fino in fondo.
Sentivo il mare sotto a gorgogliare e i tuoi pensieri abbracciarmi, perche' ero lei, la tua isola a cui avevi messo l'ancora
Si aprivano piano i tuoi occhi su di me e pochissime parole al mattino anche se era tardi
Eri sempre e sei sempre stato da solo, solo avventure del mare e dove ti porta il vento; ma con me rimanevi quella estate prima di ripartire, e rimanevi a primavera e per vent'anni ancora navigando lontani ci ritrovammo coi fiori di pesco il 27 Aprile.
Subito non mi vidi, e non mi volli scoprire, finche' la luce della luna che camminava con noi e nella tua bicicletta nera, ci trovo' amanti scarlatti come sui gradini del teatro.
Fu quello il bacio piu' romantico della mia vita
Stupivano come venivano fuori le parole dalla tua bocca, uscì fuori da solo il mio nome, come un ti amo.
Così oscura la tua bellezza, senso e apparenza fantasmi nel tuo sguardo immenso
E d'un tratto il mio cuore si affollo' di tutti i dubbi di una vita, ormai lontana e deserta.
C'era un vento che a raffiche m' imbrigliava i capelli nella tua pelle, avevo sete nei vestiti e nella
sciarpa dipinta di un viola brillante
Mi hai detto che ti piaceva e che ero sempre bellissima.
Tu, sempre sei solitario e animato come le vele appuntite dell' Opera House.
Rimanevo in una giostra senza fermarmi dalla testa alla notte illuminata.
Come gocce di rugiada sulle rose della primavera facevamo ancora mattina, sulle note di un mare sentito ormai solo da una conchiglia dopo un viaggio
E mi confessasti di aver pianto di gioia, quando al mare quel pomeriggio ritornavano le nostre vite
Come in un destino musicato
Si scarico' il peso delle ragioni, in una tenerezza pura, come fossimo due bambini dalle guance arrossate
O come il fiore bianco che nasceva da un bulbo solido e da radici profonde
La strada si riempiva di nuovo delle luci e del tuo amore, del mio amore, dei vicoli per arrivare da una strada decumana in un cardo di un balcone medievale, sulla tua bocca ancestrale.
E il tempo, l'alta marea, la pianta della citta' e il sole che si schiude sulle nostre mani amore, non ci ha portato via la nostra voglia di vivere, anche se siamo così lontani.
Tutto ci riconosce poesia, le nostre anime sono nate dalla nostra amicizia pura, dalle lettere che mi hai scritto con delle rose, e dai sogni che hai seminato via per il tuo giardino.
Conosciamo il segreto del mondo, il suo scrigno odoroso e prezioso, la primavera dolce e' il nostro inizio e il nostro campo di sole.
Questo mare ci offre il cielo, e i canti degli uccelli all'alba della tua mezzanotte, dove ogni volta spero di raggiungerti per sentire ancora il tuo respiro su di me.
Dove quell' oblo' taciturno che incornicia la nostra citta'
sveglia sui tetti e suoi coppi di gocce e di antenne, di palazzi e di campanili, di piccioni che mormorano il tuo amore nelle tue lenzuola di un nido
Ci cerchera' ancora quell'aria di primavera che sa di mare e culla di volutta', sulle tue mani, sulle mie mani.
In mezzo alla luce del vento, sciroccare tutti questi pensieri accesi come lampade che ti porti anche in barca, come la luce di una stella polare a guidarti, ad amarti per quel che fa a me così di un sogno, immaginarti




12.1.15

Luce dei miei occhi

E il cielo..e' difficile raccontare la fantasia del cielo, quello di quel giorno cambiato in ogni strato di tempo.
Dall'azzurro puro del pomeriggio, al blu che sempre cogliamo raro come una purezza, con anche una stella cadente tra i grattacieli, in quel lunedì sera.
La luce, sulle prospettive alte, un cielo formato dalle punte di quegli iceberg grigio blu, fino al nero cilestrino che si staccava da quella contorta sponda di luogo, così pieno di tutto per una volta in quel mondo.

5.1.15

Inverno

Mi hanno detto di te cara Imolina, che ieri eri sedotta da un sole bellissimo dopo una fioccata di neve.
Mi hanno detto che sui tetti si scioglievano quei baci bianchi ancor prima di posarsi
E il mondo dall'altra parte con un equatore stanco piangeva solo ininterrottamente.
Brillava di tuoni, al massimo, rompendo il silenzio lungo, il brusio costante.
Un silenzio pieno di parole, di sogni e anima.
Mi hanno detto che la luna era piena di te.


