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20.6.13
Blowin'in the wind
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18.6.13
Deja vu
Ero sicura si esserci gia' stata, stesso posto, stesso momento, a pensare ad un passato gia' compiuto e mai vissuto con altre note, e' il mio karma, che galleggia e si schiude al tramonto, sotto una luna calda e la luce tenue come quando ho visto Maria Lucrezia nascere, e se chiudo gli occhi e' lo stesso momento.
12.6.13
Nel blu..dipinto di blu..
Il sole chiaro, sopra di me mentre nuoto a braccia aperte in piscina, di mattina dopo aver superato qualche crisi estemporanea di girls che non vogliono andare a scuola e di levatacce dal letto al ritmo di una neonata..perfetta. Non smetterei mai di guardarvi..piccole paffute ribelli, mentre fate colazione con il nesquik, i cereali sparsi in ogni dove per tutte le formiche della casa..mentre guardo le nuvole e penso..al respiro mentre nuoto, a che non sono mai affannata e mi ricordo sempre le nuvole di Venezia, l'ora blu di un aperitivo sopra i tetti, la Biennale, " a feather, a feather" che il bambino
indiano mezzo autistico qui di sotto cerca sempre di intrappolare nel suo contenitore di plastica, mentre vola e cerca di acchiapparla..parlare di percezioni nell'arte, nella realta', inebriandomi nel bello, nel vino, nel mondo.
E' come se mi fossi regalata un'altra vita andando via da Imola, dalla Grecia, e' sempre stato cosi..e capisco la tristezza di certi, e anch'io sapevo cosa mi aspettava..la solita menata per qualsiasi idea, la crisi quotidiana, il respiro affannato per una semplice passeggiata in centro, con gente che non sa volare, le nuvole piene di pioggia, tanta fatica e poca soddisfazione, una leccata di culo ad un partito o l'altro per elemosinare briciole..no, sono qui, libera senza farmi acchiappare;
Guardo questo faccialibro proprio come fosse l'annuale della scuola superiore..sono tutti cosi' invecchiati, ingrassati, scavati nell'anima. Quel tempo in cui eravamo cosi amici, il gruppo, le chiacchierate fino all'alba, le rotolate con tutto il corpo giu' per la campagna, non e' che ogni frutto ha la sua stagione, e' proprio tutto marcito e caduto, si ha solo la speranza che risbocci qualcosa, dal cemento, dal niente.
Ribaltando il cielo allora, ritornando sulla terra, dall'altra parte del mondo, dove dormi, dove sogni, rotolando nel passato.
7.5.13
Il Mercante di Venezia
Atto primo
Scena I - Venezia, una calle.
Entrano Antonio, Salerio e Solanio
Antonio -
La ragione per cui son così triste,
in verità, non so nemmeno dirla;
mi sento come oppresso internamente,
ed anche voi mi dite che lo siete;
ma da dove mi venga quest'umore,
dov'io l'abbia trovato,
come ci sia caduto, di che è fatto,
da che nasce, lo devo ancora apprendere;
m'intorpidisce a tal punto lo spirito
che stento a riconoscere me stesso.
Salerio -
È che tu col pensiero
navighi avanti e indietro per l'oceano,
là dove le tue belle ragusine([1])
con le loro imponenti velature
a somiglianza di grandi signori
e impettiti borghesi sopra i flutti,
o di carri d'un gran corteo marino,([2])
riguardano dall'alto
con sufficienza i più modesti barchi
che fanno loro riverente ossequio
nel vederle sfilare velocissime
sull'ali delle ben tessute vele.
Solanio -
Credimi, amico, avessi anch'io davanti,
come te, una simile ventura,
la miglior parte delle mie passioni
navigherebbe con le mie speranze,
lontano; e starei lì ogni momento
a strappar dal terreno fili d'erba([3])
per veder da che parte spira il vento,
e a consultar su tutti i portolani
i moli, le gittate, gli ancoraggi;
e il pensiero di ogni circostanza
che mi potesse far temer pericolo
alle mie mercanzie,
mi renderebbe certamente triste.
Salerio -
Per me, anche il mio fiato,
a soffiarlo per raffreddare il brodo,
mi soffierebbe la febbre terzana
se dovessi pensare a qual disastro
mi potrebbe produrre stando in mare
un vento troppo forte.
Non potrei veder scorrere la sabbia
d'una clessidra senza che il pensiero
mi trasportasse a secche e bassifondi,
e mi facesse vedere il mio "Andrea"
carico di preziosa mercanzia
andarsi ad incagliare nella sabbia,
gli alti suoi alberi tutti inclinati
ad altezza più bassa del suo bordo,
quasi a baciar la sua liquida tomba.
Se entrassi in una chiesa,
al vedere la pietra di che è fatto
comunemente quel sacro edificio,
come farei a non pensare subito
al pericolo di sporgenti rocce
che, toccando soltanto la fiancata
dell'agil mio vascello,
mandassero sull'acque sparpagliate,
tutte quante le spezie del suo carico,
rivestissero l'acque rumorose
delle mie sete, e facessero, insomma,
di tutto quello ch'era poco prima
una grande ricchezza, ora più nulla?
