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17.9.15

Ele, my friend

E' la mia meta' di Singapore, e' emiliana e mi guarda da romagnola;
Direttamente dalla terra delle tenebre, Carpi, la persona piu' solare che abbia mai conosciuto: Eleonora (Emily) nel mio watsapp, da quando all'estero un italiano si distingue anche per la sua regione.
Lei poi di Emilia c'ha poco, salvo che si porta il salame della Clai in valigia nella Singapore airline, mangia solo il prosciutto di Parma e lo gnocco fritto se lo fa in casa la domenica.
No, non e' fighetta, diciamo che e' il contrario di una vegana, una carnaia insomma, e se la porti fuori a cena l'importante e' che ci sia nel menu' un angus dell'Australia e dello spumante Veneto...altrimente storce il naso.
Infatti ci siamo conosciute per benino alla presentazione dell' opera d'arte "La Monnalisa giovane" un 'opera presunta dello stesso Leonardo e lei, che somigliava addirittura al quadro per me con i suoi capelli mori e un sorriso malizioso, si inforcava la bocca con Parmigiano e stuzzichini dove l' inaugurazione del cattering era italiano.. Dai vassoi d'argento passavano poi, queste flute luccicanti e tra un tubino bianco (lei) e uno a righe (io) e sette otto spumantini, sono volate tutte le confidenze e i fuochi d'artificio a cui siamo abituati a Singa, dell'inizio di una amicizia che e' scattata e voluta in un attimo, anche se la prima prima volta non sembrava un idillio: Alla scuola Canadese delle nostre figlie:"Ah sei italiana! Si, ah e cosa fai? La Statistica..Ah ecco (Se sapessi cos'e', ah ma questa e' una nerd, eh che fighetta, ma si mette un tubino nero alle 10 di mattina..guarda come se la tira sta spilungona!) Ah sei italiana! E Cosa fai? ( emhh la pittrice, beh ho 3 bambine...Osta che sborona, avra' pensato, perche' ha 3 figlie non lavora)
Ma poi col cognome di suo marito che si ritrova: "D'amore" ma come si fa a non volerle bene, e non e' mica cosí puntigliosa come una che ha fatto Statistica in Via Zamboni, dall'altra parte della strada da dove facevo io l'Accademia, era destino che poi anche ora la strada che ci divide e' a meta' di Singapore.
Emilia-Romagna e ne ha passate anche lei prima di ritrovarsi qua nell' Asia meridionale, da che si era spostata a Imperia per lavoro molti anni prima e dove ha trovato l'amoooooore, grazie anche alla Ingrid, la testimone fidata che ogni tanto ci viene a trovare; altrimenti stavi fresca a "sistemarti" quando nella terra delle Tenebra della nebbia Padana andavi a Bologna d'inverno come Morticia Addams e il walkman nelle orecchie ascoltando Ligabue e Marilyn Manson, o a farti corteggiare dal dj figo del Papete accompagnata dalle amiche della Val Correcchia..eh, ci voleva il genovese doc, con una bella pasta al pesto a farti girar la testa e il mondo!
Guarda io da te ho solo sorriso ogni volta che ci siamo viste, anche avuto dei bei mal di testa, vomitato tutta la notte, e fatto le 4 nelle top discoteche di Singapore, e di solito devo scappare via altrimenti mi trascini a fare un bagno in piscina vestita...Ma poi c'e' la Angie che ti da man forte, e per fortuna che c'e' anche lei tra noi expat "disperate".. Si fa per dire, con te ci si gode davvero la vita..
Quando siamo single la domenica con le bambine, le portiamo al Grand Hyatt a fare il brunch, 180$ a capoccia e in un buffett con aragoste, caviale e salmone tu ti mangi solo  i formaggi francesi e i beverini francesi, soprattutto, che passano ininterrottamente..
In vacanza:  Bali, Philippine, Tailandia, spremute d'arancio in bicchieri di cristallo, ma quando viene la mamma la porti in Cambogia! A giugno con 56 gradi, ma poi ieri mi hai detto "devo risparmiare"
Se l'anno prossimo davvero mi lasci per quel di Firenze, e lí le fiorentine non mancheranno, e il prosecchino risparmierai di molto, la mia vita pero' non sara' piu' la stessa!
Sei veramente un'amica! Di quelle vere!





