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2.4.15

In rotta..





Perche' il mare porta via ogni dolore, nell'infinito suo gettarsi, rifarsi e spumeggiare, come se un sogno potesse ricominciare ancora.
Come si fa a non amarti? A rimanere dall'altra parte, dove non c'e' la tua carica, il tuo sale, il tuo
profumo,la tua brezza, la tua corrente, la tua luce in milioni di gocce.
Va bene anche se e' burrasca, ne vale la pena, di salir su quella barca, che quieta veleggia e poi s'impazza e mi colma e mi calma..
Australia di questa impasse, nelle lunghe ore del tuo poetico andare e tornare e venire.
Come una bomba dentro il mare, in profondita', in un'esplosione sorda e lungimirante.
Magari, fosse destino, il nostro prenderci e portarci via, da un'isola alla Corto Maltese, dove tengo in braccio un bimbo in fasce, con gli occhi che mi brillano, pensando se fosse nostro.
E poi tornero' senza fermarmi, abbandonando il viaggio, senza aver viaggiato, mai.

1.12.12

La Cina e' vicina..



Al ristorante cinese ci vado appassionatamente da quanto avevo 16 anni, ci andavo con Francesca e Gisella, con i fidanzatini e le compagne di classe...l'adoravo, l'adoro ancora oggi, quasi ogni volta che esco con mio marito...E la Cina me l'ha attaccata come una stoffa di seta al cuore..e come prossima vita e viaggio chiamandolo casa. Tra i suoi percorsi tra  Pechino e Shanghay, abbiamo scelto Singapore, un po' meno Cina, piu' Inghilterra con la pioggia ma con 30 gradi tutto l'anno, con flora e fauna degna di sogni e avventure di Sandokan, della tigre, simbolo della citta' e una bandiera simile a quella turca; e gia' un bell'assaggino di cinesita' l'ho avuto questa estate con il workshop organizzato
con meduproject...Dove abbiamo passato giorni memorabili tra Faenza e la ceramica, Venezia e lo shopping maratona Prada...
Adorabili ominidi scherzosi, pieni di pathos e di poesia, stacanovisti e idealisti, che adorano i bambini, con la finezza e l'arte in ogni gesto come per una cerimonia del te', beoni a scommessa che diventa la sfida alla vita o alla morte, facendo alla bavarese con bicchieroni di vino rosso e disgustatori di gelato e dolci, attenti a tutto e pregnanti come spugne di bellezza che li circonda e che fanno loro all'istante, dei piccoli angeli li chiamerei, pieni di arte e curiosi di vita, una spendida cultura, tra umorismo macabro, brindisi all'ultima goccia per l'onore e mani per costruire ogni sogno possibile.




26.11.12

Cape Sounio...

Era dal 99 che non salivo su..dalla gita con Takis...

Allora era estate, arrivavamo da Atene con un caldo impossibile, mentre qua, nel tempio di Poseidone tirava sempre un'arietta fantastica e oggi, 25 novembre era la stessapiacevole brezza sul viso, accompagnata ovviamente dal sole caldo di questa mia sempre Grecia..
E poi unagiornata d'inverno col sole il mare e questo cielo blu e' impagabile..


13.7.12

Un sogno..

Il viaggio di Marco Polo, ovviamente non in aereo...


Gerusalemme, dalla mia Kerenita, mi dice che mi ospiterà in una casa sul mare, passeggeremo sulla spiaggia, la sera, e mi farò il primo tatuaggio: Il leone di Venezia da dove sono partita, con la nave, attraversando il canal grande, il mare..
L'evangelista San Marco, raffigurato in forma di leone alato, il leone del mese in cui sei nato..Della Grecia da cui son ancora illuminati i miei occhi:

« Leone di San Marco, leone del profeta,
ad est di Creta corre il tuo vangelo.
Si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano:
la spada e non il libro hai nella mano. »


Costantinoupoli, POLI perchè è la città per eccellenza, di Costantino, il nome di mio nonno, il nome di mio padre e del mio bisnonno ancora, quanto sogno ho in quella città di porte d'oriente, spezie e argenti, e voglio tutto il luminare di quella stella e di quello spicchio di luna, lo voglio con i baci della brezza del Bosforo, nelle strade di Beyoglu, al bazar e alla fermata di un tram appeso a un filo.
Voglio guardare da i tuoi ponti sospesi e profumare di una spezia tutto il mio corpo. Voglio l'inchiostro di una mano turca che prepara una sposa il giorno prima delle nozze con disegni all'hennè sulla pelle, suoi piedi e sulle mani; essere un sogno esotico vivente, vivere di un sogno ad occhi aperti per una vita.


Sogno quel treno della Transiberiana che mi hanno detto avere binari larghi il doppio, con un treno largo il doppio, quasi fosse un orient express di altri tempi, con delitti e perfetti sogni, con il passare di ore e di cambiamenti, di gente da i denti d'oro, gli occhi come gioielli d'ambra e la pelle d'ebano, spazi di grandezza, di niente, di polvere, di verde, di sabbia, di rame,di nuvole gonfie, di Samarcanda dove regalai un sogno...
Pronta per arrivare ma non per partire, con le mie figlie, per conoscerle, per mostrare, perchè possa mescolare i miei sogni in un bicchiere di tè al gelsomino, ritrovare il cammino di chi l'ha lasciato, di chi mia ha lasciato..
Arrivare in quel muro, che come una leggenda, di un MILIONE di patacche, si vede solo dalla luna!
é un bel sogno..