Come, farei, pensando a un tal pericolo,
a non pensare che se una tal cosa
mi capitasse, mi farebbe triste?
So perché Antonio è triste:
perch'egli pensa alle sue mercanzie.
Antonio -
No, no, credetemi: riguardo a questo,
posso ben ringraziare la mia sorte:
le mie merci non son tutte stivate
nel ventre d'una sola ragusina,
né tutte destinate ad un sol luogo,
né dipende l'intera mia sostanza
dalla buona fortuna di quest'anno.
Non è pertanto la mia mercanzia
a procurarmi questo triste umore.
Salerio -
Vuol dire allora che sei innamorato.
26.4.13
12.4.13
Quello che non...
E' arrivata la primavera..in Italia..Qui non fa differenza, a parte per quel giorno di equinozio, in cui la temperatura e' salita a 35 gradi, per qualche ragione astronomica che ignoro..E ancora piu' strano e' che a me e' venuta la malinconia e il torpore malinconico della primavera, misto al solito entusiasmo e saliscendi di gioia pazzia malinconia e amore...si mi manca un albero di peschi in fiore, la camp
agna con i rolloni di grano gialli, la via Emilia con le rose davanti alle viti, la sagra di Pentecoste, la sagra dei garganelli, dei tortellini e di tutti quei sapori di ex casa mia..
Prendere un caffe' con la schiumina al Grillo, sentire il gong dell'orologio alle 9 del mattino quando e' ancora fresco e il tramonto sui calanchi, beh, sarebbe un'altra vita..
Fare l'amore dopo una corsa in moto, ed io come un ciliegio che abbraccia la vite, nell'erba, tra i filari, quella gioventu' soffiata come un tarassaco al vento non piu' giallo, bruciata come un cannone al Diaterna, come una bolla di sapone delle mie vite bambine, parte di me, amori miei, perfette Viola e Penelope nella loro esistenza, mamma e babbo nel mio cuore, nei ricordi in campagna a Zello, sugli alberi a raccogliere i frutti, con un cane setter, e la mamma che sempre strappava i rami del fiore di pesco e li metteva in un vaso per giorni, e il profumo lo ricordo ancora..
27.3.13
Colori e sapori..
Finally im painting..Coi colori che mi sfumano davanti alla sera, sempre in quella linea breve e veloce che scorre all'orizzonte e dove si fissano per un attimo i miei colori preferiti, l'ora del mio
pensiero profondo anche in mezzo alla gente, alla famiglia alla sera immersa.
Mi affeziono cosi tanto a questi occhi a mandorla e alle pelli color ambra, alle filippine e indonesiane che tengono tanta cura delle case e delle famiglie, come la nostra Loveleen.
Le madri indiane nei loro sari scintillanti con gli occhi neri cosi' profondi, un circolo di emigrati senza troppa malinconia, solo sapori, colori vecchi e tinte nuove, little India odora di terra, il fiume e' un brodo di caffe' al tramonto, i cinesi scaracciano peggio dei romagnoli, lo sputo e' vietato dalla legge, anche le gommine, le mamme sono la cosa piu' dolce del mondo.
Vicino ad un tempio pagoda di tutti i toni dei rosa ho incontrato un branco di cani neri che mi sembravano affamati vicino al mercato, l'ipad ovunque, qualcuno che legge ancora un libro di carta, ma chi se frega, immaginare ed essere nati con la dipendenza ad immaginare..e' solo un sogno..
Leggi, come una lettera di carta
La tua bellezza amara: che si offre, incombente, come una teofania, uno splendore di perla;
mentre, in realtà, tu sei lontana.
Appari dove si crede, si lavora, ci si dà da fare :
ma sei dove non si crede, non si lavora, non ci si dà da fare. Richiamata qua da un obbligo
che (chissà perchè) si ha vivendo,
resta la realtà della tua lontananza,
come una lastra di vetro fra te e il mondo.
Senza che ce lo siamo mai detto (dato il selvaggio pudore)
la mia anima era spesso con te, dietro quel vetro.
PP Pasolini a Silvana Mangano
9.3.13
Tic tac..like a heart..
Il parchetto vuoto senza bimbi, lezioni di piano per una bimba cinese, odore di fritto da una parte, la lavatrice che va e le divise della scuola stese..Quando la pioggia scandisce anche il tempo, dei giochi, della musica, degli odori dell'erba fresca e delle palme che sgocciolan a tempo di una fantasia. E gli uccelli urlano, nell'eco.
