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25.6.09

IL PALIO AL RIONE BIANCO



« Udite, Madonne e Cavalieri de' turriti castelli della Val d'Amone, delle piane ubertose di Romagna, genti terriere et genti forastiere.
Accorrete alla tenzone ch'ogn'anno si corre nel dì di Santo Pietro. Dalla Porta del Ponte et Montanara, dalla Porta Imolese et Ravegnana e da Durbecco, dame e cavalieri, armigieri e balestri muoveranno, alte portando le insegne dei Rioni, per disputar sul campo della giostra l'ambìto Palio, ch'a vincitor compete. E voi, Madonne, festeggiate i cavalieri ch'a all'incontro giostreran da prodi non meno di colui che lauro conquisterà nella contesa.

Alti volteggieran nel vento, d'abilissimi alfieri, gli stendardi et scalpitar di destrieri e balenar d'acciari, rinverdiranno i fasti della città manfreda. »
(Il Banditore chiama i Rioni "a singolar tenzone")

La settimana del Palio finisce con una cena propiziatoria, cena medioevale a lume di candela solo per gli abitanti del Rione, in segno di buon auspicio e augurio.
I 5 rioni della città si sfidano audacemente e pieni di fierezza a suon di colori, bandiere, fazzoletti indossati durante tutta la settimana; quando ero alle superiori al Ballardini, io forestiera da Imola, e sentivo parlare di schieramenti e di Rioni, non credevo che anche le mie amiche così contemporanee e alla moda vivessero queste tradizioni popolari: invece, con mio stupore e ammirazione sfoggiano e si immergono in questa bellissima atmosfera.
La donazione dei ceri, per la patrona della città. La Beata Vergine delle Grazie, cui musici e sbandieratori donano ceri illuminati nella sera, davanti alla cattedrale nella bellissima piazza come un quadro di De Chirico.
Il ragazzo di Fabiola è un rionale sfegatato, mi ha veramente commosso il suo ardore per il Rione! Il suo volontariato ogni sera allo strappo dei numeri per la tavolata, alle sfilate degli sbandieratori, alla musica che dedica, col suo "live in Durbecco"..
Un'altro avvenimento legato al Palio è un'altra festa a me molto cara con tanti ricordi: La Not de' bisò, il vin brulè bevuto nel tradizionale bisò, tazza di ceramica, aspettando la mezzanotte del 5 gennaio, per bruciare il Niballo, vestito coi colori del Rione vincitore dell'anno precedente, e brucia scaramantico scaldando la sfida. Di ogni nostra vita.
Come Ivan ha ben descritto nei sui post, e nelle foto: "Fierezza di costanza borghigiana,ecccocii.... e voi di là dal ponte..il cielo abbraccia chi cerca gloria..."
(foto di Fabiola Tagliaferri)

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