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16.6.14

Ode a maggio e giugno, in italia.

Ah come mi piace questo giugno, con il suo fresco dopo la pioggia, un tifone alle 3 di notte sopra Imola, una tempesta di lampi, la grandine come palline da tennis, giornate infuocate di caldo, nuvole sparse..occhi gonfi di lacrime e di gioia.
E che maggio, giorno al Lido, in un silenzio sovrumano..dietro al giardino vicino al ciliegio sbocciato lento al primo caldo, e i gelsomini esplodere dai balconi.
E anche l'amore lento.
Gli amici, che come il sole non mi hanno mai abbandonato, il mangiare bene, il tirare tardi, i tramonti cercati e in un tutt'uno a Venezia e la Giudecca.
Il tai chi, sopra i tetti della Guggenheim, gli spritz davanti alla laguna, il martini all' Excelsior e il mare, la luce che a strisce arrivava fino alle sedie di Otello, e baciava le bocche piu' belle, la nostra vita, piccola e sognata che vive di casualita'.
O vivendo in questo panico sensuale infinitamente leggero.


28.11.13

L'albero di Natale



Il puntale del mio albero da bambina era una stella di vetro comprata alla cartoleria della via Emilia vicino al teatro, avevo circa 6-7 anni e mentre compravano accessori per la scuola il Natale si avvicinava e mamma comprava alcune nuove decorazioni alla cartoleria. L'albero era un abete vero, quasi ogni anno comprato nuovo perche' dopo i vari tentativi di piantarlo in un vaso e vederlo perdere gli aghi ogni anno mamma' lo voleva VERO! all'inizio sapeva di resina e profumava, poi piano piano si rinsecchiva col riscaldamento condominale a busso e diventava parte dellla moquette verde.C'era la pallina azzurra, spruzzata di brillantini bianchi molto anni 80, rigorosamente di plastica, c'era quella di vetro rossa luccicante, la versione famiglia delle palline natalizie piu' classiche, la media, la grande e la piccola, la serie degli gnomi austriaci indaffarati a far qualcosa, le luci a palla di plastica colorate, gialle, arancioni, verdi e rosse unite da un filo plasticoso verde che si sbizzarrivano in cantilene musicali da pile scariche, parecchie cromie di luci alternate, una decina di palline in vetro preziose comprate a Salisburgo, di cui non ne e' rimasta neanche una. Il filo d'argento spelacchiato riusato ogni anno in tutte le salse, il soldatino di vetro con i colori sbiaditi, il torero, l'angelo di stoffa, le stelle argentate di midollino, e la poltroncina dell'orsetto.
Facevano l'albero di Natale piu' kitsch dell' universo! E la mia meraviglia davanti a esso per piu' di un decennio. Lo sguardo era fisso tra quel luminare e la tv Brionvega nera, alternativamente.
Ora, babbuine, godetevi il vostro albero finto made in China, con tre palline comprate al supermarcket, piu' i leccalecca a bastoncino che si sono sciolti in una notte in questo Natale a 30 gradi...

BOMBAY SAPPHIRE


Il mio film continua passeggiando per il Singapore river, con l'odore di  fritto, di smog, di pesce appena pescato, di granchi enormi in bella vista, chiudendo gli occhi, immaginando Singapore 100 anni fa, quando era un porto malfamato di fumatori d'oppio, pescatori di perle e pirati..
Con una fighissima scelta di gin inglesi sul menu', in una di quelle baracchine diventate lussuose e impeccabili, per farti il viaggio mentale con la gola che brucia di gin nell' ex colonia inglese.

12.6.13

Nel blu..dipinto di blu..