25.2.13
16.2.13
Singapore art
Siamo stati alla fiera d'arte contemporanea di SIngapore, negli stessi giorni di Arte Fiera, erano davvero due mondi paralleli e in contrasto, qui si moriva dal freddo, dentro, e fuori 30 gradi, a Bologna ricordo invece sempre un caldo soffocante dentro la fiera, a cui non mancavo mai. Gli stand, le stesse luci al neon, i cartelli delle gallerie e tanti artisti italiani, ma qui si muove in fretta come le nuvole nel vento questa arte contemporanea, questa potenza che e' l'Asia piu' nitida e tersa della mia Bologna, cosi' come le Gillman Barracks, vecchie baracche di pescatori convertite a spazi per arte comtemporanea, con ceramiche e porcellane da far invidia seria alla mia Faenza.
Si sente questa potenza, questa perfezione ovunque, questa ostentazione alla grandezza.
Si sente questa potenza, questa perfezione ovunque, questa ostentazione alla grandezza.
The view..
Ecco cosa vedo tutte le mattine appena sveglia, dalla sala da pranzo, con il mio asian coffe in bustina, quando tutti dormono ancora e preparo la colazione alle babbuine, con l'ipad sotto gli occhi, su facebook e per le ultime news, dove in Italia vanno a letto e qui ci svegliamo, con le nuvole oggi, ma con una rapida svolta nel corso delle ore; la strada e' profumata di erba fresca e di ibiscus sulla cima degli alberi, le rane toro cantano anche al mattino presto, ed era tanto che cercavo un posto cosi' in cui svegliarmi..
8.2.13
EPOCA...
Il Clan Destino a Faenza e' stata un'epoca per me, da quando ci andavo a scuola di fianco e dentro a imparare a fumare, a condividere e a progettare tavole per il Ballardini, ancora di fianco, al Mic con i cinesi per i workshop, a mangiare solo noi il giorno di chiusura artistici piatti, ma soprattutto con le mie amiche per le serate piu' grandiose e memorabili..parlando della vita in ogni nota..
Epoca e' un video girato al Clan da Dulcamara, e nei miei adorati e poetici calanchi, con le parole di un'epoca cosi' nostra, che non c'e' piu' e chi ci ha formati nel carattere e in questa poetica vita di cime di monti o di fumi bassi, di amori lasciati e di musica inebriante che ci faceva ballare, cantare e buttare fuori l'aria, ad aspettare al freddo,perche' sperare e illuderci ci faceva sentire vive e anche oggi e' lo stesso..e ci sono ancora le mie amiche..anche nel video!
1.2.13
Vita da campus
Non poteva esserci posto piu' perfetto di questo, per scorrere la propria vita con dei bambini e una nuova vita da crescere..
In questa isola che ha in faccia l'equatore, questa terra senza stagioni dove e' sempre estate, tra il parchetto sotto casa, gli alberi con le babbuine e i colibri' di tutti i colori, lo zoo dove sono appena nati i panda!! La piscina a tre minuti da casa e l'asilo inglese/ mandarino Montessori! A perfect mix dove le mie babbuine sembrano vivere il loro piccolo grande sogno di essere personcine libere, di correre e volare con la fantasia senza limiti, tanto che Viola passando anche i limiti della materia umana, ogni tanto mi dice: mamma riprendiamo l'aereo ancora, e diamo una botta al cielo!
Viola costruisce casette di carta, ora tutte sominglianti a casette cinesi, senza l'aiuto di nessuno, solo la sua fantasia e realta' attraverso i suoi occhi..
Mangiamo frutti dai colori esaltanti, dalle forme srtabilianti, frutti a stella, noci di cocco con la cannuccia e dolcissimi mango e papaya anche frullati..
Guardiamo le palme altissime la sera folleggiare tra la brezza e le stelle, quella luna sempre tonda ogni volta che passa e cresce il sogno, di una vita perfetta, del lusso delle cose semplici e potercene sfamare, senza paura, senza tornare indietro o voltarci indietro, perche' l'amore non ha facce diverse, ma la stesso succo dolce da inghiottire, in qualunque forma sia; ora cresce con Lucrezia dentro la mia pancia, una luna quasi piena per il mese di maggio, a cui penso sempre restare tra me e un sogno.
14.1.13
Tra le nuvole..
Eccoci qua, ancora levitanti dal jet lag, il viaggio tra le nuvole bianche e rigonfie di pensieri, la partenza rincorsa tra lenzuola sopra i mobili e polvere sui vecchi libri.
Per arrivare in questa terra di sorrisi, palme che arrivano al quinto piano, palazzi, pagode, verde e grigio, sole e sprazzi di luce alla velocita' del tempo di arrivo.
4.1.13
Fuga a Singapore
Un po' fuggire un po' viaggiare, questa e' il percorso della vita; si fugge quando gli orizzonti diventano piatti, le prospettive diventano piccole, si viaggia per scoprire cosa c' e' al di la' del cielo, delle montagne e del mare che attraversiamo.
