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11.7.13

Piccola citta'

Sono andata a nuotare stamattina presto, avevo voglia di sentire di nuovo il silenzio, di continuare l'oblio della notte e rinfrescarmi il corpo, avevo voglia di sentire la bambina prodigio pianista suonare alle 8 di mattina la sinfonia nm 9 di Chopin che e' ancora un notturno, che lei suona ogni santo giorno! C'era yeye sopra lo scivolo a sonnecchiare, il nonno di Chen Chen che si sveglia presto e le solite unties a pulire la playground, e ovviamente il bambino indiano "qualcuno volo' sul nido del cuculo"
Mi sto abituando a questi gusti asiatici, a una zuppa calda dopo la nuotata alla canteen 2, verdure e tofu self service che si mette a bollire al momento e ti da energia e vitalita'. Al coffe' lungo con la crema di latte liofilizzata, la pronuncia esatta e' KOPI!
Ai toast con la salsa verdina della pianta tipica malesiana. Sono in un'isola felice, dove tutto questo costa davvero poco e si fa una vita di quartiere e di "condominio" anch'io sono cresciuta in un cortile sotto ad un palazzo come questo, la scala A e la scala B e ogni appartameto conteneva un piccolo essere umano diverso che sarebbe diventato poi per esempio: Xella il poeta, Acido il dj di Ny, Bisca, mio cugino il giornalista, Capra la prof con la passione british, Ciabattino ( che girava sempre in ciabattine) un cittadino del mondo..chi l'avrebbe mai detto! E mi diverto a ammiginare dove andranno le babbuine, se torneranno in Italia o chissa' dove.
Ma in questo piccolo mondo e' contenuto tutto il mondo, certo i cinesi ci battono sempre, in maggioranza, nella musica, nell'educazione, ma abbiamo anche l'odore del curry dalle cucine indiane, con l'incenso e i colori per la fronte, ci sono gli inglesi che dominano sempre, una turca sposata con un irlandese, una messicana con un italiano, un russo con una cinese, una cinese con un austriaco che mi dice "Bongiorno"la mattina, e i bellissimi figli meticci in questo spazio grande come il centro di Imola, senza essere mai in guerra tra di loro come con gli arabi al bar Cosimo o i cinesi che
comprano il bar Cosimo. Qui c'e' un senso di pace, di dittatura e regole che funzionano, lasciamo la porta aperta e ci fidiamo delle filippine che diventano parte della famiglia e la domenica vanno a messa tutte insieme e si tirano a lustro per la giornata libera, in Orchard plaza a chacarare..
Mi sono inflippata con lo yoga, ovvio, perche' da dove nascono le cose si sente piu' forte il legame, la meditazione che raggiunge il corpo, la pace in ordine di regole e io cerco sempre la regola perche' ne ho bisogno. Cosi faccio anche yoga 3 o 4 volte alla settimana e meditazione per pregare, perche' ne ho bisogno, sempre.
Eccomi, avevo i codini castani e il mio dentino storto mentre giocavo a nascondino o a "pastroz" con la terra e il fango del cortile, poi c'e' stato Chernobil e non si poteva piu' uscire in cortile, come qui con l'haze per 10 gg..ma dopo la tempesta e' tornato il sole e stiamo a penzoloni guardando dall'altra parte del mondo, e devo ringraziare sempre per come siamo riusciti a capovolgere tutto, e continuare ad amare, sempre.




2.7.13

Un posto incredibile...



Di nuovo mi si pone la domanda, il posto in cui vivere, e io non so rispondere..mi immaginavo in un
palazzo di vetro a Porto Marghera a guardare San Marco ieri, quel progetto tanto discusso di Pier CArdin..Cosi' come la playground qui sotto e la voglia di arrampicarsi di Viola, di guardare gli alberi che si muovono di M.Lucrezia, e Pepe nella sua scuola Montessori. Cosi come la Concession France a Shanghay, o l'altra sera da dove io e Andre abbiamo guardato tutto..da lassu' lo skypark della nave hotel tra le nuvole, da dove i colori sono cambiati mille volte..arrivati col cielo rosa che non era rosa come sui tre monti, era l'inquinamento che dava quei toni..mi piace questo sole malato, e anche l'haze per fortuna finito che creava la nebbia sui grattacieli..e da li tutto..mille idee per creare questo luogo nuovo, uno skyline perfetto e artefatto come quello di Singapore: le cupole gemelle dell'auditorium, con milioni di lucine, pensare che e' un software, migliaia di equazioni matematiche che creano queste mille sequenze di luci. Il museo della scienza, architettura da sogno, un enorme fiore di loto sezionato e stilizzato che galleggia nel bacino, metre passano le vecchie inbarcazioni con una lanterna rossa; la pista di pattinaggio e le scalinate colorate, la ruota panoramica anch'essa illuminata



