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16.6.14

Ode a maggio e giugno, in italia.

Ah come mi piace questo giugno, con il suo fresco dopo la pioggia, un tifone alle 3 di notte sopra Imola, una tempesta di lampi, la grandine come palline da tennis, giornate infuocate di caldo, nuvole sparse..occhi gonfi di lacrime e di gioia.
E che maggio, giorno al Lido, in un silenzio sovrumano..dietro al giardino vicino al ciliegio sbocciato lento al primo caldo, e i gelsomini esplodere dai balconi.
E anche l'amore lento.
Gli amici, che come il sole non mi hanno mai abbandonato, il mangiare bene, il tirare tardi, i tramonti cercati e in un tutt'uno a Venezia e la Giudecca.
Il tai chi, sopra i tetti della Guggenheim, gli spritz davanti alla laguna, il martini all' Excelsior e il mare, la luce che a strisce arrivava fino alle sedie di Otello, e baciava le bocche piu' belle, la nostra vita, piccola e sognata che vive di casualita'.
O vivendo in questo panico sensuale infinitamente leggero.


12.6.13

Nel blu..dipinto di blu..



Il sole chiaro, sopra di me mentre nuoto a braccia aperte in piscina, di mattina dopo aver superato qualche crisi estemporanea di girls che non vogliono andare a scuola e di levatacce dal letto al ritmo di una neonata..perfetta. Non smetterei mai di guardarvi..piccole paffute ribelli, mentre fate colazione con il nesquik, i cereali sparsi in ogni dove per tutte le formiche della casa..mentre guardo le nuvole e penso..al respiro mentre nuoto, a che non sono mai affannata e mi ricordo sempre le nuvole di  Venezia, l'ora blu di un aperitivo sopra i tetti, la Biennale, " a feather, a feather" che il bambino
indiano mezzo autistico qui di sotto cerca sempre di intrappolare nel suo contenitore di plastica, mentre vola e cerca di acchiapparla..parlare di percezioni nell'arte, nella realta', inebriandomi nel bello, nel vino, nel mondo.
E' come se mi fossi regalata un'altra vita andando via da Imola, dalla Grecia, e' sempre stato cosi..e capisco la tristezza di certi, e anch'io sapevo cosa mi aspettava..la solita menata per qualsiasi idea, la crisi quotidiana, il respiro affannato per una semplice passeggiata in centro, con gente che non sa volare, le nuvole piene di pioggia, tanta fatica e poca soddisfazione, una leccata di culo ad un partito o l'altro per elemosinare briciole..no, sono qui, libera senza farmi acchiappare;
Guardo questo faccialibro proprio come fosse l'annuale della scuola superiore..sono tutti cosi' invecchiati, ingrassati, scavati nell'anima. Quel tempo in cui eravamo cosi amici, il gruppo, le chiacchierate fino all'alba, le rotolate con tutto il corpo giu' per la campagna, non e' che ogni frutto ha la sua stagione, e' proprio tutto marcito e caduto, si ha solo la speranza che risbocci qualcosa, dal cemento, dal niente.
Ribaltando il cielo allora, ritornando sulla terra, dall'altra parte del mondo, dove dormi, dove sogni, rotolando nel passato.

7.5.13

Il Mercante di Venezia



Atto primo

Scena I - Venezia, una calle.

Entrano Antonio, Salerio e Solanio
Antonio -
La ragione per cui son così triste,
in verità, non so nemmeno dirla;
mi sento come oppresso internamente,
ed anche voi mi dite che lo siete;
ma da dove mi venga quest'umore,
dov'io l'abbia trovato,
come ci sia caduto, di che è fatto,
da che nasce, lo devo ancora apprendere;
m'intorpidisce a tal punto lo spirito
che stento a riconoscere me stesso.

Salerio -
È che tu col pensiero
navighi avanti e indietro per l'oceano,
là dove le tue belle ragusine([1])
con le loro imponenti velature
a somiglianza di grandi signori
e impettiti borghesi sopra i flutti,
o di carri d'un gran corteo marino,([2])
riguardano dall'alto
con sufficienza i più modesti barchi
che fanno loro riverente ossequio
nel vederle sfilare velocissime
sull'ali delle ben tessute vele.