In certi miei pensieri rimane la muffa dell' Universita' di Bologna, la nebbia della sera e del mattino di brina, ma anche certi vecchi mattoni illuminati dal sole, come il campanile di San Domenico che guardavo stamattina, che si mescolera' ad architetture nuove e vetrate dai riflessi cangianti, di pioggia o di sole, ma soprattutto di grandezze a cui non sono abituata; fuggiro', nel mio adorato caos, eclissandomi alla gente, nei mercati, nei quartieri indiani e cinesi e viaggiando nella fantasia dei libri di Salgari che mi leggeva mio babbo; salira' la marea appena vorro' tornare un giorno a casa, quella casa che non era il mio sogno ma quello di mio padre, ed io saro' nello stesso libro sfogliata di emozioni ricordando casa, la malinconia del fuggire e del restare.
20.12.12
Malafeeeeemmenaaaaa!!!
10.12.12
Saluto Atene...
E mi spiace lasciare cose, e non mi dispiace lasciarne altre:
Gli alberi di portokalia ovunque
Il muro di Kalimarmaro di fianco a me
Gli ulivi che brillano al sole
Le case con l'intonaco bianco nuovo e quelle basse e distrutte
Le case di Plaka
Il cielo di Thission
Capo Sounio
La paidakia di Evia
Le domeniche da Valentina e Memos
La scuola delle bimbe e kiria Vasso
Le melanzane
Lo slalon per le strade per non pestare una cacca
La porchetta nelle vetrine di plastica in strada
I piccioni maledetti sempre!
Gli zingari bambini che suonano la fisarmonica
I dolci greci
Il muro di Kalimarmaro di fianco a me
Gli ulivi che brillano al sole
Le case con l'intonaco bianco nuovo e quelle basse e distrutte
Le case di Plaka
Il cielo di Thission
Capo Sounio
La paidakia di Evia
Le domeniche da Valentina e Memos
La scuola delle bimbe e kiria Vasso
Le melanzane
Lo slalon per le strade per non pestare una cacca
La porchetta nelle vetrine di plastica in strada
I piccioni maledetti sempre!
Gli zingari bambini che suonano la fisarmonica
I dolci greci
1.12.12
La Cina e' vicina..
con meduproject...Dove abbiamo passato giorni memorabili tra Faenza e la ceramica, Venezia e lo shopping maratona Prada...
Adorabili ominidi scherzosi, pieni di pathos e di poesia, stacanovisti e idealisti, che adorano i bambini, con la finezza e l'arte in ogni gesto come per una cerimonia del te', beoni a scommessa che diventa la sfida alla vita o alla morte, facendo alla bavarese con bicchieroni di vino rosso e disgustatori di gelato e dolci, attenti a tutto e pregnanti come spugne di bellezza che li circonda e che fanno loro all'istante, dei piccoli angeli li chiamerei, pieni di arte e curiosi di vita, una spendida cultura, tra umorismo macabro, brindisi all'ultima goccia per l'onore e mani per costruire ogni sogno possibile.
Cuoghi Corsello, Pea Brain e le altre realta' magiche bolognesi...
La prima volta li ho incontrati ad Arte fiera del 2002 , ma non sapevo di averli gia' incontrati x le strade di Bologna mille volte, nei muri, alla stazione, nello loro tag croniche dell'ochetta Pea Brain, proprio nella linea Bologna Venezia, della bambina folletto dalle orecchie grandi SUF, come sufficiente, : perche' e' difficile la calligrafia", come CK8, cane cotto.
Per caso e per le strade del destino, niente e' mai per caso, una delle loro prime mostre, non a caso chiamata "Traviata" una delle mie opere preferite, e' stata edita da mio zio Campanotto Editore in un suo catalogo..e neanche loro sapevano chi era l'editore fino a che non ci siamo scambiati due impressioni allo stand di mio zio mentre gli davo una mano coi libri.
La vita di questi due artisti a Bologna e'ormai famosa: occupano e vivono nelle ex fabbriche della FIAT, creando mondi magici, dove questi luoghi prendono nomi fantastici e leggendari, come
Bucintoro, Cime Tempestose...Vivono per creare e creare vivendo, non separando il lavoro dall'artista ne l'artista dalla vita; dormono e vivono dentro queste fabbriche in case di cellofan come fossero loro
delle piante da crescere, e l'opera stessa e' la casa di cellofan, curata nei minimi dettagli con mobili
direcupero, pezzi industriali che diventano design totale e funzionale, un letto che funge da letto e da fioriera, le case di cellofan 1 e 2 e forse 3 e 4 che cambiano con le stagioni i loro arredi.
Alla FIAT le opere piu' industriali, fatte con pezzi ritrovati e anche con una vecchia FIAT
abbamdonata dagli zingari nel parcheggio, ma ancora la pittura spray, le fotografie tra natura e progresso umano,osannato dall'arte e dalla poesia totale.
E ancora opere scritte con l'anima e la passione. Palloncini che levitano con la scritta Degrado, da cui nasce anche il fumetto di nonno Degrado, lampadari a terra e poesia visiva come neve e un archivio fotografico di ogni mondo vissuto dettagliatamente in ogni angolo di grazia e dipinto di un'idea, come la barca -gondola ' "schifio" una trasformazione genetica di un essere meta' maligo e meta' salvatore, opera presentata in una grande mostra, vandalizzata al loro quartier generale Mazzini, nuovo regno delle creazioni e poi spinta e donata ad un parco della citta' di Bologna in una performance primitiva
Ancora la dolcezza ammiccante e giornaliera di piccole signorine graficamente perfette disegnate al computer ed elargite ogni giorno su facebook in nuove pose pornografiche e fruite da tutti, rinate dalla loro stampa su materiale destinato ai mortarini del cimitero..
