Ho dormito con la finestra aperta, nella stanza della mia adolescenza. Il carro delle stelle, da cui collego sempre i punti e vedo un arco e una freccia, poi anche le lucciole che non vedevo da anni. Per rigirarmi da una parte all'altra del letto, per cercare quel qualcosa, quel fianco in cui sistemarmi per essere a posto. Scorrevano le nuvole nel cielo blu notte, scuro, con le cicale ancora sveglie, e quella luna era come se si mettesse sempre più al centro di quella finestra, e appena me ne dimenticavo da una parte, mi si riempiva nell'altra.
Sembrava davvero seguirmi, chiedermi, vegliarmi nei miei sogni della notte, mi dava anche fastidio, ma poi mi sono abbandonata a lei e al suo incanto, addormentandomi da quella parte.

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