Solanio -
Credimi, amico, avessi anch'io davanti,
come te, una simile ventura,
la miglior parte delle mie passioni
navigherebbe con le mie speranze,
lontano; e starei lì ogni momento
a strappar dal terreno fili d'erba([3])
per veder da che parte spira il vento,
e a consultar su tutti i portolani
i moli, le gittate, gli ancoraggi;
e il pensiero di ogni circostanza
che mi potesse far temer pericolo
alle mie mercanzie,
mi renderebbe certamente triste.

Salerio -
Per me, anche il mio fiato,
a soffiarlo per raffreddare il brodo,
mi soffierebbe la febbre terzana
se dovessi pensare a qual disastro
mi potrebbe produrre stando in mare
un vento troppo forte.
Non potrei veder scorrere la sabbia
d'una clessidra senza che il pensiero
mi trasportasse a secche e bassifondi,
e mi facesse vedere il mio "Andrea"
carico di preziosa mercanzia
andarsi ad incagliare nella sabbia,
gli alti suoi alberi tutti inclinati
ad altezza più bassa del suo bordo,
quasi a baciar la sua liquida tomba.
Se entrassi in una chiesa,
al vedere la pietra di che è fatto
comunemente quel sacro edificio,
come farei a non pensare subito
al pericolo di sporgenti rocce
che, toccando soltanto la fiancata
dell'agil mio vascello,
mandassero sull'acque sparpagliate,
tutte quante le spezie del suo carico,
rivestissero l'acque rumorose
delle mie sete, e facessero, insomma,
di tutto quello ch'era poco prima
una grande ricchezza, ora più nulla?
Come, farei, pensando a un tal pericolo,
a non pensare che se una tal cosa
mi capitasse, mi farebbe triste?
So perché Antonio è triste:
perch'egli pensa alle sue mercanzie.

Antonio -
No, no, credetemi: riguardo a questo,
posso ben ringraziare la mia sorte:
le mie merci non son tutte stivate
nel ventre d'una sola ragusina,
né tutte destinate ad un sol luogo,
né dipende l'intera mia sostanza
dalla buona fortuna di quest'anno.
Non è pertanto la mia mercanzia
a procurarmi questo triste umore.

Salerio -
Vuol dire allora che sei innamorato.

13.7.12

Un sogno..

Il viaggio di Marco Polo, ovviamente non in aereo...


Gerusalemme, dalla mia Kerenita, mi dice che mi ospiterà in una casa sul mare, passeggeremo sulla spiaggia, la sera, e mi farò il primo tatuaggio: Il leone di Venezia da dove sono partita, con la nave, attraversando il canal grande, il mare..
L'evangelista San Marco, raffigurato in forma di leone alato, il leone del mese in cui sei nato..Della Grecia da cui son ancora illuminati i miei occhi:

« Leone di San Marco, leone del profeta,
ad est di Creta corre il tuo vangelo.
Si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano:
la spada e non il libro hai nella mano. »


Costantinoupoli, POLI perchè è la città per eccellenza, di Costantino, il nome di mio nonno, il nome di mio padre e del mio bisnonno ancora, quanto sogno ho in quella città di porte d'oriente, spezie e argenti, e voglio tutto il luminare di quella stella e di quello spicchio di luna, lo voglio con i baci della brezza del Bosforo, nelle strade di Beyoglu, al bazar e alla fermata di un tram appeso a un filo.
Voglio guardare da i tuoi ponti sospesi e profumare di una spezia tutto il mio corpo. Voglio l'inchiostro di una mano turca che prepara una sposa il giorno prima delle nozze con disegni all'hennè sulla pelle, suoi piedi e sulle mani; essere un sogno esotico vivente, vivere di un sogno ad occhi aperti per una vita.


Sogno quel treno della Transiberiana che mi hanno detto avere binari larghi il doppio, con un treno largo il doppio, quasi fosse un orient express di altri tempi, con delitti e perfetti sogni, con il passare di ore e di cambiamenti, di gente da i denti d'oro, gli occhi come gioielli d'ambra e la pelle d'ebano, spazi di grandezza, di niente, di polvere, di verde, di sabbia, di rame,di nuvole gonfie, di Samarcanda dove regalai un sogno...
Pronta per arrivare ma non per partire, con le mie figlie, per conoscerle, per mostrare, perchè possa mescolare i miei sogni in un bicchiere di tè al gelsomino, ritrovare il cammino di chi l'ha lasciato, di chi mia ha lasciato..
Arrivare in quel muro, che come una leggenda, di un MILIONE di patacche, si vede solo dalla luna!
é un bel sogno..