fluresciente,il leone, Merlion, simbolo di Singapore, gli alberi magici come li chiama Viola, ancora software ed equazioni per una magia come la luce, e abbiamo avuto anche la luna rosa, di nuovo un perigeo, sopra al campo sportivo dove gli studenti giocavano a rugby..
Mi immaginavo dove vivere, se non con la luna rosa ovunque passi e ripassi i tuoi sogni, ti ritrovi sempre in uno skyline perfetto, si la vita e' ancora bella oggi.


20.6.13

Blowin'in the wind



Fuochi in Indonesia, e noi col vento in faccia da ovest siamo pieni di fumo negli occhi..quelle che erano foreste primitive, che si alienano in pochi istanti in milioni di metri, milioni di anni..pensare a tutti quegli animali che scappano via, mi da un senso di oppressione enorme, e anche qui a Marina Bay dove non si vede piu' lo skyline, lo specchio dell'acqua sulla nave hotel con piscina superpanoramica..e' fumo nell'acqua, non vedere ne il sole ne le stelle, ci autodistruggiamo sempre noi umani..in un modo o nell'altro..ci alieniamo senza andare sulla luna, ci esiliamo dall'altra parte del mondo per inseguire un ideale.
....

18.6.13

Deja vu


E' stata Opera in the park sabato, musica per le mie orecchie insomma, o bagliore per i miei occhi e per i miei sensi, quell'aria da parco Tozzoni in una lunga estate calda, l'aria di Turandot e la Traviata le parole che conoscevo bene quasi come una canzone di Guccini, e come un concerto sul prato, stile woodstock perbenino, i ventagli come all'opera', i picnic di frutta e bicchieri di vino..i bambini, i cani,  i fiori di loto immobili a galleggiare sulle note di libiamo nei lieti calici e nel gaudio dell'amore!
Ero sicura si esserci gia' stata, stesso posto, stesso momento, a pensare ad un passato gia' compiuto e mai vissuto con altre note, e' il mio karma, che galleggia e si schiude al tramonto, sotto una luna calda e la luce tenue come quando ho visto Maria Lucrezia nascere, e se chiudo gli occhi e' lo stesso momento.

12.6.13

Nel blu..dipinto di blu..



Il sole chiaro, sopra di me mentre nuoto a braccia aperte in piscina, di mattina dopo aver superato qualche crisi estemporanea di girls che non vogliono andare a scuola e di levatacce dal letto al ritmo di una neonata..perfetta. Non smetterei mai di guardarvi..piccole paffute ribelli, mentre fate colazione con il nesquik, i cereali sparsi in ogni dove per tutte le formiche della casa..mentre guardo le nuvole e penso..al respiro mentre nuoto, a che non sono mai affannata e mi ricordo sempre le nuvole di  Venezia, l'ora blu di un aperitivo sopra i tetti, la Biennale, " a feather, a feather" che il bambino
indiano mezzo autistico qui di sotto cerca sempre di intrappolare nel suo contenitore di plastica, mentre vola e cerca di acchiapparla..parlare di percezioni nell'arte, nella realta', inebriandomi nel bello, nel vino, nel mondo.
E' come se mi fossi regalata un'altra vita andando via da Imola, dalla Grecia, e' sempre stato cosi..e capisco la tristezza di certi, e anch'io sapevo cosa mi aspettava..la solita menata per qualsiasi idea, la crisi quotidiana, il respiro affannato per una semplice passeggiata in centro, con gente che non sa volare, le nuvole piene di pioggia, tanta fatica e poca soddisfazione, una leccata di culo ad un partito o l'altro per elemosinare briciole..no, sono qui, libera senza farmi acchiappare;
Guardo questo faccialibro proprio come fosse l'annuale della scuola superiore..sono tutti cosi' invecchiati, ingrassati, scavati nell'anima. Quel tempo in cui eravamo cosi amici, il gruppo, le chiacchierate fino all'alba, le rotolate con tutto il corpo giu' per la campagna, non e' che ogni frutto ha la sua stagione, e' proprio tutto marcito e caduto, si ha solo la speranza che risbocci qualcosa, dal cemento, dal niente.
Ribaltando il cielo allora, ritornando sulla terra, dall'altra parte del mondo, dove dormi, dove sogni, rotolando nel passato.