24.4.15

Quei giorni a Bologna

I locali gay a Bologna sono sempre stati i migliori, il Cassero, quand'era ancora a porta Saragozza il Kinkii il mercoledì, il Vipera...
Vip..era, negli anni 80 era un autentico covo di vip e di gente "avanti" tra righe, travestiti, ore della notte che assolutamente eran mattine, la palla slumante di luccichii.. Of course.
Negli anni 90 ci sono passata anch'io, per un paio d'anni e qualche remember di quegli anni.
Non so se esiste ancora quella disco, si parcheggiava dietro a piazza Maggiore, non so come arrivavamo con la mia panda nera 750, dietro la piazza e spesso sì, ci vedevamo l'alba.
Ma lì dentro erano gli anni 80 e non solo gli echi, c'erano ancora gli intellettuali di Bologna, ci passava Lucio Dalla, ci passavano quegli avvocati che di giorno eran nei loro Armani impeccabili e la notte ballavano Madonna nelle luci psichedeliche di quella fuori Bologna nel cuore della sua vita.
Si passava tra il bancone illuminato fuxia, con l'odore del gin e del rum con la coca cola, giovani bellissimi giovanissimi adoni con la pelle di pesca e la bellezza di ermafroditi.
Chi ha il pene, e anche una vagina mentale insomma, ha poteri smisurati.
Io avevo gli amici, ed era come viaggiare nel tempo e tornare indietro per l'autostrada della stretta vita di provincia che poi era il nostro soffice nido dove sognare di esplodere in quel tempo, e senza di esso non potevano starci i sogni e quindi meglio stare con le spalle al muro per poter sognare.
La prima volta che ho visto i miei amici baciarsi liberamente davanti alla gente mi sono innamorata anch'io, dell'amore e di quello che poteva significare nella vita; essere liberi di andare contro le convenzioni, provare sentimenti che non sono status e gioie che vanno al di sopra di quello che vediamo. Poi mi hanno chiesto se c'ero rimasta male, e non sapevo come spiegargli che mi avevano fatto entrare dietro una piazza alla luce del sole, dentro a un mondo di bellezza umana.
Il giorno dopo mi svegliavo alle 2 di pomeriggio, c'era lezione all'Accademia alle 4, mi compravo le sigarette assolutamente finite la sera, al bar della stazione con la faccia da brava ragazza, i ray ban scuri, e un mondo dentro.
Lezione con Cioffi, uno dei miei amori mai corrisposti; le mie decine di lettere anonime spedite in quella via famosa, di artisti e musicisti, quella parte vibrante di Bologna che esultava di buskers coloratissimi, dei Balkani, delle Americhe, dai dread nei capelli, l' odore di fumo, di incenso, di punkabbestia, di poeti dietro i portoni, di tag nel muro, di graffiti verso la stazione.
Ecco un'amore mai incontrato, che dopo anni ho rincontrato proprio sul treno, mentre andavo in Austria con gli innamorati dell'Opera e della musica.
 E ho cantato tanti amori quelle notti, e tornando indietro ricordavo con tenerezza che per citare la canzone, passeggiammo davvero al Portico dei Servi per Natale;
Sento ancora tutti gli odori, e le immagini di ogni strada che ho tanto solcato, con passi incerti da dopo discoteca, al mattino, quando mi andava sempre di passare ad aprire quella finestra da cui si vedono i canali, prima di andare all'Accademia.
Ricordo l'odore del caffe', il suono per macinarlo che stoppa la musica e le chiacchiere della folla, per qualche secondo e gli occhi guardano assenti la fessura della finestra da cui serpenteggia il primo sole.
Dopo la nebbia di tante mattine, dove al mercato di via Clavature i frutti e le verdure son come organi   Puliti dal sangue che si mostrano perfetti palpitando.
E un cane ha sicuramente fatto i suoi bisogni sul muro, e i tortellini dorati nelle vetrine son fatti da mani grinzose, piene di cuore.
E in Via Paolo Fabbri e in osteria mi ci portasti piu' volte col maggiolone e il suo suono agguerrito, e nel suo ventre c'era l'amore tenero della giovinezza che abbiamo sicuramente perduto.
Perche' una strada lontana ha separato il giorno e la notte e il nostro tempo stringe.