1.7.12

I love ferry boats..



Per andare a Venezia dal Lido, ovviamente: Fermata Sant'Elena con i suoi alberi spezzati dalla tromba d'aria di giugno, coi bambini che giocano a palla, il chiosco dei gelati un pò retrò, i cani a passeggio, e per lo più, veneziani. Fermata Biennale, col quella tinta di rosso Valentino e il font bianco Verdana, con i suoi milioni di turisti, artisti, curiosi, girovaghi, folli. Fermata Giardini, con il suo inconfondibile odore di gelsomino, le statue nelle aiuole e le barche a vela nel cielo azzurro. Fermata San Marco, con la colonna gemella portata in Grecia, e quella col leone che aprono un sogno, nei fori del Palazzo scintillante, delle cupole dorate e del campanile tra le nuvole. Rialto e il suo stucchevole ponte, tra i gondolieri in cerca di turisti e il solito magnifico mercato del pesce; com'è diversa ogni stazione e ad ogni fermata la gente che sale, che scende, che si spinge e che guarda dal finestrino, che fotografa, che si illumina guardando il mare, che s'inquieta aspettando di scendere, che ci lavora ogni giorno sciogliendo e legando una corda al palo, annunciando le fermate con l'accento veneziano, e coi motori che si arrestano e rimbombano facendo a pugni con l'acqua; e quei gabbiani, che seguono le scie, che ci volano sui tetti che ci prendono in giro con i loro versi, e si sente l'odore del mare.
Ma la cosa più bella è guardare il su e giù dei vaporetti visti dal Lido, ultima stazione e poi i cambi per le altre isole..
Giro dietro alle bocche del'Arsenale per andare a Murano, sotto il sole e il mare più aperto, a petto nudo come un marinaio a fianco, tra un gasometro che mi ricorda tanto Atene e i film di Ozpetec,
E' un sogno... Che ci sei sù o ci stai fuori.


20.6.12

SONO ARRIVATE LE GirLS!!!





Due giorni di risate a cuore pieno, come sempre, dagli anni 90 con furore, dal Canada con la pelle già abbronzata, una raffica di nuovi tatuaggi e pearcing (e per la Viola ora Simo è il suo nuovo mito)e dall'Inghilterra bianca latte come al solito, gambalonga e baby in passeggino, più buzza con un'altra dentro...Eccoci qui 6 donnine in bagno più una nella pancia..Se non son girls non le vogliamo; come negli spogliatoi della palestra al Ballardini a far ciacchere ciacchere ciacchere...A parlare..più o meno delle stesse cose...guys, vita e arte, con l'aggiunta di pannolini e miss caghotto che arrivano a un certo punto della vita, ma la Simo che è ancora single non ci può credere che siamo così, e che in realtà passiamo 3\4 della giornata a parlare di merda e parti con l'epidurale, tanto che deve dormire in mezzo a baby Lina che gnicca tutta la notte e si sveglia alle 4,30 di mattina, con la sua mamma che la porta alla stazione marittima alle 6.00 a.m. (unico bar aperto) al Lido se la prendono comoda..E girerebbe con una molletta al naso zia Simo, per non sentire quegli odorini di varie entità a cui noi mamme siamo assuefatte! 
Al loro arrivo al Lido le vedo scendere dal vaporetto come 2 dive da festival del cinema, con una Venezia alle spalle dal cielo terso e il mare azzurro; il passeggino e il pancione di Fede mi commuovono e nei loro occhi quella così familiare sensazione di joie de vivre che mi hanno sempre trasmesso quelle 2 spilungone, che son finite a vivere in altre realtà, per il senso di viaggiare e di conoscere. Si la Simo era partita da Faenza per Ny e ora ha la cittadinanza canadese e Fede nell'animo è sempre stata anglosassone tra Irlanda e UK.
Arriviamo in pompa magna alla spiaggia privata con tanto di cappello e passeggini, zeppe anni 70 e occhialoni, ma neanche il tempo di un bagno e ci cacciano via!! Ah ha ah! Allora ci fermiamo davanti al cartello per i turisti e miss Castellini Holland, parte con uno dei suoi ragionamenti curiosi sul percorso del Lido, il nord e il sud, e ovviamente non ne viene a capo finchè 24 ore dopo e svariate ipotesi, il Cicci le spiega con una cartina da che parte è arrivata..
Scendiamo a piedi, con i passeggini trainati nella sabbia, un pò meno zelanti di prima, al bagno meno chic ma sempre privato del Lido, dove comunque una capanna di seconda mano (la cabina mini appartamento di legno) costa sulle 1500 euro al mese, anche se in quel bagno dove arriviamo, da mentecatte, sembrano di eternit le tettoie e dal bar non si vede il mare, ma almeno il caffè è buono e costa 90 centesimi, che bazza pensa la Fede, e tra ghiaccioli e cappuccini spendiamo tipo 5 euro..entusiasmo da 16enni!!