7.5.13

Il Mercante di Venezia



Atto primo

Scena I - Venezia, una calle.

Entrano Antonio, Salerio e Solanio
Antonio -
La ragione per cui son così triste,
in verità, non so nemmeno dirla;
mi sento come oppresso internamente,
ed anche voi mi dite che lo siete;
ma da dove mi venga quest'umore,
dov'io l'abbia trovato,
come ci sia caduto, di che è fatto,
da che nasce, lo devo ancora apprendere;
m'intorpidisce a tal punto lo spirito
che stento a riconoscere me stesso.

Salerio -
È che tu col pensiero
navighi avanti e indietro per l'oceano,
là dove le tue belle ragusine([1])
con le loro imponenti velature
a somiglianza di grandi signori
e impettiti borghesi sopra i flutti,
o di carri d'un gran corteo marino,([2])
riguardano dall'alto
con sufficienza i più modesti barchi
che fanno loro riverente ossequio
nel vederle sfilare velocissime
sull'ali delle ben tessute vele.

Solanio -
Credimi, amico, avessi anch'io davanti,
come te, una simile ventura,
la miglior parte delle mie passioni
navigherebbe con le mie speranze,
lontano; e starei lì ogni momento
a strappar dal terreno fili d'erba([3])
per veder da che parte spira il vento,
e a consultar su tutti i portolani
i moli, le gittate, gli ancoraggi;
e il pensiero di ogni circostanza
che mi potesse far temer pericolo
alle mie mercanzie,
mi renderebbe certamente triste.

Salerio -
Per me, anche il mio fiato,
a soffiarlo per raffreddare il brodo,
mi soffierebbe la febbre terzana
se dovessi pensare a qual disastro
mi potrebbe produrre stando in mare
un vento troppo forte.
Non potrei veder scorrere la sabbia
d'una clessidra senza che il pensiero
mi trasportasse a secche e bassifondi,
e mi facesse vedere il mio "Andrea"
carico di preziosa mercanzia
andarsi ad incagliare nella sabbia,
gli alti suoi alberi tutti inclinati
ad altezza più bassa del suo bordo,
quasi a baciar la sua liquida tomba.
Se entrassi in una chiesa,
al vedere la pietra di che è fatto
comunemente quel sacro edificio,
come farei a non pensare subito
al pericolo di sporgenti rocce
che, toccando soltanto la fiancata
dell'agil mio vascello,
mandassero sull'acque sparpagliate,
tutte quante le spezie del suo carico,
rivestissero l'acque rumorose
delle mie sete, e facessero, insomma,
di tutto quello ch'era poco prima
una grande ricchezza, ora più nulla?
Come, farei, pensando a un tal pericolo,
a non pensare che se una tal cosa
mi capitasse, mi farebbe triste?
So perché Antonio è triste:
perch'egli pensa alle sue mercanzie.

Antonio -
No, no, credetemi: riguardo a questo,
posso ben ringraziare la mia sorte:
le mie merci non son tutte stivate
nel ventre d'una sola ragusina,
né tutte destinate ad un sol luogo,
né dipende l'intera mia sostanza
dalla buona fortuna di quest'anno.
Non è pertanto la mia mercanzia
a procurarmi questo triste umore.

Salerio -
Vuol dire allora che sei innamorato.

26.4.13

Manchi...


Cate " la falsa"

Secondo alcune teorie cosmologiche esistono universi paralleli in cui altri noi compiono scelte opposte alle nostre, questo all'infinito, in infiniti universi paralleli.[cit.L.Licalzi]


12.4.13

Quello che non...