Il sole chiaro, sopra di me mentre nuoto a braccia aperte in piscina, di mattina dopo aver superato qualche crisi estemporanea di girls che non vogliono andare a scuola e di levatacce dal letto al ritmo di una neonata..perfetta. Non smetterei mai di guardarvi..piccole paffute ribelli, mentre fate colazione con il nesquik, i cereali sparsi in ogni dove per tutte le formiche della casa..mentre guardo le nuvole e penso..al respiro mentre nuoto, a che non sono mai affannata e mi ricordo sempre le nuvole di  Venezia, l'ora blu di un aperitivo sopra i tetti, la Biennale, " a feather, a feather" che il bambino
indiano mezzo autistico qui di sotto cerca sempre di intrappolare nel suo contenitore di plastica, mentre vola e cerca di acchiapparla..parlare di percezioni nell'arte, nella realta', inebriandomi nel bello, nel vino, nel mondo.
E' come se mi fossi regalata un'altra vita andando via da Imola, dalla Grecia, e' sempre stato cosi..e capisco la tristezza di certi, e anch'io sapevo cosa mi aspettava..la solita menata per qualsiasi idea, la crisi quotidiana, il respiro affannato per una semplice passeggiata in centro, con gente che non sa volare, le nuvole piene di pioggia, tanta fatica e poca soddisfazione, una leccata di culo ad un partito o l'altro per elemosinare briciole..no, sono qui, libera senza farmi acchiappare;
Guardo questo faccialibro proprio come fosse l'annuale della scuola superiore..sono tutti cosi' invecchiati, ingrassati, scavati nell'anima. Quel tempo in cui eravamo cosi amici, il gruppo, le chiacchierate fino all'alba, le rotolate con tutto il corpo giu' per la campagna, non e' che ogni frutto ha la sua stagione, e' proprio tutto marcito e caduto, si ha solo la speranza che risbocci qualcosa, dal cemento, dal niente.
Ribaltando il cielo allora, ritornando sulla terra, dall'altra parte del mondo, dove dormi, dove sogni, rotolando nel passato.

26.11.12

Cape Sounio...

Era dal 99 che non salivo su..dalla gita con Takis...

Allora era estate, arrivavamo da Atene con un caldo impossibile, mentre qua, nel tempio di Poseidone tirava sempre un'arietta fantastica e oggi, 25 novembre era la stessapiacevole brezza sul viso, accompagnata ovviamente dal sole caldo di questa mia sempre Grecia..
E poi unagiornata d'inverno col sole il mare e questo cielo blu e' impagabile..


7.8.12

MCZ

Museo Carlo Zauli, una poesia..questo piccolo cortile che si apre con il vecchio laboratorio, dal suo fascino industriale, storico, loft in cui il maestro lavorò per tutta la vita, non una semplice bottega faentina ma un luogo dove artisti di tutti il mondo si confrontavano e per tutto il mondo Zauli creava. Un giardino all'ombra del campanile di San Francesco, di un albero da cui












 Mathieu Mercier ha lasciato la  sua casa per uccellini di ceramica, appesa come un nido di immaginari infantili, dove Zauli e ancora Zauli verticali o sferiche, opere composte in più pezzi e 
assemblate, che puntano alla continuità..

Cosi ben curato ogni particolare che sembra che anche la luce sia messa al suo posto perfetto, sulle opere, sui muri di mattoni, sui forni impolverati e nelle cantine con la muffa di 30 anni fa,grandi mondi Faenza un altro mondo,il Giappone, la Cina, e Faenza dietro l'angolo.

Ancora artisti che si confrontano in quelle pieghe,con dei coriandoli di ceramica che estendono il momento della festa in cui si buttano a terra, essendo durevoli come porcellana,di luci anch'esse destinate a mutare ma con un opera a rimanere eterne, da neon da raspi d'uva sgranati come parole pesanti di poesia di porcellana, anche di uno stecchino assolutamente di ceramica che ricorda all'artista la fine della fame di suo padre in guerra,mondi vicini e così leggeri con una striscia di panna sempre in ceramica ai nostri 
piedi..









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17.6.12

Lido from 6.36 a.m.