"Viene Gennaio silenzioso e lieve un fiume addormentato, tra le sue rive giace come neve il mio corpo malato
Sono distese lungo la pianura bianche file di campi, son come amanti dopo l'avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi.

4.8.14

The long dark

La mattina ancora notte si svegliava solo d'inverno per me, invece queste albe e notti bianche si alternano in una estate eterna; arriva quando la notte separa gli emisferi, ma soprattutto quando non ci sono piu' parole e raggi di luce in un piccolo campo di sogni.
Tu che manchi, in ogni piega di luce e di ombra sulle mie ginocchia, appena affacciate al timido raggio di un mattino che ha in un momento chiuso i tuoi occhi.
La seduzione dei desideri, dei ripensamenti e delle frenate secche, hanno riempito il mio calice fino a farmi sentire ebbra di passione. Ogni giorno e ogni notte diversa dalla nostra.
Da quel pomeriggio fragile, che aveva rotto ogni ragione, dalla fine di una notte illuminata di lampi e con la luna piena dentro ad un oblo'.
Sulle pietre antiche di un palazzo, riflettendo i sospiri e l'amore sui vetri di Murano, sopra un letto esploso di mancanze e di impazienza. Come una battaglia inglese che ha conquistato il mondo, e pure Singapore.



19.7.14

Odio l'estate




Una volta l' estate, quella "vera" cominciava a Milano Marittima, nel sole di luglio, nei "bagni" con le moltitudini di ombrelloni blu e arancione a strisce, stipati l'uno contro l'altro, con la bandiera bianca del mare dell'alta marea e quella rossa la sera, o viceversa.
Fino ad allora per me non era estate, era solo Imola o Piratello dalla nonna, poche vespe piaggio 50 a ronzare dal cancello di casa, poche amiche, ma il gruppo si, che si preparava per la magia di quella estate al mare.
Io allora ero come un fiore di tiglio profumato e pregno di ogni emozione e sentimento che nasceva e voleva tutto l'abbraccio del sole.
Avevo neanche 15 anni che iniziavano le estati, con qualcuno del gruppo piu' grande che aveva la patente e si andava come fosse scoprire un viaggio alla fine del mondo, il viaggio alla sera al tramonto per vivere le notti d'estate del mare. Ho impresso come se fosse ora, l'odore di sigarette nel portacenere e nei sedili della macchina, il finestrino modello bambino dietro che non si apriva del tutto, magari era una Panda, o una Due Cavalli, o una Renault rossa sgangherata, il mangianastri che suonava Vasco, I Doors, i Led Zeppelin, Bob Marley, Santana.
Il casello dell' autostrada sembrava un valico della dogana, il biglietto di carta a volte serviva per un filtro, e si rullava..si rullava di note di canzoni, vecchi miti che neanche ci appartenevano, musica che pero' ci faceva sentire divini e poetici, invincibili e maledetti.
Le luci dell'autostrada e la linea di mezzo vissuti in una mezzora, quaranta minuti un po' psichedelici, con gli occhi rossi e battute a voler esagerare sempre, i pensieri per uno o per l'altro, l'importante era provare qualcosa di forte, che fosse il marocchino o la crema al whisky, la wodka o la maria, quello che veniva veniva..a me non importava neanche sapere il perche'. Seguivamo questi echi anni 70, neanche fossero stati quelli dei miei genitori; e quello che succedeva fino all'alba era di nuovo una strada psichedelica con tante ombre: le luci a intermittenza della discoteca fighetta, quelle a "faro" della disco freak, Le Indie per esempio..con gli "Ibizenchi" a ballare sui cubi, sudando tutte canzoni "maraglissime" tipo What is love? Baby i love you, no more. Io me ne stavo al bar a bermi il terzo gin&tonic facendo gli occhi dolci a qualcuno del gruppo e stando veramente male, di testa e di corpo..
Lo stacco al bagno delle donne, la musica che rimbombava di meno e chiudevi la porta al caos totale, l'odore di cesso, le piastrelle sporche di pennarelli indelebili, di rossetto rosso, di scritte cretine col numero di telefono della solita zoccola. Tutto sempre uguale, come una guerra di segni scostanti.
I biglietti omaggio solo/donna recuperati nei bar, per il Cotton club o per il Pineta, dopo il lungo bolgione dello Zouk, la folla di gente per migliaia di bicchieri di vetro con la cannuccia e non.
Le amiche che si vestivano carine col tubino nero, dalla fase hippy a quella dandy, e in spiaggia ci si arrivava a mezzogiorno con le facce sconvolte, i volti pallidi, la bocca ancora impastata a volte..
Qualcuno aveva casa dei genitori in affitto, altri la pensione, i piu' fighetti la barca, e una volta ho dormito in una piccola cabina, condivisa con quello che forse era il mio primo amore, senza saperlo.
Senza capire che quelle estati cambiavano la mia vita, che un bagno all'alba coi vestiti doveva essere il ricordo piu' bello della adolescenza, nell'infinita tenerezza, dei primi baci e del sesso fatto come una corsa in macchina, e tutto il mondo che nasceva in quell'alba.