Per caso e per le strade del destino, niente e' mai per caso, una delle loro prime mostre, non a caso chiamata "Traviata" una delle mie opere preferite, e' stata edita da mio zio Campanotto Editore in un suo catalogo..e neanche loro sapevano chi era l'editore fino a che non ci siamo scambiati due impressioni allo stand di mio zio mentre gli davo una mano coi libri.
La vita di questi due artisti a Bologna e'ormai famosa: occupano e vivono nelle ex fabbriche della FIAT, creando mondi magici, dove questi luoghi prendono nomi fantastici e leggendari, come
Bucintoro, Cime Tempestose...Vivono per creare e creare vivendo, non separando il lavoro dall'artista ne l'artista dalla vita; dormono e vivono dentro queste fabbriche in case di cellofan come fossero loro
delle piante da crescere, e l'opera stessa e' la casa di cellofan, curata nei minimi dettagli con mobili
direcupero, pezzi industriali che diventano design totale e funzionale, un letto che funge da letto e da fioriera, le case di cellofan 1 e 2 e forse 3 e 4 che cambiano con le stagioni i loro arredi.
Alla FIAT le opere piu' industriali, fatte con pezzi ritrovati e anche con una vecchia FIAT
abbamdonata dagli zingari nel parcheggio, ma ancora la pittura spray, le fotografie tra natura e progresso umano,osannato dall'arte e dalla poesia totale.
Ancora la dolcezza ammiccante e giornaliera di piccole signorine graficamente perfette disegnate al computer ed elargite ogni giorno su facebook in nuove pose pornografiche e fruite da tutti, rinate dalla loro stampa su materiale destinato ai mortarini del cimitero..
E altre bellissime, specialisime opere, a centinaia con una loro storia che non ho citato ma che scopro anch'io di anno e in giorno seguendo altre strade dopo quella della ferrovia che mi ha dato anche la nascita.Talento e vita che e' arte e scusate P.b. e CK8 che questa e' solo la mia piccola realta' nell'ammirarvi,vite contemporanee sul mio binario parallelo, grazie e con gli occhi brillanti delle vostre idee e sogni ad occhi aperti sul mondo.
26.11.12
Le mie malinconie..
Il cielo bianco d'inverno
Il cinema modernissimo all'aperto
Il campo da rugby prima della partita
La notte di capodanno a diciassette anni
Il vin santo prezioso
I jeans a campana, le clarks marroncine, il barbour marrone
I concerti di Guccini
La pioggia in piazza San Petronio
Le corse fino alla tazione di Bologna
I graffiti "Pea Brain" sui muri lungo la stazione di Bologna
La promessa di portarmi al mercatino di Santa Lucia
Le luci di Natale a forma di fiocco
Il fumo di sigarette e il fumo dei joint, l'odore dei joint
I discorsi dei vecchi nel bar
Il mare all'alba dopo una notte brava
Dormire stretti dentro una tenda
Dormire dentro una barca
Il fiume Diaterna nudi
I cinghiali che mangiavano dagli zaini e le scodelle da militare
Le nuvole che si muovevano e accorgersene
Il gioco di cosa sono le nuvole
La casa del Piratello e l'odore dei maiali, della vernice e dell'olio delle macchine
I libri di poesia di Campanotto
I giochi e i ricordi messi dietro al muro
Le foto incorniciate
Le mansarde e la luce che viene dai velux
Le lune piene nello stesso cielo
Il viaggio in Messico che non ho fatto
La neve al parco Europa
Il non seguire e il non restare
Aver fatto dubitare l'amore
Il cinema modernissimo all'aperto
Il campo da rugby prima della partita
La notte di capodanno a diciassette anni
Il vin santo prezioso
I jeans a campana, le clarks marroncine, il barbour marrone
I concerti di Guccini
La pioggia in piazza San Petronio
Le corse fino alla tazione di Bologna
I graffiti "Pea Brain" sui muri lungo la stazione di Bologna
La promessa di portarmi al mercatino di Santa Lucia
Le luci di Natale a forma di fiocco
Il fumo di sigarette e il fumo dei joint, l'odore dei joint
I discorsi dei vecchi nel bar
Il mare all'alba dopo una notte brava
Dormire stretti dentro una tenda
Dormire dentro una barca
Il fiume Diaterna nudi
I cinghiali che mangiavano dagli zaini e le scodelle da militare
Le nuvole che si muovevano e accorgersene
Il gioco di cosa sono le nuvole
La casa del Piratello e l'odore dei maiali, della vernice e dell'olio delle macchine
I libri di poesia di Campanotto
I giochi e i ricordi messi dietro al muro
Le foto incorniciate
Le mansarde e la luce che viene dai velux
Le lune piene nello stesso cielo
Il viaggio in Messico che non ho fatto
La neve al parco Europa
Il non seguire e il non restare
Aver fatto dubitare l'amore
Il Te' Nel Deserto, the Sheltering Sky...