Buongiorno dal Lido,
l'aria è freschina, mi siedo in giardino tra il il rumore delle lucertole e i raggi di sole tra le foglie ondeggianti, al piano di sopra è arrivata una famiglia di russi, due figli maschi quindicenni e una figlia di 10-12 anni..mi piace ascoltare le loro conversazioni anche se non capisco niente.."DA DA, snamrovska" cose così..
Ho fatto anche un giretto, qui tra le 7,30 e le 8 per andare a prendere le paste e guardare il mare, di stupore, come sempre; e ho sentito l'odore della crema pasticciera da molti metri prima, e le sfogliatine mille foglie col mascarpone e le pizzette di pasta sfoglia sottili come patatine.
Il mare brillava, tutti quei luccichii mi fanno sempre venire le farfalline al cuore, ma non è tanto il mare, è che qui vicino al mare c'è la grande Venezia, quel vero bagliore, di ori, lampadari di vetro che si rispecchiano nel mare, le barchette, i motoscafi che scivolano nei corsi dorati. Perchè se fosse solo mare, come in Grecia o a Milano Marittima, sarebbe solo mare, ristoranti e cafoni; qui invece c'è l'arte, la storia, la memoria, e poi mi piace conoscere così bene un posto perchè ci sono stata e vissuta dei mesi da 3 anni a questa parte, come Atene, col suo mare, e grazie, a chi per questo mi ha dato, a te che pensi che per lavorare bisogna conoscere il posto e viverci come conoscere se stessi, questa fortuna è impagabile.
Ho visto uno che saliva dal mare con la muta, un vecchietto con sua moglie, un bastone in una mano e una specie di i pod nell'altra con gli auricolari che guardavano il mare, il bagnino in bianco da campo da tennis che sistemava la capanna nella prima fila, ho visto il gommone di salvataggio coperto dal telone bianco quasi svolazzante, conchiglie rosa e nere accuratamente raccolte da un bambino e messe come tesoro in un angolo della spiaggia. Ho sentito il profumo dei gelsomini, ancora, e ho pensato a quante volte lo sentirò ancora prima di dimenticarmene, prima che la luna ridiventi piena e pensare a certe cose come fossero così, irraggiungibili. 



Guerra tra gatti alle 8.35, e le mie principesse dormono ancora, anche con la centrifuga della lavatrice vecchia che fa un gran casino. Il dottore, l'altro vicino, si è svegliato presto ed è andato a Mestre a lavorare,lasciando i bambini alla nonna, mi ha salutato facendo finta di ricordarsi di me, ma non era credibile.
Internet prende e non prende, dipende dall'alta marea..me l'ha detto il pittore sardo, quello che parla poco, col giardino comunicante.
Bevo il secondo tazzone di caffè con la moka, buono, morbido, anche se nero. Il filo della ragnatela di un ragno si vede a tratti illuminato dal sole, i russi si sono svegliati e credo che discutano se andare al mare o a da qualche altra parte..
Musica di Satie, nel silenzio, musicato del giardino. 





10.6.12

ON THE ROOF..


Sopra a una casa ereditata da un nonno che faceva il ferroviere alla stazione di Mestre, per molti kilometri e tanta strada vista da un finestrino, sopra a una balaustra dove cresce l'edera, interrotta dal filo della televisione, da rampicanti insidiose, ai panni stesi, sopra ad un ricchissimo orto che si nutre di acqua salata, sopra ad una palma, ad un banano, a un eucalipto! Sopra anche ai merli che stuzzicano le ciliegie beccandole con impazienza, ai ramarri e a qualche bellissimo geko; sotto, a qualche filtro di sole tra le nuvole sporcate dal temporale, sopra, alla foglia del banano che si attorciglia a se stessa come un' enorme sigaretta fatta a mano, verde acido e miele come se bruciasse.
Sopra ad una Singer arrugginita, ad un copripiumino che sembra una mappa di una città polverosa.
Sotto al cielo tuo di Dio, mio tutto. Sopra, alle farfalle bianche che durano un giorno, alle magnolie che durano anni e i loro fiori sono una volta l'anno.
Sopra ai borbottii degli anziani in quest'etere che è sempre priva di ogni restrizione, dove posso tutto pensare...