23.7.13

Solandata

Oggi avrei vogliA di prendere la macchina, l'autostrada, prendere il biglietto al casello e guidare fino in Svizzera; qui dove guidano a sinistra come dei pazzi e suonano il clacson peggio che a Napoli e quando mi volto dal finestrino del taxi guardo chi c'e' che guida cosi e mi fa sempre strano, non e' mai quello che guida al posto della mia percezione di chi guida..
Di solito e' un cinese in furgoncino che porta gli "schiavi" come li vedo io, ai lavori piu' umili, e sicuramente si tratta di pulire qualcosa..mai visto una pulizia del genere come in questa citta', sono capici di pulire anche il tetto delle pensiline e piu' pensiline per tutti e' il motto di questa strana citta'. Ma ritorno al mio "viaggio" guardo fuori dal finestrino e la mia strada giunge al lago Maggiore, dove il profumo dei fiori e delle montagne spalanca i miei polmoni, dove berrei un godurioso calice di vino rosso, perche' fa freschetto da quelle parti, anche in una estate; guardo la cartolina di Stresa in mezzo al mio libro di Erodoto, con i fiori e le isole Borromee, una tartina coi fichi e la ricotta e tornerei indietro alla pazza nostLgia del mare fino al bagno 250 e guarderei la luna che c'era ieri sera dal grattacielo di Milano Marittima. Sbarbini a M.M. Con la honda, o la vespa, guidando come dei pazzi..Poi avevo cosi' voglia del mare che sono finita nel porto piu' grande del mondo, ho guardato le mille scintille delle luci artificiali proprio la sera stessa della festa del Redentore a Venezia, proprio il giorno dell'indipendenza a Singapore e della luna piu' luminosa dell'anno.
Io che sono innamorata di Venezia e della Grecia..
Qui in un'isola che si guiderebbe da un lato all'altro in poco piu' di un'ora..solo andata.
Mentre mi sto facendo un viaggio mentale eterno..oggi non ci sto dentro a quest'isola della Malesia..!



20.6.13

Blowin'in the wind



Fuochi in Indonesia, e noi col vento in faccia da ovest siamo pieni di fumo negli occhi..quelle che erano foreste primitive, che si alienano in pochi istanti in milioni di metri, milioni di anni..pensare a tutti quegli animali che scappano via, mi da un senso di oppressione enorme, e anche qui a Marina Bay dove non si vede piu' lo skyline, lo specchio dell'acqua sulla nave hotel con piscina superpanoramica..e' fumo nell'acqua, non vedere ne il sole ne le stelle, ci autodistruggiamo sempre noi umani..in un modo o nell'altro..ci alieniamo senza andare sulla luna, ci esiliamo dall'altra parte del mondo per inseguire un ideale.
....

10.12.12

Saluto Atene...

E mi spiace lasciare cose, e non mi dispiace lasciarne altre:


Gli alberi di portokalia ovunque
Il muro di Kalimarmaro di fianco a me
Gli ulivi che brillano al sole
Le case con l'intonaco bianco nuovo e quelle basse e distrutte
Le case di Plaka
Il cielo di Thission
Capo Sounio
La paidakia di Evia
Le domeniche da Valentina e Memos

La scuola delle bimbe e kiria Vasso
Le melanzane

Lo slalon per le strade per non pestare una cacca
La porchetta nelle vetrine di plastica in strada
I piccioni maledetti sempre!
Gli zingari bambini che suonano la fisarmonica
I dolci greci

28.5.12

Flash..

Incredibile come affiorano i ricordi: ho tirato fuori dal freezer una busta di pisellini e mi è venuto in mente una volta in cui ho cucinato una pasta fredda a Francy Landi a 2 mani, e i piselli erano rimasti crudi, erano 20 anni fa, una sera di maggio, e in tv c'era la strage di Capaci..

