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9.6.12

UN LUSSO D'ALTRI TEMPI...




Davvero un martini cocktail d'altri tempi, qui all' Hotel Excelsior  del Lido, davanti al Palazzo del Cinema, dove ogni settembre, il festival, le stars, gli attori e i film in concorso, così dagli anni d'oro della Magnani, di Rossellini e la Berghman...passati tutti da qui, al bluebar, rimasto come allora ci dice il mitico Tony, alias Antonio Massotta from New York ci dice lui, ma si capisce che le sue origini sono più che italiane, anche se ci parla in inglese, e poi ci sorprende con la boccetta di profumo di Murano in cui spruzza il martini dry nei bicchieri di cristallo dipinti a mano e viene fuori che è cresciuto a Bologna in via D'Azelio e poi trasferito a Ny. 
Un rito questo cocktail martini, richiesto da noi con il gin Hendrix, già provato al Molino Stuchy un mese fa e forse per questo che il metrè Tony, si è sentito l'adrenalina alla pelle per un cocktail che non era nella lista ma che è la sua specialità a Ny, dove ha scritto un libro su di quello, e varie trasmissioni lo hanno ripreso come guru del M....Infatti ce lo vediamo arrivare in tromba sotto gli occhi del ragazzino che non toccano i bicchieri ci dice, lo serve solo con i guanti e la preparazione è riservata al maestro, così come la pelatura del cetriolo, lo spruzzo di martini e il gin ghiaggiato. Gli ufficieri sotto al bar che preparano tutto come una volta, ci dice Tony..."Finchè dura" questo lusso d'altri tempi. Davanti il mare, la croiasette di Coco Chanel, le capanne super lusso con i teli di spugna bianca e ampi come letti matrimoniali sulla sabbia, le bouganville fuxia rampicanti sulle tettoie di legno bianco  con le radici nella sabbia, la passerella come per una sfilata di moda, le tende, ancora bianche e un cielo grigio azzurro che piove col il sole e come per magia appare l'arcobaleno a 180 gradi sul mare...Mi sento in una pellicola in bianco e nero dipinta di colori a mano, con la musica del piano bar che viene dalle vetrate dentro, spogliandomi in mille pensieri come sempre, ebbra di passione, come sempre. E  la magia del gin dura come l'arcobaleno, e alla fine c'è l'oro della memoria, di uno scatto fissato per ricordare, ci sono sensazioni dove viene sunto il "mixology" di quei piaceri e veleni, in una death in Venice di altri passi, di altri tempi, ma nel mio cuore con lo stesso pathos per questo amore.
Paghiamo con il bancomat, non siamo così chic da american express, 35 euro spesi benissimo, per un'ora di passato, di lusso e di memorie viste nei film e lette nei libri.

Volto la pagina, su un cielo che si è fatto rosa e piombo, per i passi di Corto Maltese, nell'antico borgo di Malamocco, in macchina, dove passa con una barca a vela di legno che sarebbe piaciuta ho pensato, a te, che sapresti navigarla.

Ritorno sui miei passi, quelli che hanno ruotato per spiegare le vele al  vento, solitarie come i gabbiani, come una poesia di un bambino scritta su pezzo di carta quadrettato. Non ho dimenticato mai quella poesia che mi abbraccia in questo vento, in questo cielo che è per te. 












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