Ma la Simo che è la più posh, pensa già che domani vuole prendere il taxi per la stazione, spendere 50 euro e sentirsi davvero Posh!
Oramai sudate, senza scarpe e coi cappelli spiegati, ci arriva addosso un nuvolone da Fantozzi, partono i fulmini e la pioggia a goccioloni, passando per il Palazzo del cinema (alla Castellini NON piace) Troppo fascista dice, e breve tour alla terrazza dell' Excelsior, si mettono a cercare il wi fi con l'i phone, e poi ci facciamo fare 20 foto da Viola prima che ci prenda anche la testa e le facce, per postarla su Facebook, ma missione 2 non riuscita. Autoscatti e foto da altre turiste, per dei ricordi memorabili.
Così la pioggia ci mette quel pizzicorino di eccitazione da giorni di scuola e il pensiero: "troviamoci un bar che non sia l'excelsior da non farci cacciare di nuovo" per prendere l'aperitivo delle 5, oltre che il tè per lady, sempre Castellini Holland.
Il bar Bepi, sotto casa, fa al caso nostro, sprtitz a 3 euro l'uno, bar da biliardo e cessi con la turca..sembra di stare al Clan Destino!! Tutto regolare, anche perchè ci sentiamo come ad un tavolo dell'Excelsior, ridiamo, come a 16 anni e zia Simo ha Pepe sul petto che dorme, con Viola che ripete la stessa cosa 47 volte..." mamma, posso farmi un tatuaggio anch'io quando son grande?"!! E con le patatine in mano si ribalta col passeggino e ormai fa cadere l'unica vetrinetta coi vasi di Murano...
Al secondo giro di sprtitz si sveglia la Pepe, mentre la Lina stoica non ha ancora dormito dalle 5 di mattina..E allora a casa per la cena di pesce che ho promesso alle mie girls, BELE tutta la vita..
Wi Fi debole, ma riusciamo a condividere alcune felicità di queste ore: Beautiful Venice e il mare, a very good time with true friends, una bebè con gli occhi azzurri che gattona per casa al mattino..che meraviglia..

Riusciamo anche a uscire la sera, a prendere il gelato con 15 gradi e l'aria umida, nessuno in giro! con la barosola di cioccolato e la pipì di Viola vicino al marciapiede (la SImo è sempre più sconcertata) Ma al mattino ci dice che le è venuto l'istinto materno!...Menomale!
mangiamo le paste della pasticceria ancora calde, dal giro mattutino della Lina insonne, finiti i pannolini e signorina FIRTY PANTIES, è una cosa adorabile e il suo sorriso è contagioso, ci innamoriamo tutti di lei, comprese Viola e Pepe che la terrebbero come sorellina senza pensarci un attimo...
Coniato anche il termine inglese "Sissy Willy" ovvero il Willy di Phil e di Ciccetti che fanno solo "Sissy"
when a male reproducing organ can only produce female children)..
W le donne e vive la vie! 

19.6.12

Questa sera..




Percorro il corso principale del Lido per arrivare in tempo alla stazione marittima, appuntamento alle 8.45-9.00 p.m. per fotografare il tramonto dalla banchina da cui tutta Venezia e i suoi campanili si impalpano di rosa e di fuoco.
Sono i giorni più lunghi dell'anno e io ci sono dentro fino al collo.
Sulla strada, tutti i barettini attrezzati per la partita Italia-Irlanda, anche i cinesi con i loro bar più economici e un pò meno alla moda; ci sono gli irlandesi, ovviamente con birra alla mano, già ubriachi, in vacanza, ovviamente giovani; che hanno presto posto, sono in canotta o a petto nudo, arrossati dal sole, con gli occhi azzurri e le labbra sottili, coi capelli quasi a zero e il loro colore verde Irlanda.
Io arrivo con qualche minuto di anticipo al mio fischio d'inizio, il campo del cielo è ancora compatto e i giochi di luce sul mare stanno solo scaldandosi un pò, di rosa, di grigio azzurro, tra le scie dei vaporetti e i motoscafi che segnano le linee. Non sono solo io a guardare, ci sono anche i turisti che si fermano a fotografare, con gli occhi dilatati per questo incanto che inizia e finisce tutte le sere; e quelli dei vaporetti non ci fanno più caso e a loro non serve come me per me, per ispirarmi a una tela e a questi colori.