E' arrivata la primavera..in Italia..Qui non fa differenza, a parte per quel giorno di equinozio, in cui la temperatura e' salita a 35 gradi, per qualche ragione astronomica che ignoro..E ancora piu' strano e' che a me e' venuta la malinconia e il torpore malinconico della primavera, misto al solito entusiasmo e saliscendi di gioia pazzia malinconia e amore...si mi manca un albero di peschi in fiore, la camp
agna con i rolloni di grano gialli, la via Emilia con le rose davanti alle viti, la sagra di Pentecoste, la sagra dei garganelli, dei tortellini e di tutti quei sapori di ex casa mia..
Prendere un caffe' con la schiumina al Grillo, sentire il gong dell'orologio alle 9 del mattino quando e' ancora fresco e il tramonto sui calanchi, beh, sarebbe un'altra vita..
Fare l'amore dopo una corsa in moto, ed io come un ciliegio che abbraccia la vite, nell'erba, tra i filari, quella gioventu' soffiata come un tarassaco al vento non piu' giallo, bruciata come un cannone al Diaterna, come una bolla di sapone delle mie vite bambine, parte di me, amori miei, perfette Viola e Penelope nella loro esistenza, mamma e babbo nel mio cuore, nei ricordi in campagna a Zello, sugli alberi a raccogliere i frutti, con un cane setter, e la mamma che sempre strappava i rami del fiore di pesco e li metteva in un vaso per giorni, e il profumo lo ricordo ancora..

27.3.13

Colori e sapori..

Finally im painting..Coi colori che mi sfumano davanti alla sera, sempre in quella linea breve e veloce che scorre all'orizzonte e dove si fissano per un attimo i miei colori preferiti, l'ora del mio 

pensiero profondo anche in mezzo alla gente, alla famiglia alla sera immersa.
Mi affeziono cosi tanto a questi occhi a mandorla e alle pelli color ambra, alle filippine e indonesiane che tengono tanta cura delle case e delle famiglie, come la nostra Loveleen.
Le madri indiane nei loro  sari scintillanti con gli occhi neri cosi' profondi, un circolo di emigrati senza troppa malinconia, solo sapori, colori vecchi e tinte nuove, little India odora di terra, il fiume e' un brodo di caffe' al tramonto, i cinesi scaracciano peggio dei romagnoli, lo sputo e' vietato dalla legge, anche le gommine, le mamme sono la cosa piu' dolce del mondo.
Vicino ad un tempio pagoda di tutti i toni dei rosa ho incontrato un branco di cani neri che mi sembravano affamati vicino al mercato, l'ipad ovunque, qualcuno che legge ancora un libro di carta, ma chi se frega, immaginare ed essere nati con la dipendenza ad immaginare..e' solo un sogno..

Leggi, come una lettera di carta









La tua bellezza amara: che si offre, incombente, come una teofania, uno splendore di perla;
mentre, in realtà, tu sei lontana.
Appari dove si crede, si lavora, ci si dà da fare :
ma sei dove non si crede, non si lavora, non ci si dà da fare. Richiamata qua da un obbligo
che (chissà perchè) si ha vivendo,
resta la realtà della tua lontananza,
come una lastra di vetro fra te e il mondo.
Senza che ce lo siamo mai detto (dato il selvaggio pudore)
la mia anima era spesso con te, dietro quel vetro.
PP Pasolini a Silvana Mangano

9.3.13

Tic tac..like a heart..

Il parchetto vuoto senza bimbi, lezioni di piano per una bimba cinese, odore di fritto da una parte, la lavatrice che va e le divise della scuola stese..Quando la pioggia scandisce anche il tempo, dei giochi, della musica, degli odori dell'erba fresca e delle palme che sgocciolan a tempo di una fantasia. E gli uccelli urlano, nell'eco. 

25.2.13

Mare e lettere

 Una mostra dedicata al mare...ogni opera e' natura e uomo con il suo segno, ogi opera e' suono, onda dell'acqua che consuma, ideogrammi che parlano e urlano nel mare, nel rito poetico della pesca, nel vento, nelle braccia dell'uomo, nella sua fragilita'.


,
Dentro alla Loius Vitton Island ...


16.2.13

E la pioggia e' una danza lenta..


Mio blu


Mio blu – dicevi -
mio blu.
Lo sono.
E anche più del cielo.
Ovunque tu sia
io ti circondo.