Incisione, Yo! 1999

22.5.12

Maggio

Maggio è un mese che ha l'odore dei fiori, delle serate senza i giubbotti che iniziano con un aperitivo alla Rocca e finiscono da Otello o in un girone di scantinamento solito invernale; i 2 decumani che vanno da Portegno o da Mezcal, luna in perigeo, lemmi per esistere, dimenticare, respirare, provare a farsi perdonare; dall'odore di pelle invernale, di seta dipinta, di capelli che s'impigliano nella pelle, della pioggia, del cielo terso dopo la pioggia, di odore della porta del carico delle scene del Teatro Ebe Stignani, della panchina dove vennero inscenati milioni di baci, con una luna di carta, le scale di velluto, le campanelle dell'ordine di tornare a casa, e io con passo incerto di realtà innescate...

10.5.12

VENICE TUTTA LA VITA



Spritz life..
e San Giorgio alla Giudecca è uno dei posti più belli al mondo...

SCIVOLA VIA..


E aspetto la sera, la cerco, quel momento di irraggiungibile percezione e bellezza, e fotografo i colori per cercare di trattenerli, ma poi sfumano e quando arrivano al rosa il cuore mi si scalda e vorrei fermarlo, il tempo, quel momento, traghettando gli istanti di un momento nel momento dopo ..già svanito..


E mi aspetti sull' onda delle mie emozioni, volando libero, non volendo, Dio...mi hai sentito..
E si sposta la luna, la casa, il mondo intero per volare dall'altra parte del mondo, per le nuvole dal suo sapore dal mio sapore, e io tuoi occhi sono stelle, brillanti e spente e aspettano...

Questa sera, ti trattengo. .in me..

9.5.12

LUCI DI SCENA

NEL FILM....Mai finito della mia vita...

Ma..una giornata perfetta...una domenica piovosa, in mezzo alla campagna, dopo le nuvole, il castello di Brisighella, in mezzo ai sogni, alle battute, ai copioni, alle macchine da presa, agli amici, ai bambini, ai costumi anni venti, alla merenda con pane salame e vino, a ridere, a non ricordarci le battute da quanto avevamo bevuto..a vivere come sempre..

IL MIO POSTO, DEI SOGNI

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

N.Hikmet

4.11.11

KRISI



Atene in questi giorni e nei giorni scorsi era x me come al solito un sogno ad occhi aperti..quel sogno di dieci anni fa che continuava a camminare x le stesse strade..Aiuli, Apollonos, Athinas..il bazar dei pachistani, i tappeti dei rom,i trolley in ritardo e la gente gentile che mi fa un sorriso appena mi gurarda negli occhi..i neri che con le loro prada lv ne fanno sacchi e scappano appena vedono i pulotti con il mitra e il caffè frappè..la storia del debito pubblico arrivato a pesare su tutto e la signora di fronte a me a urlare ekaton ekaton..cento di qua cento di là..io non ce li ho..ma proprio per questa aria di crisi che tutto si avvicina tutti si avvicinano nel ritornare a casa e stasera da sola, come raramente mi sono davvera goduta l'aria mite di sempre come quando ero sola davvero e piena, la gente nel tram aprirsi e chiudersi la musica a syntagma..i cani abbaiare alle macchine..100 taxi e dieci macchine e cammino un pò in crisi, col mio tallone d'Achille sempre dolente, che sanguina d'inchiostro e di pathos..

28.6.09

I MIEI AMATI APPENNINI

E' a Casetta di Tiara, che il poeta Dino Campana, incontrava la scrittrice Sibilla Alerano, un 'amore sopra ogni parola, sfida, follia e bellezza. E' sugli Appennini che Campana amava perdersi, tra i boschi e le montagne, e scrivendo la poesia che strappa il cuore e mangia terra come un amplesso consumato in un bosco.
Non so quanti nella vita abbiano avuto la fortuna di fare l'amore in un castagneto o tra i filari di vite, io so che la poesia di Campana, tra passi dove battono botte e passione per la natura e l'amore, mi fa sognare e desiderare. Desiderare la poesia come sempre un modo per cambiare il mondo, leggere la mia vita e quella di chi desidero, in una lettura di sentimenti a volte dolorosi e malinconici, desideri che non saranno consumati ma resteranno eterni.
La lunga relazione epistolare tra i due, continuò per molto tempo, ci sono documenti della Posta di Firenzuola che testimoniano oltretutto, la grande rapidità dei tempi in cui veniva consegnata, a Firenze a casa di Sibilla.
Fino a quando i due passarono 2 mesi interi insieme alla Locanda di Casetta.
Casetta era il fulcro di passaggio per chi si spostava da una vallata all'altra, la prima volta che Campana e Sibilla la risalirono, poichè giungevano dalle parti di Rifredo, toccarono la Badia di Moscheta e attraversarono la valle dell'Inferno.
C'è una famosa cartolina del luogo in cui Campana scrive all'Alerano e traccia un segno nel cielo raffigurato, scrivendo:"nos ètoiles" le nostre stelle. "Questo è il nostro cielo, le nostre stelle, l'orizzonte notturno nel quale si è consumata la nostra gioia."
Purtroppo la malattia di Campana, (era molto molto suonato) lo portò a interrrompere la relazione con Sibilla, ma grazie a questo scrisse la poesia più cruda e passionale, a mio parere di ogni tempo. Altrettanto Sibilla.