Penso, il cuore mi batte forte, da quando son partita da quelle idi di maggio, penso a chi è con me in questo viaggio, sempre, tirando un calcio alle ragioni.
Mi sembra tutto così perfetto, come questi campanili costruiti verso il cielo, su questa strada con l'odore di mare, col profumo di lontananza e qualche parola che mi fa capire l'amore, per questa infinita perfezione.
Penso a Londra, se riuscirò a vedere Damien Hirst alla Tate, con la sua ironica leggerezza, se riuscirò a sentirmi così percorrendo le strade romane allora, in quel passato che si schiude come una luna. 
Batte il cuore a mille, che anche la voce fatica ad uscire per mandar giù il gozzo, di ciò che manca, di ciò che entusiasma e ti rizza la pelle e che vorresti condividere a tutti i costi, si fa carne in un attimo di silenzio e poi esulta, e ti piace, ti prende allo stomaco; è questa voglia di vivere con te, con l'anima di sempre.
Mi allontano all'imbrunire e woooh un boato alle mie spalle mi fa da ovation, ha segnato l'Italia ed è arrivata l'ora blu, guarda il cielo, mi dice; e io capisco che la rete del mio cuore è vinta.


17.6.12

Lido from 6.36 a.m.


Buongiorno dal Lido,
l'aria è freschina, mi siedo in giardino tra il il rumore delle lucertole e i raggi di sole tra le foglie ondeggianti, al piano di sopra è arrivata una famiglia di russi, due figli maschi quindicenni e una figlia di 10-12 anni..mi piace ascoltare le loro conversazioni anche se non capisco niente.."DA DA, snamrovska" cose così..
Ho fatto anche un giretto, qui tra le 7,30 e le 8 per andare a prendere le paste e guardare il mare, di stupore, come sempre; e ho sentito l'odore della crema pasticciera da molti metri prima, e le sfogliatine mille foglie col mascarpone e le pizzette di pasta sfoglia sottili come patatine.
Il mare brillava, tutti quei luccichii mi fanno sempre venire le farfalline al cuore, ma non è tanto il mare, è che qui vicino al mare c'è la grande Venezia, quel vero bagliore, di ori, lampadari di vetro che si rispecchiano nel mare, le barchette, i motoscafi che scivolano nei corsi dorati. Perchè se fosse solo mare, come in Grecia o a Milano Marittima, sarebbe solo mare, ristoranti e cafoni; qui invece c'è l'arte, la storia, la memoria, e poi mi piace conoscere così bene un posto perchè ci sono stata e vissuta dei mesi da 3 anni a questa parte, come Atene, col suo mare, e grazie, a chi per questo mi ha dato, a te che pensi che per lavorare bisogna conoscere il posto e viverci come conoscere se stessi, questa fortuna è impagabile.
Ho visto uno che saliva dal mare con la muta, un vecchietto con sua moglie, un bastone in una mano e una specie di i pod nell'altra con gli auricolari che guardavano il mare, il bagnino in bianco da campo da tennis che sistemava la capanna nella prima fila, ho visto il gommone di salvataggio coperto dal telone bianco quasi svolazzante, conchiglie rosa e nere accuratamente raccolte da un bambino e messe come tesoro in un angolo della spiaggia. Ho sentito il profumo dei gelsomini, ancora, e ho pensato a quante volte lo sentirò ancora prima di dimenticarmene, prima che la luna ridiventi piena e pensare a certe cose come fossero così, irraggiungibili. 



Guerra tra gatti alle 8.35, e le mie principesse dormono ancora, anche con la centrifuga della lavatrice vecchia che fa un gran casino. Il dottore, l'altro vicino, si è svegliato presto ed è andato a Mestre a lavorare,lasciando i bambini alla nonna, mi ha salutato facendo finta di ricordarsi di me, ma non era credibile.
Internet prende e non prende, dipende dall'alta marea..me l'ha detto il pittore sardo, quello che parla poco, col giardino comunicante.
Bevo il secondo tazzone di caffè con la moka, buono, morbido, anche se nero. Il filo della ragnatela di un ragno si vede a tratti illuminato dal sole, i russi si sono svegliati e credo che discutano se andare al mare o a da qualche altra parte..
Musica di Satie, nel silenzio, musicato del giardino. 