Ghiannis Ritsos

Singapore art

Siamo stati alla fiera d'arte contemporanea di SIngapore, negli stessi giorni di Arte Fiera, erano davvero due mondi paralleli e in contrasto, qui si moriva dal freddo, dentro, e fuori 30 gradi, a Bologna ricordo invece sempre un caldo soffocante dentro la fiera, a cui non mancavo mai. Gli stand, le stesse luci al neon, i cartelli delle gallerie e tanti artisti italiani, ma qui si muove in fretta come le nuvole nel vento questa arte contemporanea, questa potenza che e' l'Asia piu' nitida e tersa della mia Bologna, cosi' come le Gillman Barracks, vecchie baracche di pescatori convertite a spazi per arte comtemporanea, con ceramiche e porcellane da far invidia seria alla mia Faenza.
Si sente questa potenza, questa perfezione ovunque, questa ostentazione alla grandezza.


The view..

Ecco cosa vedo tutte le mattine appena sveglia, dalla sala da pranzo, con il mio asian coffe in bustina, quando tutti dormono ancora e preparo la colazione alle babbuine, con l'ipad sotto gli occhi, su facebook e per le ultime news, dove in Italia vanno a letto e qui ci svegliamo, con le nuvole oggi, ma con una rapida svolta nel corso delle ore; la strada e' profumata di erba fresca e di ibiscus sulla cima degli alberi, le rane toro cantano anche al mattino presto, ed era tanto che cercavo un posto cosi' in cui svegliarmi..

8.2.13

EPOCA...

Il Clan Destino a Faenza e' stata un'epoca per me, da quando ci andavo a scuola di fianco e dentro a imparare a fumare, a condividere e a progettare tavole per il Ballardini, ancora di fianco, al Mic con i cinesi per i workshop, a mangiare solo noi il giorno di chiusura artistici piatti, ma soprattutto con le mie amiche per le serate piu' grandiose e memorabili..parlando della vita in ogni nota..

Epoca e' un video girato al Clan da Dulcamara, e nei miei adorati e poetici calanchi, con le parole di un'epoca cosi' nostra, che non c'e' piu' e chi ci ha formati nel carattere e in questa poetica vita di cime di monti o di fumi bassi, di amori lasciati e di musica inebriante che ci faceva ballare, cantare e buttare fuori l'aria, ad aspettare al freddo,perche' sperare e illuderci ci faceva sentire vive e anche oggi e' lo stesso..e ci sono ancora le mie amiche..anche nel video!

1.2.13

Vita da campus


Non poteva esserci posto piu' perfetto di questo, per scorrere la propria vita con dei bambini e una nuova vita da crescere..
In questa isola che ha in faccia l'equatore, questa terra senza stagioni dove e' sempre estate, tra il parchetto sotto casa, gli alberi con le babbuine e i colibri' di tutti i colori, lo zoo dove sono appena nati i panda!! La piscina a tre minuti da casa e l'asilo inglese/ mandarino Montessori! A perfect mix dove le mie babbuine sembrano vivere il loro piccolo grande sogno di essere personcine libere, di correre e volare con la fantasia senza limiti, tanto che Viola passando anche i limiti della materia umana, ogni tanto mi dice: mamma riprendiamo l'aereo ancora, e diamo una botta al cielo!
Viola costruisce casette di carta, ora tutte sominglianti a casette cinesi, senza l'aiuto di nessuno, solo la sua fantasia e realta' attraverso i suoi occhi..

Mangiamo frutti dai colori esaltanti, dalle forme srtabilianti, frutti a stella, noci di cocco con la cannuccia e dolcissimi mango e papaya anche frullati..
Guardiamo le palme altissime la sera folleggiare tra la brezza e le stelle, quella luna sempre tonda ogni volta che passa e cresce il sogno, di una vita perfetta, del lusso delle cose semplici e potercene sfamare, senza paura, senza tornare indietro o voltarci indietro, perche' l'amore non ha facce diverse, ma la stesso succo dolce da inghiottire, in qualunque forma sia; ora cresce con Lucrezia dentro la mia pancia, una luna quasi piena per il mese di maggio, a cui penso sempre restare tra me e un sogno.




14.1.13

Tra le nuvole..