17.6.12

Lido from 6.36 a.m.


Buongiorno dal Lido,
l'aria è freschina, mi siedo in giardino tra il il rumore delle lucertole e i raggi di sole tra le foglie ondeggianti, al piano di sopra è arrivata una famiglia di russi, due figli maschi quindicenni e una figlia di 10-12 anni..mi piace ascoltare le loro conversazioni anche se non capisco niente.."DA DA, snamrovska" cose così..
Ho fatto anche un giretto, qui tra le 7,30 e le 8 per andare a prendere le paste e guardare il mare, di stupore, come sempre; e ho sentito l'odore della crema pasticciera da molti metri prima, e le sfogliatine mille foglie col mascarpone e le pizzette di pasta sfoglia sottili come patatine.
Il mare brillava, tutti quei luccichii mi fanno sempre venire le farfalline al cuore, ma non è tanto il mare, è che qui vicino al mare c'è la grande Venezia, quel vero bagliore, di ori, lampadari di vetro che si rispecchiano nel mare, le barchette, i motoscafi che scivolano nei corsi dorati. Perchè se fosse solo mare, come in Grecia o a Milano Marittima, sarebbe solo mare, ristoranti e cafoni; qui invece c'è l'arte, la storia, la memoria, e poi mi piace conoscere così bene un posto perchè ci sono stata e vissuta dei mesi da 3 anni a questa parte, come Atene, col suo mare, e grazie, a chi per questo mi ha dato, a te che pensi che per lavorare bisogna conoscere il posto e viverci come conoscere se stessi, questa fortuna è impagabile.
Ho visto uno che saliva dal mare con la muta, un vecchietto con sua moglie, un bastone in una mano e una specie di i pod nell'altra con gli auricolari che guardavano il mare, il bagnino in bianco da campo da tennis che sistemava la capanna nella prima fila, ho visto il gommone di salvataggio coperto dal telone bianco quasi svolazzante, conchiglie rosa e nere accuratamente raccolte da un bambino e messe come tesoro in un angolo della spiaggia. Ho sentito il profumo dei gelsomini, ancora, e ho pensato a quante volte lo sentirò ancora prima di dimenticarmene, prima che la luna ridiventi piena e pensare a certe cose come fossero così, irraggiungibili. 



Guerra tra gatti alle 8.35, e le mie principesse dormono ancora, anche con la centrifuga della lavatrice vecchia che fa un gran casino. Il dottore, l'altro vicino, si è svegliato presto ed è andato a Mestre a lavorare,lasciando i bambini alla nonna, mi ha salutato facendo finta di ricordarsi di me, ma non era credibile.
Internet prende e non prende, dipende dall'alta marea..me l'ha detto il pittore sardo, quello che parla poco, col giardino comunicante.
Bevo il secondo tazzone di caffè con la moka, buono, morbido, anche se nero. Il filo della ragnatela di un ragno si vede a tratti illuminato dal sole, i russi si sono svegliati e credo che discutano se andare al mare o a da qualche altra parte..
Musica di Satie, nel silenzio, musicato del giardino. 





10.6.12

ON THE ROOF..


Sopra a una casa ereditata da un nonno che faceva il ferroviere alla stazione di Mestre, per molti kilometri e tanta strada vista da un finestrino, sopra a una balaustra dove cresce l'edera, interrotta dal filo della televisione, da rampicanti insidiose, ai panni stesi, sopra ad un ricchissimo orto che si nutre di acqua salata, sopra ad una palma, ad un banano, a un eucalipto! Sopra anche ai merli che stuzzicano le ciliegie beccandole con impazienza, ai ramarri e a qualche bellissimo geko; sotto, a qualche filtro di sole tra le nuvole sporcate dal temporale, sopra, alla foglia del banano che si attorciglia a se stessa come un' enorme sigaretta fatta a mano, verde acido e miele come se bruciasse.
Sopra ad una Singer arrugginita, ad un copripiumino che sembra una mappa di una città polverosa.
Sotto al cielo tuo di Dio, mio tutto. Sopra, alle farfalle bianche che durano un giorno, alle magnolie che durano anni e i loro fiori sono una volta l'anno.
Sopra ai borbottii degli anziani in quest'etere che è sempre priva di ogni restrizione, dove posso tutto pensare...

22.5.12

Maggio

Maggio è un mese che ha l'odore dei fiori, delle serate senza i giubbotti che iniziano con un aperitivo alla Rocca e finiscono da Otello o in un girone di scantinamento solito invernale; i 2 decumani che vanno da Portegno o da Mezcal, luna in perigeo, lemmi per esistere, dimenticare, respirare, provare a farsi perdonare; dall'odore di pelle invernale, di seta dipinta, di capelli che s'impigliano nella pelle, della pioggia, del cielo terso dopo la pioggia, di odore della porta del carico delle scene del Teatro Ebe Stignani, della panchina dove vennero inscenati milioni di baci, con una luna di carta, le scale di velluto, le campanelle dell'ordine di tornare a casa, e io con passo incerto di realtà innescate...

9.5.12

IL MIO POSTO, DEI SOGNI

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

N.Hikmet