10.6.12

ON THE ROOF..


Sopra a una casa ereditata da un nonno che faceva il ferroviere alla stazione di Mestre, per molti kilometri e tanta strada vista da un finestrino, sopra a una balaustra dove cresce l'edera, interrotta dal filo della televisione, da rampicanti insidiose, ai panni stesi, sopra ad un ricchissimo orto che si nutre di acqua salata, sopra ad una palma, ad un banano, a un eucalipto! Sopra anche ai merli che stuzzicano le ciliegie beccandole con impazienza, ai ramarri e a qualche bellissimo geko; sotto, a qualche filtro di sole tra le nuvole sporcate dal temporale, sopra, alla foglia del banano che si attorciglia a se stessa come un' enorme sigaretta fatta a mano, verde acido e miele come se bruciasse.
Sopra ad una Singer arrugginita, ad un copripiumino che sembra una mappa di una città polverosa.
Sotto al cielo tuo di Dio, mio tutto. Sopra, alle farfalle bianche che durano un giorno, alle magnolie che durano anni e i loro fiori sono una volta l'anno.
Sopra ai borbottii degli anziani in quest'etere che è sempre priva di ogni restrizione, dove posso tutto pensare...

9.6.12

UN LUSSO D'ALTRI TEMPI...




Davvero un martini cocktail d'altri tempi, qui all' Hotel Excelsior  del Lido, davanti al Palazzo del Cinema, dove ogni settembre, il festival, le stars, gli attori e i film in concorso, così dagli anni d'oro della Magnani, di Rossellini e la Berghman...passati tutti da qui, al bluebar, rimasto come allora ci dice il mitico Tony, alias Antonio Massotta from New York ci dice lui, ma si capisce che le sue origini sono più che italiane, anche se ci parla in inglese, e poi ci sorprende con la boccetta di profumo di Murano in cui spruzza il martini dry nei bicchieri di cristallo dipinti a mano e viene fuori che è cresciuto a Bologna in via D'Azelio e poi trasferito a Ny. 
Un rito questo cocktail martini, richiesto da noi con il gin Hendrix, già provato al Molino Stuchy un mese fa e forse per questo che il metrè Tony, si è sentito l'adrenalina alla pelle per un cocktail che non era nella lista ma che è la sua specialità a Ny, dove ha scritto un libro su di quello, e varie trasmissioni lo hanno ripreso come guru del M....Infatti ce lo vediamo arrivare in tromba sotto gli occhi del ragazzino che non toccano i bicchieri ci dice, lo serve solo con i guanti e la preparazione è riservata al maestro, così come la pelatura del cetriolo, lo spruzzo di martini e il gin ghiaggiato. Gli ufficieri sotto al bar che preparano tutto come una volta, ci dice Tony..."Finchè dura" questo lusso d'altri tempi. Davanti il mare, la croiasette di Coco Chanel, le capanne super lusso con i teli di spugna bianca e ampi come letti matrimoniali sulla sabbia, le bouganville fuxia rampicanti sulle tettoie di legno bianco  con le radici nella sabbia, la passerella come per una sfilata di moda, le tende, ancora bianche e un cielo grigio azzurro che piove col il sole e come per magia appare l'arcobaleno a 180 gradi sul mare...Mi sento in una pellicola in bianco e nero dipinta di colori a mano, con la musica del piano bar che viene dalle vetrate dentro, spogliandomi in mille pensieri come sempre, ebbra di passione, come sempre. E  la magia del gin dura come l'arcobaleno, e alla fine c'è l'oro della memoria, di uno scatto fissato per ricordare, ci sono sensazioni dove viene sunto il "mixology" di quei piaceri e veleni, in una death in Venice di altri passi, di altri tempi, ma nel mio cuore con lo stesso pathos per questo amore.
Paghiamo con il bancomat, non siamo così chic da american express, 35 euro spesi benissimo, per un'ora di passato, di lusso e di memorie viste nei film e lette nei libri.