Il film della mia adolescenza, poi il libro, visto e letto come essere "laggiù, oltre le dune una linea sottile unisce la tua terra al cielo. Il tuo orizzonte è un richiamo irresistibile verso l'ignoto.
Molte terre sono attraenti, ma nessun occhio ha mai contemplato una bellezza come la tua. Non so se è il cielo che si china fino a te, o se sei tu che ti innalzi fino a lui"
Ricordo quel pomeriggio in cui lo guardai in cassetta nel vhs, lo avevo registrato da rete 4, quei pomeriggi in cui si raccontano i sogni e le speranze, quando qualcuno ti chiama al telefono e ti invita a casa, quando si guardano nel divano con una vecchia coperta, quando si canticchia un ritornello e il tempo si e' fermato in un pomeriggio che ci ha cambiato la vita.
Ricordo quel pomeriggio in cui lo guardai in cassetta nel vhs, lo avevo registrato da rete 4, quei pomeriggi in cui si raccontano i sogni e le speranze, quando qualcuno ti chiama al telefono e ti invita a casa, quando si guardano nel divano con una vecchia coperta, quando si canticchia un ritornello e il tempo si e' fermato in un pomeriggio che ci ha cambiato la vita.
Cape Sounio...
Era dal 99 che non salivo su..dalla gita con Takis...
Allora era estate, arrivavamo da Atene con un caldo impossibile, mentre qua, nel tempio di Poseidone tirava sempre un'arietta fantastica e oggi, 25 novembre era la stessapiacevole brezza sul viso, accompagnata ovviamente dal sole caldo di questa mia sempre Grecia..
E poi unagiornata d'inverno col sole il mare e questo cielo blu e' impagabile..
10.11.12
Riflessi...
Da una parte l'antico monumento e dall'altra il monumentale contemporaneo, il paradosso di due riflessi e diverse realta'. Questo museo in tre parti modulate come una statua, ma come nel mistero e nell'alchimia di una chimera, nel richiamo di una gorgona, che galleggia in superficie nella base visibile degli scavi archeologici per puntare al cielo azzurro che fa da specchio non delineando una linea precisa, nel tutto lineare di questi pilastri esili di cemento armato. Al piano di mezzo una bellissima terrazza che fa da caffetteria con un mordido cappuccino, torta di mele alla greca e piante di ulivo e rosmarino sui tavoli, l'aria sembra cosi' pulita dal traffico vicino, tersa, libera la passeggiata che attornia le case con le verande e le rampicanti di buganville, qualche cane grasso riposa sulle pietre antiche e moderne, con la musica dei soliti zingarelli con la fisarmonica di carta colorata, i pistacchi turchi, il croccante che brucia nella piastra rotante che si riflette negli occhi di un bambino, nel cane che annusa in disparte, tra il fregio degli alberi,le linee dell'Acropoli, le nuvole dello zucchero filato. Quanti riflessi che non sono mai uguali alla realta' e questa storia da una parte non esiste.
1.11.12
Ad Atene ancora una volta
Sembra ieri la mia prima volta qui, nel 99, sempre di ottobre con la giacchetta di cotone che a mezzogiorno fa caldo..con i sandali greci comprati a Monastiraki, e gli stessi passi e passaggi di questa metropoli che e' diventata il mio mondo per molti anni.
Dopo l'ennesima traversata in mare, perche' sempre il mare e' la mia via preferita, che ti conduce a un porto col suono di una sirena, con l'odore del pesce e la liberta' dei gabbiani.
Dopo un OUZO ME PAGO al tramonto rosa, alle strade piene di sassi e genti..
Riparto da un barettino abbastanza turistico che e' come casa mia..
Ma con lettere diverse, profumi diversi, persone diverse..Anche solo se qualcuno di loro forse ci e' passato di qui, in una gita scolastica, in un breve stop per l'isola delle vacanze, con uno zaino e con la maglietta di un concerto, ma non avranno visto mai con i miei occhi le stesse cose..
E' novembre ora e l'aria e' ancora tiepida, i raggi del sole sono quasi cocenti e sbrogliano le foglie di ulivi luccicanti come pianeti, si sente l'odore delle nektarines, alberi che fanno delle arance non arance usate per marmellate o candite per il caffe'!
Quel caffe' di fondo ribollito nel suo bricco di rame, cosi' turco, cosi; amabile anche se all'inizio ti sembra aspro, per essere bevuto piano come una storia da rileggere e che continua ad essere sfogliata.
17.10.12
Chi sono, la mia storia.