Dino Campana per Sibilla Aleramo:

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

25.6.09

OGNI COSA è ILLUMINATA

La vita è l'arte più difficile...
Sono giorni strani, quasi di luna piena, onnivori, caparbi, sonnolenti. Volevo parlare di arte in questo post, ma poi parlo parlo sempre di me, e forse non vi è differenza tra ciò che si vuole esprimere e la propria esistenza. Si è così. Ritornerò a me stessa.
Ho scelto la mia vita, in una miriade di colori, tra bozze infinite e scarabocchi, trovando sempre un disegno stabilito e studiato, in me stessa e nella ricerca. Voglio provare ogni cosa, ma ho fatto una promessa a me stessa e ho fatto una promessa a Dio. Mio padre è l'unico che sa sempre tutto, sa ogni cosa, ed io da quando son nata vedo ogni cosa illuminata quando la dice lui. A mia figlia può insegnare tante cose, potrebbe se solo avesse tempo, è una cosa illuminata e straziante la vita, e devo lasciarla andare e non essere egoista, e tenermi la luce rassicurante di mio papà, ma a dire il vero non la riesco ad immaginare una vita senza di lui. Lui che sa tutte quelle cose, ed anche oggi in ospedale nonostante fisso alla tv, per medicine da bomba mi ha corretto sulle cariatidi dell' Acropoli, e mi ricordavi il sorriso arcaico di una pietra, ed anche se ti hanno tolto mezzo fegato, mezzo intestino e mezzo polmone non ti hanno tolto mezzo cuore, e anche se le metastasi ora sono al cervello, mi ricorderai sempre tutti i miei sbagli e le mie ragioni. Grazie a te io credo nella vita e sento la spiritualità stringere le tue ancora bellissime mani. Ti piacerebbe la mia vita, anche quella che vivo come un libro, che sogno e desidero, in un rapporto che va al di là di tutto e della vita, come solo tu mi hai insegnato, con rispetto e amore infinito.

IL PALIO AL RIONE BIANCO



« Udite, Madonne e Cavalieri de' turriti castelli della Val d'Amone, delle piane ubertose di Romagna, genti terriere et genti forastiere.
Accorrete alla tenzone ch'ogn'anno si corre nel dì di Santo Pietro. Dalla Porta del Ponte et Montanara, dalla Porta Imolese et Ravegnana e da Durbecco, dame e cavalieri, armigieri e balestri muoveranno, alte portando le insegne dei Rioni, per disputar sul campo della giostra l'ambìto Palio, ch'a vincitor compete. E voi, Madonne, festeggiate i cavalieri ch'a all'incontro giostreran da prodi non meno di colui che lauro conquisterà nella contesa.

Alti volteggieran nel vento, d'abilissimi alfieri, gli stendardi et scalpitar di destrieri e balenar d'acciari, rinverdiranno i fasti della città manfreda. »
(Il Banditore chiama i Rioni "a singolar tenzone")

