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Visualizzazione post con etichetta arte.. Mostra tutti i post
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16.2.13

Singapore art

Siamo stati alla fiera d'arte contemporanea di SIngapore, negli stessi giorni di Arte Fiera, erano davvero due mondi paralleli e in contrasto, qui si moriva dal freddo, dentro, e fuori 30 gradi, a Bologna ricordo invece sempre un caldo soffocante dentro la fiera, a cui non mancavo mai. Gli stand, le stesse luci al neon, i cartelli delle gallerie e tanti artisti italiani, ma qui si muove in fretta come le nuvole nel vento questa arte contemporanea, questa potenza che e' l'Asia piu' nitida e tersa della mia Bologna, cosi' come le Gillman Barracks, vecchie baracche di pescatori convertite a spazi per arte comtemporanea, con ceramiche e porcellane da far invidia seria alla mia Faenza.
Si sente questa potenza, questa perfezione ovunque, questa ostentazione alla grandezza.


8.2.13

EPOCA...

Il Clan Destino a Faenza e' stata un'epoca per me, da quando ci andavo a scuola di fianco e dentro a imparare a fumare, a condividere e a progettare tavole per il Ballardini, ancora di fianco, al Mic con i cinesi per i workshop, a mangiare solo noi il giorno di chiusura artistici piatti, ma soprattutto con le mie amiche per le serate piu' grandiose e memorabili..parlando della vita in ogni nota..

Epoca e' un video girato al Clan da Dulcamara, e nei miei adorati e poetici calanchi, con le parole di un'epoca cosi' nostra, che non c'e' piu' e chi ci ha formati nel carattere e in questa poetica vita di cime di monti o di fumi bassi, di amori lasciati e di musica inebriante che ci faceva ballare, cantare e buttare fuori l'aria, ad aspettare al freddo,perche' sperare e illuderci ci faceva sentire vive e anche oggi e' lo stesso..e ci sono ancora le mie amiche..anche nel video!

1.12.12

Cuoghi Corsello, Pea Brain e le altre realta' magiche bolognesi...

La prima volta li ho incontrati ad Arte fiera del 2002 , ma non sapevo di averli gia' incontrati x le strade di Bologna mille volte, nei muri, alla stazione, nello loro tag croniche dell'ochetta Pea Brain, proprio nella linea Bologna Venezia, della bambina folletto dalle orecchie grandi SUF, come sufficiente, : perche' e' difficile la calligrafia", come CK8, cane cotto.


Per caso e per le strade del destino, niente e' mai per caso, una delle loro prime mostre, non a caso chiamata "Traviata" una delle mie opere preferite, e' stata edita da mio zio Campanotto Editore in un suo catalogo..e neanche loro sapevano chi era l'editore fino a che non ci siamo scambiati due impressioni allo stand di mio zio mentre gli davo una mano coi libri.
La vita di questi due artisti a Bologna e'ormai famosa: occupano e vivono nelle ex fabbriche della FIAT, creando mondi magici, dove questi luoghi prendono nomi fantastici e leggendari, come
Bucintoro, Cime Tempestose...Vivono per creare e creare vivendo, non separando il lavoro dall'artista ne l'artista dalla vita; dormono e vivono dentro queste fabbriche in case di cellofan come fossero loro

delle piante da crescere, e l'opera stessa e' la casa di cellofan, curata nei minimi dettagli con mobili
direcupero, pezzi industriali che diventano design totale e funzionale, un letto che funge da letto e da fioriera, le case di cellofan 1 e 2 e forse 3 e 4 che cambiano con le stagioni i loro arredi.
Alla FIAT le opere piu' industriali, fatte con pezzi ritrovati e anche con una vecchia FIAT
abbamdonata dagli zingari nel parcheggio, ma ancora la pittura spray, le fotografie tra natura e progresso umano,osannato dall'arte e dalla poesia totale.



E ancora opere scritte con l'anima e la passione. Palloncini che levitano con la scritta Degrado, da cui nasce anche il fumetto di nonno Degrado, lampadari a terra e poesia visiva come neve e un archivio fotografico di ogni mondo vissuto dettagliatamente in ogni angolo di grazia e dipinto di un'idea, come la barca -gondola  ' "schifio" una trasformazione genetica di un essere meta' maligo e meta' salvatore, opera presentata in una grande mostra, vandalizzata al loro quartier generale Mazzini, nuovo regno delle creazioni e poi spinta e donata ad un parco della citta' di Bologna in una performance primitiva
Ancora la dolcezza ammiccante e giornaliera di piccole signorine graficamente perfette disegnate al computer ed elargite ogni giorno su facebook in nuove pose pornografiche e fruite da tutti, rinate dalla loro stampa su materiale destinato ai mortarini del cimitero..






E altre bellissime, specialisime opere, a centinaia con una loro storia che non ho citato ma che scopro anch'io di anno e in giorno seguendo altre strade dopo quella della ferrovia che mi ha dato anche la nascita.Talento e vita che e' arte e scusate P.b. e CK8 che questa e' solo la mia piccola realta' nell'ammirarvi,vite contemporanee sul mio binario parallelo, grazie e con gli occhi brillanti delle vostre idee e sogni ad occhi aperti sul mondo.

7.8.12

MCZ

Museo Carlo Zauli, una poesia..questo piccolo cortile che si apre con il vecchio laboratorio, dal suo fascino industriale, storico, loft in cui il maestro lavorò per tutta la vita, non una semplice bottega faentina ma un luogo dove artisti di tutti il mondo si confrontavano e per tutto il mondo Zauli creava. Un giardino all'ombra del campanile di San Francesco, di un albero da cui












 Mathieu Mercier ha lasciato la  sua casa per uccellini di ceramica, appesa come un nido di immaginari infantili, dove Zauli e ancora Zauli verticali o sferiche, opere composte in più pezzi e 
assemblate, che puntano alla continuità..