4.6.12

I MISS YOU..




Piove oggi qui al Lido, e io con le mie bambine ci riposiamo col ronzio dei motoscafi che attraversano il canale x arrivare al mare davanti a Venezia; nel silenzio sentiamo ogni goccia di pioggia far rumore diverso in ogni foglia di palma, di pino, di fico, di ciliegio, e una cascata di gelsomini s'impregna sprigionando un profumo fortissimo.
Riposarsi così non ha prezzo, e prima di addormentarmi mi viene in mente la mia infanzia, i miei pomeriggi di pioggia al mare a Milano Marittima; il riposino forzato, come io lo faccio fare a loro, e fuori la gente a passeggiare col rumore delle scarpe bagnate e le pozzanghere senza i tombini, sotto ai condomini e alle vetrate, alle vetrine fighette, alle vetrine fighette dei negozi da bambino, la sala giochi il dollaro, pacman e tetris, la gelateria sotto casa col gusto puffo, l'immagine del puffo golosone nella vaschetta blu acido, il condomino dove stavamo color puffo, la rotonda che aveva una fontana, i mondiali di calcio e la gente tuffarsi dentro la fontana, tantissime bandierine e tutti felici, io felice ma non so per cosa, i 7 punti nella mia nuca dopo esser scivolata nel terrazzone enorme bagnato, sopra la gelateria Sporting, e quell'angelo di mio fratello che mi regala tutte le sue monetine perchè guarisca, nella corsa all'ospedale di Cervia coi capelli lunghissimi color sangue e gli occhi di mia madre terrorizzati; i risciò, le corse coi risciò e la foto obbligata, la foto con lo sfondo haway, la foto con la scimmia, la foto con topolino, i nuvoloni neri le trombe d'aria in spiaggia e le macchinette con le palline di chewingum da 20 lire per un percorso a ostacoli e godersi il chewingum, per non parlare del calcio balilla, gli ultimi jukebox con sù LA ISLA BONITA, la frutta candita, il coccobello, le LA COSTE di mio babbo comprate dai vucumprà, gli ombrelloni blu e arancione del bagno la Barcaccia, gli sdrai ruvidi con quelle bellissime lettere capitali, il bagno Mercuriali, il bagno di Tomba, le colonie maledette, i castelli incantati fascisti abbandonati delle colonie maledette, I pini, la raccolta dei pinoli schiacciati con le ciabatte di plastica, le storie che la mia mamma s'inventava per farci addormentare, le facce sceme per farci ridere, lei parlare di nascosto animatamente con mia nonna e poi scoppiare in lacrime.. Non sarò mai come mia madre che non alzava mai la voce e ci addormentava ridendo. 

30.5.12

IL VASO



Il vaso di Melandri che mia mamma aveva bramato per anni dall' eredità della zia ancora viva, che la zia mi ha regalato il giorno del funerale di mamma, che aveva resistito  6 mesi dagli attacchi delle babbuine, che in un minuto è riuscito ad infrangersi in mille pezzi dopo che Andrea ha spostato un mio quadro e ci ha preso contro, mi fa pensare che le cose sono davvero solo cose e non hanno alcun significato. what i love today...I cocci del vaso di Melandri-zia-mamma

20.5.12

What i love today..

IL mio cielo rosa..
mi sarei fatta una paglia!

Oh rimembranza...





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Vincenzo bellini (1801-1835) Oh, rimembranza! (Norma, Act I scene two) Maria Callas (Norma) - Ebe Stignani (Adalgisa) Coro e orchestra del teatro alla Scala ...
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