Sono nata l'8 settembre del 1977, date storiche nei giorni e negli anni. Dopo un parto travagliato e anticipato e per questo la mia mamma non aveva i vestitini all'ospedale e mi hanno messo i vestiti di cicciobello di mio fratello. Dopo un difficile parto cesario sono venuta al mondo, non dormivo la notte e la vicina di casa sbatteva col manico della scopa dal piano di sotto. La mia infanzia e' trascorsa in gran parte con le cure della nonna e lunghi periodi nella sua casa in campagna vicino a Piratello, con avventure bucoliche in mezzo a campi di grano dorati, resina sugli alberi e lucertole sulla ghiaia, petali di rose lasciate alle processioni della madonna e l'asilo con le suorine buone. Piu' avanti crescevo e guocavo acora in campagna, nel podere di Zello, dove sentivo il sapore delle pesche col pelo, dell'uva e del mosto a settembre, giocavo con decine di gattini e pulcini appena nati, guardavo il maiale che periodicamente andava al macello e il suo pianto stridulo, dei campi ancora piu' grandi e con le zolle di terra dove babbo cercava antiche monete e io trovavo solo cartucce di cacciatori, di li il fiume, la terra argillosa," il Palazzo" e la "Brilla" le due case nel
podere e i contadini con tradizioni antiche che mi toglievano il mio primo dentino con un filo attaccato alla porta. Per sempre quel dento e' rimasto storto.Il meraviglioso bosco di edera, noci, quercie e ciliegie. Le lunghe estati li e in Sardegna, una terra che non capivo, che mi dava amarezza per i suoi grandi spazi bruciati e le maschere inquietanti dei mammutones, insieme ai desolati nuraghes cui eravamo
obbligati a visitare per tutta la Sardegna per la fame culturale di mio padre che trovandosi in mezzo
al niente doveva fagocitarsi anche solo di 4 pietre malamdate.Solo il mare mi dava grazia e appetitto
di vita. Le scuole elementari con una maestra severa dal grembiule nero i capelli gialli e due fondi di
bottiglia che ho imparato ad amare dopo anni. Le scuole medie cosi povere di poesia e piene di genti misere e di bimbi cattivi, piccoli delinquentelli, servizi sociali, sempre seguendo la strada di mio fratello, nella stessa sezione con gli stessi prof, la sorella di..speriamo brava come suo fratello. "Ah i
fratelli Minganti! Quando mamma andava a sentire dai prof era quando voleva sentirsi bene diceva. Ma li la prima grande verita' della vita: la morte; moriva a 14 anni il nostro compagno di classe
Matteo, in motorino, mentre andava all'allenamento di rugby, cosi' in un attimo, l'adolescenza finiva.
Moriva la nonna. Ero innamorata di PierFrancesco, Filippo, Raffo, rotolavamo di nuovo in campagna sui tre monti e incominciavo a fumare e a farmi le canne. Ad ascoltare i Doors, i Led Zeppelin, Guccini, i Queen nei dischi di vinile. Iniziavo il Ballardini la mia liberazione, la mia finestra sul
mondo, con le compagne piu' speciali della terra, trovando come delle sorelle, una famiglia, un
gruppo. Ma leggevo poesia e saggi dei piu' pessimistici. A Faenza, mentre a Imola avevo il gruppo
del rugby, il bar Fiumi e una citta' contro, il primo grande amore: Simone, poi Raffo di nuovo, Cecco, Nic e il tempo di diventare grande e iniziare l'Accademia. Gabri, e tormentosi anni di Gabri, di Otello, di Francesco, Keren e Andrea, anni scialacquati. Fino a quando non ho trovato il coraggio di Andarmene.Fino a Roma passando per la Toscana da sola, a trovare il sogno di un attore di teatro, Pietro. In Spagna, a seguire come hostes l'orchestra di Londra per un tour di un mese in tutta la
Spagna. Al mio erasmus di 9 mesi ad Atene, da cui forse non sono mai tornata. E ll continuo muoversi insieme al mio compagno di vita a cui devo tutto; tanta strada insieme dai vent'anni in cui l'ho conosciuto al fiume mentre gli piangevo sulla spalla per Gabri, dalla Grecia del sud in cui mi ha aperto le porte di un castello, donandomi i tesori della terra, la magia del mare e la gioia che da la luce del sole. Passando per la musica di Vienna e le salsicce in strada, le citta' medioevali piu' belle, l'oro di Venezia e la neve di Princeton, tre figlie meravigliose e l'Asia immensa e colorata da
assaporare nei suoi mille sapori. La mia eterna malinconia e la pace dei miei genitori in un mondo
che non sara' mai bello quanto questo. Ma con la sensazione di essere tanto tanto amata da loro.
Marcel Duchamp Fountain 1913
Il design è pensiero, idea, sogno e il ready made è ARTE, luccichio della mente, istinto, bellezza secondo un altro punto di vista.
L'oggetto diventa animato
Alcuni "oggetti" che vorrei circondassero la mia vita, o passassero per un pò..
http://www.hollo.it/hollo/c159-moon-golf/
PROGETTO PHOTO EXHIBITION IN ATHENS
"DODICI ANNI FA Sthn Athina.."