Cosi ben curato ogni particolare che sembra che anche la luce sia messa al suo posto perfetto, sulle opere, sui muri di mattoni, sui forni impolverati e nelle cantine con la muffa di 30 anni fa,grandi mondi Faenza un altro mondo,il Giappone, la Cina, e Faenza dietro l'angolo.

Ancora artisti che si confrontano in quelle pieghe,con dei coriandoli di ceramica che estendono il momento della festa in cui si buttano a terra, essendo durevoli come porcellana,di luci anch'esse destinate a mutare ma con un opera a rimanere eterne, da neon da raspi d'uva sgranati come parole pesanti di poesia di porcellana, anche di uno stecchino assolutamente di ceramica che ricorda all'artista la fine della fame di suo padre in guerra,mondi vicini e così leggeri con una striscia di panna sempre in ceramica ai nostri 
piedi..









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26.5.12

Amici, Nella mia strada...


Negli ultimi mesi trascorsi a Imola, come tempi lontani e periodi di festa, ho riscoperto tanti amici, alcuni nuovi e alcuni ritrovati.
Dopo la bellissima nevicata che ci ha reso angeli della neve, più intimi e costretti in casa, con le finestre sul mondo, solite occasioni per una chiacchierata e una condivisione; i cosmopolitan da Otello, evoluzione del mio adorato martini c. reso più dolce da questo essere proprio più cosmopoliti e ritornare alla città natale con nuovi occhi, e dalla primavera che ne è venuta fuori, dopo una luna che ha ingrandito le percezioni e si è specchiata nel pozzo dei miei pensieri, lì, ho ritrovato gli amici.
I miei vecchi Francesco Fede e Andrea, nella schiera dei bevitori e gossip news..Keren, tornata per un periodo a Imola tra le colline e la via Emilia, in apparizioni sempre più da vip e occhioni dolci, per tenere testa al banco di Veronica e Lina, carissima housemate che fa sempre più tardi di tutti noi, adrenalina mai scarica! La dolce Anna, ritrovata dalla gita in montagna dell'83, poi passata tra disco e bambini per finire all'Osteria di Nic, il mio fratellino tutto musica e love, proprio sotto a dove dormo io, ai piani bassi della mia casa, delle mie radici, x diventare della famiglia!
Ho conosciuto Pedro, il musicologo di Lucio Dalla, una sera a Venezia durata il tempo di un sogno, ho chiacchierato di arte tutta la sera con Carrubi, il fumettista di Borgo vicino di casa di Bertozzi P. il mio mito; la storia e i destini si fissano, quando tanti anni fa parlando con il mio angelo, qualcuno aveva scommesso già sulla loro bellezza con le margherite davanti all'ospedale; si perchè tutto è scritto in questa mappa di punti e stelle nuove e perfette.
Sono ripassata 100 volte dalla via Emilia, di mattina per il mio caffè al Grillo, di sera per un gelato al sesto senso, di notte con le luci spente e la luna ad ammaliarmi, schivando la razionalità, giocando a tirar tardi, a sentirsi quegli amici bambini e folli di tanti anni fa.
Persone che ti conoscono così bene da essere lo specchio dell'anima, trasparenti come bicchieri fragili da mandar giù piano o ti ubriacheranno di troppo. Hangover di mille emozioni, difficili da trattenere in un cuore, pur se a mille. 

IO! by R.Carubbi


9.5.12

LUCI DI SCENA

NEL FILM....Mai finito della mia vita...

Ma..una giornata perfetta...una domenica piovosa, in mezzo alla campagna, dopo le nuvole, il castello di Brisighella, in mezzo ai sogni, alle battute, ai copioni, alle macchine da presa, agli amici, ai bambini, ai costumi anni venti, alla merenda con pane salame e vino, a ridere, a non ricordarci le battute da quanto avevamo bevuto..a vivere come sempre..

29.1.11

Apro e chiudo

immagine dal sito:http://www.artsblog.it/galleria/biennale-di-venezia-2009-ii/2

Qualche imolese di buono c'è, qualcuno che mi fa sognare intendo, non 1 ma due, e 1 su due era anche un film girato a Imola..
Un re che invece di toccare e trasformare in oro, tocca e fissa dura la ceramica..Un catastrofico ironico mondo sezionato e assemblato a un più probabile senso della fantasia.
Amo i tuoi incessanti ritmi vita, e per questo un rifiuto può essere un monumento, e una medicina scaduta è un'occasione persa di un tempo diverso tra me e mia figlia, tra te e avrei voluto conoscerti in un'altra vita.
Da piccoli quando andavamo in Sardegna con la Taunus che a me sembrava la macchina della polizia americana, si me l'immaginavo bianca a strisce blu scuro, allora il finestrino di dietro si apriva solo per una metà, non era rotto era"antibambino" allora mi dava quel senso di impotenza, d'ingratitudine verso la bellissima deserta vita che scorreva, odiavo quei campi bruciati, i Nuraghi, il caldo cocente da indiani e l'anti miraggio dell'asfalto sull'asfalto...presente quella staccia di fuoco che appare e scompare..
Adesso posso aprire i finestrini quanto voglio e sentire la musica di dentro e di fuori, adesso non passerai necnhe più un semaforo senza immaginare di vedere un miraggio accompagnarci per strada, un angelo, violentare i miei riflessi.