Piove oggi qui al Lido, e io con le mie bambine ci riposiamo col ronzio dei motoscafi che attraversano il canale x arrivare al mare davanti a Venezia; nel silenzio sentiamo ogni goccia di pioggia far rumore diverso in ogni foglia di palma, di pino, di fico, di ciliegio, e una cascata di gelsomini s'impregna sprigionando un profumo fortissimo.
Riposarsi così non ha prezzo, e prima di addormentarmi mi viene in mente la mia infanzia, i miei pomeriggi di pioggia al mare a Milano Marittima; il riposino forzato, come io lo faccio fare a loro, e fuori la gente a passeggiare col rumore delle scarpe bagnate e le pozzanghere senza i tombini, sotto ai condomini e alle vetrate, alle vetrine fighette, alle vetrine fighette dei negozi da bambino, la sala giochi il dollaro, pacman e tetris, la gelateria sotto casa col gusto puffo, l'immagine del puffo golosone nella vaschetta blu acido, il condomino dove stavamo color puffo, la rotonda che aveva una fontana, i mondiali di calcio e la gente tuffarsi dentro la fontana, tantissime bandierine e tutti felici, io felice ma non so per cosa, i 7 punti nella mia nuca dopo esser scivolata nel terrazzone enorme bagnato, sopra la gelateria Sporting, e quell'angelo di mio fratello che mi regala tutte le sue monetine perchè guarisca, nella corsa all'ospedale di Cervia coi capelli lunghissimi color sangue e gli occhi di mia madre terrorizzati; i risciò, le corse coi risciò e la foto obbligata, la foto con lo sfondo haway, la foto con la scimmia, la foto con topolino, i nuvoloni neri le trombe d'aria in spiaggia e le macchinette con le palline di chewingum da 20 lire per un percorso a ostacoli e godersi il chewingum, per non parlare del calcio balilla, gli ultimi jukebox con sù LA ISLA BONITA, la frutta candita, il coccobello, le LA COSTE di mio babbo comprate dai vucumprà, gli ombrelloni blu e arancione del bagno la Barcaccia, gli sdrai ruvidi con quelle bellissime lettere capitali, il bagno Mercuriali, il bagno di Tomba, le colonie maledette, i castelli incantati fascisti abbandonati delle colonie maledette, I pini, la raccolta dei pinoli schiacciati con le ciabatte di plastica, le storie che la mia mamma s'inventava per farci addormentare, le facce sceme per farci ridere, lei parlare di nascosto animatamente con mia nonna e poi scoppiare in lacrime.. Non sarò mai come mia madre che non alzava mai la voce e ci addormentava ridendo.
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