La settimana del Palio finisce con una cena propiziatoria, cena medioevale a lume di candela solo per gli abitanti del Rione, in segno di buon auspicio e augurio.
I 5 rioni della città si sfidano audacemente e pieni di fierezza a suon di colori, bandiere, fazzoletti indossati durante tutta la settimana; quando ero alle superiori al Ballardini, io forestiera da Imola, e sentivo parlare di schieramenti e di Rioni, non credevo che anche le mie amiche così contemporanee e alla moda vivessero queste tradizioni popolari: invece, con mio stupore e ammirazione sfoggiano e si immergono in questa bellissima atmosfera.
La donazione dei ceri, per la patrona della città. La Beata Vergine delle Grazie, cui musici e sbandieratori donano ceri illuminati nella sera, davanti alla cattedrale nella bellissima piazza come un quadro di De Chirico.
Il ragazzo di Fabiola è un rionale sfegatato, mi ha veramente commosso il suo ardore per il Rione! Il suo volontariato ogni sera allo strappo dei numeri per la tavolata, alle sfilate degli sbandieratori, alla musica che dedica, col suo "live in Durbecco"..
Un'altro avvenimento legato al Palio è un'altra festa a me molto cara con tanti ricordi: La Not de' bisò, il vin brulè bevuto nel tradizionale bisò, tazza di ceramica, aspettando la mezzanotte del 5 gennaio, per bruciare il Niballo, vestito coi colori del Rione vincitore dell'anno precedente, e brucia scaramantico scaldando la sfida. Di ogni nostra vita.
Come Ivan ha ben descritto nei sui post, e nelle foto: "Fierezza di costanza borghigiana,ecccocii.... e voi di là dal ponte..il cielo abbraccia chi cerca gloria..."
(foto di Fabiola Tagliaferri)

23.6.09

RICAPITOLANDO...una serata particolare.. come tante (my friends)




Camilla Conti: mòòòòòòòòò che cottura! sta sera cenetta da Bettina
Federica Castellini Holland: ok so..run around the block and then wine, its such a beautiful evening!
SImona Taroni: non pervenuta
Gianluca Tampieri;Bono eh. Parò dù caplètt...
Fabiola Tagliaferri.. giornate come questa spero siano pochissime ...
Caterina Minganti: Bloody Mary is not a folklore, it's a cocktail!

RICAPITOLANDO:

La colonna sonora è quella di C.S.I NY da dove anche stasera ho imparato tante cose, tra cui la bella storiella di Argo che aveva 100 occhi e che finiscono poi nella coda del pavone...
Allora la Cami è sempre più fusa e ormai per lei parlare di cottura-bollitura-cenette da Bettina, al Rione bianco-e concerti di dadone?e dj giacobazzi è come parlare di sesso e la solita minestra, quando con bibo e la faby pensa che i cappelletti siano sorbetti o soffioni o pomponi o insomma..(sarà riportata la lunga discussione)E anche la natura e gli alberi di rovere o tek diventano simboli fallici per la cami CIAKKA CIAKKA come dice leiiiii!
Beh dev'essere la primavera..Che fa delle bellissime serate dopo pioggia qui e anche a Dublino, dove la fede corre fino al pub per paura di perdere lo sgabello vero? O teme che il suo super lato B diventi un culone! Ma vai tranquilla che la Faby ci ha promesso(dal sito in cui lavora)un rimedio anticellulite totale, descritta da lei come "Crema miracolosa" Già ce l'ho nel culo" diceva nell'ultimo messaggio a 46 risposte(che aveva interessato molto me e cami..non bibo ovviamente,anche se secondo me non gli spiacerebbe diventare la dottoressa Bibone-Tirone per accarezzare un pò di culi con la crema antibucciad'arancia..
Adesso che sei diventata azdora dublinese...riscrivendo le ricette dei cappelletti al ripieno di prosciutto ungherese LIDL...
Faby, non ho capito chi dovessi inocotrare ma penso che tu ti sia ripresa bene come sempre e hai messo su due fotine nuove per farci le ghignatine...ma quello che si diverte di più è sempre Bibo..chissà le lumine della sua testa che come un tetris si incastrano e si mettono in fila... per inventare una nuova identità per il profilo..(e chiudiamo qui)Per adesso lo vediamo ancora col pizzetto sulla fronte tipo Argo dai cent'occhi. Ma il meglio è sempre Indovina Bibo con la faccia da cattivo..
La Simo si diverte tanto anche lei a tartassare di domande..tantedomande tante idee..
ed è sicuramente la più bad bad bad...
E about me:
NOTHING BETTER, I ALSO USE CLAMATO OCCASIONALLY -- IT ROCKS. ALSO, CELERY-PICKLES-PEPPERCHINI'S-OLIVES A MUST. HORSERADISH MAKES FOR A NICE CHANGE SOMETIMES TOO - AS SOMEONE STATED ABOVE...AND USE CELERY SEED IN PLACE OF CELERY SALT IF U DONT LIKE THEM TOO SALTY. ANYTIME OF ANYDAY !(from bloody maria)!