Eccoci qua, ancora levitanti dal jet lag, il viaggio tra le nuvole bianche e rigonfie di pensieri, la partenza rincorsa tra lenzuola sopra i mobili e polvere sui vecchi libri.
Per arrivare in questa terra di sorrisi, palme che arrivano al quinto piano, palazzi, pagode, verde e grigio, sole e sprazzi di luce alla velocita' del tempo di arrivo.
Appena sveglia mi viene da pensare che e' l' Europa a essere grigia e l' Asia ad essere a colori, anche se penso al sole del mattino al mercato di Rialto, che mi da malinconia e non so perche', tutto mi si mischia sempre come una tavolozza di colori ad olio..Adesso queste foglie pero', sono piu' grandi delle mie mani, ed ho un senso di oppressione per chi non e' sicuramente qui con me sotto un albero a Singapore..



4.1.13

Fuga a Singapore


Un po' fuggire un po' viaggiare, questa e' il percorso della vita; si fugge quando gli orizzonti diventano piatti, le prospettive diventano piccole, si viaggia per scoprire cosa c' e' al di la' del cielo, delle montagne e del mare che attraversiamo.
In certi miei pensieri rimane la muffa dell' Universita' di Bologna, la nebbia della sera e del mattino di brina, ma anche certi vecchi mattoni illuminati dal sole, come il campanile di San Domenico che guardavo stamattina, che si mescolera' ad architetture nuove e  vetrate dai riflessi cangianti, di pioggia o di sole, ma soprattutto di grandezze a cui non sono abituata; fuggiro', nel mio adorato caos, eclissandomi alla gente, nei mercati, nei quartieri indiani e cinesi e viaggiando nella fantasia dei libri di Salgari che mi leggeva mio babbo; salira' la marea appena vorro' tornare un giorno a casa, quella casa che non era il mio sogno ma quello di mio padre, ed io saro' nello stesso libro sfogliata di emozioni ricordando casa, la malinconia del fuggire e del restare. 

20.12.12

Malafeeeeemmenaaaaa!!!


E a maggio ne arriva un'altraaaaaaaahhhhhhhh
Oh, facciamo il gineceo e bona le'...
Che meraviglia!!! 

10.12.12

Saluto Atene...

E mi spiace lasciare cose, e non mi dispiace lasciarne altre:


Gli alberi di portokalia ovunque
Il muro di Kalimarmaro di fianco a me
Gli ulivi che brillano al sole
Le case con l'intonaco bianco nuovo e quelle basse e distrutte
Le case di Plaka
Il cielo di Thission
Capo Sounio
La paidakia di Evia
Le domeniche da Valentina e Memos

La scuola delle bimbe e kiria Vasso
Le melanzane

Lo slalon per le strade per non pestare una cacca
La porchetta nelle vetrine di plastica in strada
I piccioni maledetti sempre!
Gli zingari bambini che suonano la fisarmonica
I dolci greci

1.12.12

La Cina e' vicina..



Al ristorante cinese ci vado appassionatamente da quanto avevo 16 anni, ci andavo con Francesca e Gisella, con i fidanzatini e le compagne di classe...l'adoravo, l'adoro ancora oggi, quasi ogni volta che esco con mio marito...E la Cina me l'ha attaccata come una stoffa di seta al cuore..e come prossima vita e viaggio chiamandolo casa. Tra i suoi percorsi tra  Pechino e Shanghay, abbiamo scelto Singapore, un po' meno Cina, piu' Inghilterra con la pioggia ma con 30 gradi tutto l'anno, con flora e fauna degna di sogni e avventure di Sandokan, della tigre, simbolo della citta' e una bandiera simile a quella turca; e gia' un bell'assaggino di cinesita' l'ho avuto questa estate con il workshop organizzato
con meduproject...Dove abbiamo passato giorni memorabili tra Faenza e la ceramica, Venezia e lo shopping maratona Prada...
Adorabili ominidi scherzosi, pieni di pathos e di poesia, stacanovisti e idealisti, che adorano i bambini, con la finezza e l'arte in ogni gesto come per una cerimonia del te', beoni a scommessa che diventa la sfida alla vita o alla morte, facendo alla bavarese con bicchieroni di vino rosso e disgustatori di gelato e dolci, attenti a tutto e pregnanti come spugne di bellezza che li circonda e che fanno loro all'istante, dei piccoli angeli li chiamerei, pieni di arte e curiosi di vita, una spendida cultura, tra umorismo macabro, brindisi all'ultima goccia per l'onore e mani per costruire ogni sogno possibile.




Cuoghi Corsello, Pea Brain e le altre realta' magiche bolognesi...