RELAZIONE POETICA:
Le mie foto erano analogiche, i luoghi gli stessi e cambiati solo di poche sfumature, le stampe erano curate una ad una con mani e carte che oggi si fatica a trovare, di negativi pregnanti di acido, di bianco e nero, ma soprattutto di luce della stessa Luce di oggi. Pagavo in Drakmes i materiali e all'Accademia Kalon Teknon il laboratorio era ben servito.
Le strade e per le strade entravano le foto che volevo rimanessero nella mia strada di pensiero: i grandi cartelli pubblicitari che proponevano quella realtà sognante, le persone di tutti i giorni al lavoro, a passeggio, a chiedere l'elemosina, cambiavano lentamente e solo per caso cambiavano strada, il mercato con i suoi odori e sapori che sentivo anche in una stampa dopo anni, l'allegria la musica e la spensieratezza di una Grecia che viveva di festa senza preoccuparsi del domani.
Oggi cerco di riempire i cartelli pubblicitari vuoti, vietati dalla stato, forse per ultimi proprio in Grecia;
riordino le bancarelle del mercato della carne ora diventati meno orientali e più "europei"
ritorno in Odos Athinas, Aiouli, Apollonos, per le stampe digitali che non lasciano più spazio neanche ai rullini in bianco e nero.
Rivedo Exarchia e il Parlamento mischiati negli stessi colori: fumo, sangue, bombolette spray e marmo incagliati in un presente nero senza petrolio.
La metropolitana che inaugurò al mio arrivo qui, vorrei contenesse oltre che ai meravigliosi reperti archeologici, anche un passato prossimo che scorre così diverso in questa alta velocità di Europa sempre più arricchita da arabi, russi, albanesi, rumeni che fanno di quell'Atene una torre di Babele,
dove le mie foto sembrerebbero molto più antiche.
Le due facce di una drakma nello stessa moneta diversa ad ogni paese, foto fissate a luci che si accendono allo scorrere di chi si ferma a guardare e a cercare di capire.
PROGETTO
Mostra itinerante di fotografie analogiche del periodo 2000 -2001 scattate ad Atene in un viaggio borsa di studio "Erasmus"
Luoghi della mostra: Istituto Italiano, Metropolitana, cartellone pubblicitario importato dalla strada e posto a Monastiraki.
Materiale di esposizione: 12 Forex 70x100- 12 banchi illuminati a parete 70x 100 , 1 Stampa pubblicitaria di grandi dimensioni, Polaroid destinate a scomparire in giro per Atene..
RELAZIONE POETICA:
Le mie foto erano analogiche, i luoghi gli stessi e cambiati solo di poche sfumature, le stampe erano curate una ad una con mani e carte che oggi si fatica a trovare, di negativi pregnanti di acido, di bianco e nero, ma soprattutto di luce della stessa Luce di oggi. Pagavo in Drakmes i materiali e all'Accademia Kalon Teknon il laboratorio era ben servito.
Le strade e per le strade entravano le foto che volevo rimanessero nella mia strada di pensiero: i grandi cartelli pubblicitari che proponevano quella realtà sognante, le persone di tutti i giorni al lavoro, a passeggio, a chiedere l'elemosina, cambiavano lentamente e solo per caso cambiavano strada, il mercato con i suoi odori e sapori che sentivo anche in una stampa dopo anni, l'allegria la musica e la spensieratezza di una Grecia che viveva di festa senza preoccuparsi del domani.
Oggi cerco di riempire i cartelli pubblicitari vuoti, vietati dalla stato, forse per ultimi proprio in Grecia;
riordino le bancarelle del mercato della carne ora diventati meno orientali e più "europei"
ritorno in Odos Athinas, Aiouli, Apollonos, per le stampe digitali che non lasciano più spazio neanche ai rullini in bianco e nero.
Rivedo Exarchia e il Parlamento mischiati negli stessi colori: fumo, sangue, bombolette spray e marmo incagliati in un presente nero senza petrolio.
La metropolitana che inaugurò al mio arrivo qui, vorrei contenesse oltre che ai meravigliosi reperti archeologici, anche un passato prossimo che scorre così diverso in questa alta velocità di Europa sempre più arricchita da arabi, russi, albanesi, rumeni che fanno di quell'Atene una torre di Babele,
dove le mie foto sembrerebbero molto più antiche.
Le due facce di una drakma nello stessa moneta diversa ad ogni paese, foto fissate a luci che si accendono allo scorrere di chi si ferma a guardare e a cercare di capire.
PROGETTO
Mostra itinerante di fotografie analogiche del periodo 2000 -2001 scattate ad Atene in un viaggio borsa di studio "Erasmus"
Luoghi della mostra: Istituto Italiano, Metropolitana, cartellone pubblicitario importato dalla strada e posto a Monastiraki.
Materiale di esposizione: 12 Forex 70x100- 12 banchi illuminati a parete 70x 100 , 1 Stampa pubblicitaria di grandi dimensioni, Polaroid destinate a scomparire in giro per Atene..
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