Volto la pagina, su un cielo che si è fatto rosa e piombo, per i passi di Corto Maltese, nell'antico borgo di Malamocco, in macchina, dove passa con una barca a vela di legno che sarebbe piaciuta ho pensato, a te, che sapresti navigarla.

Ritorno sui miei passi, quelli che hanno ruotato per spiegare le vele al  vento, solitarie come i gabbiani, come una poesia di un bambino scritta su pezzo di carta quadrettato. Non ho dimenticato mai quella poesia che mi abbraccia in questo vento, in questo cielo che è per te. 












4.6.12

I MISS YOU..




Piove oggi qui al Lido, e io con le mie bambine ci riposiamo col ronzio dei motoscafi che attraversano il canale x arrivare al mare davanti a Venezia; nel silenzio sentiamo ogni goccia di pioggia far rumore diverso in ogni foglia di palma, di pino, di fico, di ciliegio, e una cascata di gelsomini s'impregna sprigionando un profumo fortissimo.
Riposarsi così non ha prezzo, e prima di addormentarmi mi viene in mente la mia infanzia, i miei pomeriggi di pioggia al mare a Milano Marittima; il riposino forzato, come io lo faccio fare a loro, e fuori la gente a passeggiare col rumore delle scarpe bagnate e le pozzanghere senza i tombini, sotto ai condomini e alle vetrate, alle vetrine fighette, alle vetrine fighette dei negozi da bambino, la sala giochi il dollaro, pacman e tetris, la gelateria sotto casa col gusto puffo, l'immagine del puffo golosone nella vaschetta blu acido, il condomino dove stavamo color puffo, la rotonda che aveva una fontana, i mondiali di calcio e la gente tuffarsi dentro la fontana, tantissime bandierine e tutti felici, io felice ma non so per cosa, i 7 punti nella mia nuca dopo esser scivolata nel terrazzone enorme bagnato, sopra la gelateria Sporting, e quell'angelo di mio fratello che mi regala tutte le sue monetine perchè guarisca, nella corsa all'ospedale di Cervia coi capelli lunghissimi color sangue e gli occhi di mia madre terrorizzati; i risciò, le corse coi risciò e la foto obbligata, la foto con lo sfondo haway, la foto con la scimmia, la foto con topolino, i nuvoloni neri le trombe d'aria in spiaggia e le macchinette con le palline di chewingum da 20 lire per un percorso a ostacoli e godersi il chewingum, per non parlare del calcio balilla, gli ultimi jukebox con sù LA ISLA BONITA, la frutta candita, il coccobello, le LA COSTE di mio babbo comprate dai vucumprà, gli ombrelloni blu e arancione del bagno la Barcaccia, gli sdrai ruvidi con quelle bellissime lettere capitali, il bagno Mercuriali, il bagno di Tomba, le colonie maledette, i castelli incantati fascisti abbandonati delle colonie maledette, I pini, la raccolta dei pinoli schiacciati con le ciabatte di plastica, le storie che la mia mamma s'inventava per farci addormentare, le facce sceme per farci ridere, lei parlare di nascosto animatamente con mia nonna e poi scoppiare in lacrime.. Non sarò mai come mia madre che non alzava mai la voce e ci addormentava ridendo. 

12.5.12

MOLINO STUCKY

E' che un posto non è mai per caso ...Anni fa ero passata dalla Giudecca e lo avevo notato, ancora in ristrutturazione, e mi aveva subito buttato addosso un gran feeling, quel senso di paradosso a cui mi piace accostare la bellezza, di un antico Mulino dove si produceva la pasta veneziana di grano duro, ora loft di appartamenti e camere super lusso cui trovo la sensazione di idea e di sogno...
Non per niente ci ha pensato anche Hilton ed è per questo che anche Madonna ed Elton John ci hanno comprato casa..E io mi sentivo come una diva anni 60 con il vestito di mamma, sul taxi boat, l'umido sulla pelle e le lenti a specchio, l'acqua, le lanterne rosa, sul cielo rosa...Una nave da crociera passare maestosa e lenta, la mia scorza, come quella del martini, sempre più dura, con un bollente spirito..






La piscina all'ultimo piano sa dove si vede lo skyline di Venice da una parte, dall'altra Marghera, arsenali in movimento, gru e passeggio dalla Giudecca..tanti mondi che si lanciano nel vuoto di paradossi...un sogno...con uno dei martini migliori della mia vita..gin Hendrix...Giudecca che sa di mare e gelsomino...e pensieri da una parte all'altra..