La prima volta li ho incontrati ad Arte fiera del 2002 , ma non sapevo di averli gia' incontrati x le strade di Bologna mille volte, nei muri, alla stazione, nello loro tag croniche dell'ochetta Pea Brain, proprio nella linea Bologna Venezia, della bambina folletto dalle orecchie grandi SUF, come sufficiente, : perche' e' difficile la calligrafia", come CK8, cane cotto.


Per caso e per le strade del destino, niente e' mai per caso, una delle loro prime mostre, non a caso chiamata "Traviata" una delle mie opere preferite, e' stata edita da mio zio Campanotto Editore in un suo catalogo..e neanche loro sapevano chi era l'editore fino a che non ci siamo scambiati due impressioni allo stand di mio zio mentre gli davo una mano coi libri.
La vita di questi due artisti a Bologna e'ormai famosa: occupano e vivono nelle ex fabbriche della FIAT, creando mondi magici, dove questi luoghi prendono nomi fantastici e leggendari, come
Bucintoro, Cime Tempestose...Vivono per creare e creare vivendo, non separando il lavoro dall'artista ne l'artista dalla vita; dormono e vivono dentro queste fabbriche in case di cellofan come fossero loro

delle piante da crescere, e l'opera stessa e' la casa di cellofan, curata nei minimi dettagli con mobili
direcupero, pezzi industriali che diventano design totale e funzionale, un letto che funge da letto e da fioriera, le case di cellofan 1 e 2 e forse 3 e 4 che cambiano con le stagioni i loro arredi.
Alla FIAT le opere piu' industriali, fatte con pezzi ritrovati e anche con una vecchia FIAT
abbamdonata dagli zingari nel parcheggio, ma ancora la pittura spray, le fotografie tra natura e progresso umano,osannato dall'arte e dalla poesia totale.



E ancora opere scritte con l'anima e la passione. Palloncini che levitano con la scritta Degrado, da cui nasce anche il fumetto di nonno Degrado, lampadari a terra e poesia visiva come neve e un archivio fotografico di ogni mondo vissuto dettagliatamente in ogni angolo di grazia e dipinto di un'idea, come la barca -gondola  ' "schifio" una trasformazione genetica di un essere meta' maligo e meta' salvatore, opera presentata in una grande mostra, vandalizzata al loro quartier generale Mazzini, nuovo regno delle creazioni e poi spinta e donata ad un parco della citta' di Bologna in una performance primitiva
Ancora la dolcezza ammiccante e giornaliera di piccole signorine graficamente perfette disegnate al computer ed elargite ogni giorno su facebook in nuove pose pornografiche e fruite da tutti, rinate dalla loro stampa su materiale destinato ai mortarini del cimitero..






E altre bellissime, specialisime opere, a centinaia con una loro storia che non ho citato ma che scopro anch'io di anno e in giorno seguendo altre strade dopo quella della ferrovia che mi ha dato anche la nascita.Talento e vita che e' arte e scusate P.b. e CK8 che questa e' solo la mia piccola realta' nell'ammirarvi,vite contemporanee sul mio binario parallelo, grazie e con gli occhi brillanti delle vostre idee e sogni ad occhi aperti sul mondo.

26.11.12

Le mie malinconie..

Il cielo bianco d'inverno
Il cinema modernissimo all'aperto
Il campo da rugby prima della partita
La notte di capodanno a diciassette anni
Il vin santo prezioso
I jeans a campana, le clarks marroncine, il barbour marrone
I concerti di Guccini
La pioggia in piazza San Petronio
Le corse fino alla tazione di Bologna
I graffiti "Pea Brain" sui muri lungo la stazione di Bologna
La promessa di portarmi al mercatino di Santa Lucia
Le luci di Natale a forma di fiocco
Il fumo di sigarette e il fumo dei joint, l'odore dei joint
I discorsi dei vecchi nel bar
Il mare all'alba dopo una notte brava
Dormire stretti dentro una tenda
Dormire dentro una barca
Il fiume Diaterna nudi

I cinghiali che mangiavano dagli zaini e le scodelle da militare
Le nuvole che si muovevano e accorgersene
Il gioco di cosa sono le nuvole
La casa del Piratello e l'odore dei maiali, della vernice e dell'olio delle macchine
I libri di poesia di Campanotto
I giochi e i ricordi messi dietro al muro
Le foto incorniciate
Le mansarde e la luce che viene dai velux
Le lune piene nello stesso cielo
Il viaggio in Messico che non ho fatto
La neve al parco Europa
Il non seguire e il non restare
Aver fatto dubitare l'amore








Il Te' Nel Deserto, the Sheltering Sky...


Il film della mia adolescenza, poi il libro, visto e letto come essere "laggiù, oltre le dune una linea sottile unisce la tua terra al cielo. Il tuo orizzonte è un richiamo irresistibile verso l'ignoto.




Molte terre sono attraenti, ma nessun occhio ha mai contemplato una bellezza come la tua. Non so se è il cielo che si china fino a te, o se sei tu che ti innalzi fino a lui"
Ricordo quel pomeriggio in cui lo guardai in cassetta nel vhs, lo avevo registrato da rete 4, quei pomeriggi in cui si raccontano i sogni e le speranze, quando qualcuno ti chiama al telefono e ti invita a casa, quando si guardano nel divano con una vecchia coperta, quando si canticchia un ritornello e il tempo si e' fermato in un pomeriggio che ci ha cambiato la vita.

Cape Sounio...

Era dal 99 che non salivo su..dalla gita con Takis...

Allora era estate, arrivavamo da Atene con un caldo impossibile, mentre qua, nel tempio di Poseidone tirava sempre un'arietta fantastica e oggi, 25 novembre era la stessapiacevole brezza sul viso, accompagnata ovviamente dal sole caldo di questa mia sempre Grecia..
E poi unagiornata d'inverno col sole il mare e questo cielo blu e' impagabile..


10.11.12

Riflessi...


Da una parte l'antico monumento e dall'altra il monumentale contemporaneo, il paradosso di due riflessi e diverse realta'. Questo museo in tre parti modulate come una statua, ma come nel mistero e nell'alchimia di una chimera, nel richiamo di una gorgona, che galleggia in superficie nella base visibile degli scavi archeologici per puntare al cielo azzurro che fa da specchio non delineando una linea       precisa, nel tutto lineare di questi pilastri esili di cemento armato. Al piano di mezzo una bellissima terrazza che fa da caffetteria con un mordido cappuccino, torta di mele alla greca e piante di ulivo e rosmarino sui tavoli, l'aria sembra cosi' pulita dal traffico vicino, tersa, libera la passeggiata che attornia le case con le verande e le rampicanti di buganville, qualche cane grasso riposa sulle pietre antiche e     moderne, con la musica dei soliti zingarelli con la fisarmonica di carta colorata, i     pistacchi turchi, il croccante che brucia nella piastra rotante che si riflette negli occhi di un bambino, nel cane che annusa  in disparte, tra il fregio degli alberi,le linee dell'Acropoli, le nuvole dello zucchero filato. Quanti riflessi che non sono mai uguali alla realta' e questa storia da una parte non esiste.

   



1.11.12

Ad Atene ancora una volta


Sembra ieri la mia prima volta qui, nel 99, sempre di ottobre con la giacchetta di cotone che a mezzogiorno fa caldo..con i sandali greci comprati a Monastiraki, e gli stessi passi e passaggi di questa metropoli che e' diventata il mio mondo per molti anni.
Dopo l'ennesima traversata in mare, perche' sempre il mare e' la mia via preferita, che ti conduce a un porto col suono di una sirena, con l'odore del pesce e la liberta' dei gabbiani.
Dopo un OUZO ME PAGO al tramonto rosa, alle strade piene di sassi e genti..
Riparto da un barettino abbastanza turistico che e' come casa mia..


Ma con lettere diverse, profumi diversi, persone diverse..Anche solo se qualcuno di loro forse ci e' passato di qui, in una gita scolastica, in un breve stop per l'isola delle vacanze, con uno zaino e con la maglietta di un concerto, ma non avranno visto mai con i miei occhi le stesse cose..
E' novembre ora e l'aria e' ancora tiepida, i raggi del sole sono quasi cocenti e sbrogliano le foglie di ulivi luccicanti come pianeti, si sente l'odore delle nektarines, alberi che fanno delle arance non arance usate per marmellate o candite per il caffe'!
Quel caffe' di fondo ribollito nel suo bricco di rame, cosi' turco, cosi; amabile anche se all'inizio ti sembra aspro, per essere bevuto piano come una storia da rileggere e che continua ad essere sfogliata.