Vincenzo bellini (1801-1835) Oh, rimembranza! (Norma, Act I scene two) Maria Callas (Norma) - Ebe Stignani (Adalgisa) Coro e orchestra del teatro alla Scala ...
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20.5.12
Oh rimembranza...
12.5.12
MOLINO STUCKY
E' che un posto non è mai per caso ...Anni fa ero passata dalla Giudecca e lo avevo notato, ancora in ristrutturazione, e mi aveva subito buttato addosso un gran feeling, quel senso di paradosso a cui mi piace accostare la bellezza, di un antico Mulino dove si produceva la pasta veneziana di grano duro, ora loft di appartamenti e camere super lusso cui trovo la sensazione di idea e di sogno...
Non per niente ci ha pensato anche Hilton ed è per questo che anche Madonna ed Elton John ci hanno comprato casa..E io mi sentivo come una diva anni 60 con il vestito di mamma, sul taxi boat, l'umido sulla pelle e le lenti a specchio, l'acqua, le lanterne rosa, sul cielo rosa...Una nave da crociera passare maestosa e lenta, la mia scorza, come quella del martini, sempre più dura, con un bollente spirito..
La piscina all'ultimo piano sa dove si vede lo skyline di Venice da una parte, dall'altra Marghera, arsenali in movimento, gru e passeggio dalla Giudecca..tanti mondi che si lanciano nel vuoto di paradossi...un sogno...con uno dei martini migliori della mia vita..gin Hendrix...Giudecca che sa di mare e gelsomino...e pensieri da una parte all'altra..
Non per niente ci ha pensato anche Hilton ed è per questo che anche Madonna ed Elton John ci hanno comprato casa..E io mi sentivo come una diva anni 60 con il vestito di mamma, sul taxi boat, l'umido sulla pelle e le lenti a specchio, l'acqua, le lanterne rosa, sul cielo rosa...Una nave da crociera passare maestosa e lenta, la mia scorza, come quella del martini, sempre più dura, con un bollente spirito..
La piscina all'ultimo piano sa dove si vede lo skyline di Venice da una parte, dall'altra Marghera, arsenali in movimento, gru e passeggio dalla Giudecca..tanti mondi che si lanciano nel vuoto di paradossi...un sogno...con uno dei martini migliori della mia vita..gin Hendrix...Giudecca che sa di mare e gelsomino...e pensieri da una parte all'altra..
10.5.12
SCIVOLA VIA..
E mi aspetti sull' onda delle mie emozioni, volando libero, non volendo, Dio...mi hai sentito..
E si sposta la luna, la casa, il mondo intero per volare dall'altra parte del mondo, per le nuvole dal suo sapore dal mio sapore, e io tuoi occhi sono stelle, brillanti e spente e aspettano...
Questa sera, ti trattengo. .in me..
9.5.12
MY FAVORITE OUTFITS
Tuta in seta shantung indiana, comprata in Montagnola 2003, VESTITO FORTUNATO *
Vestito di scena anni 20 Brisighella maggio 2011 VESTITO NON PROVATO NELLA VITA
Vestito vestaglia style, comprato ai Cappuccini, per inaugurazione Biennale 2011 VESTITO sfigato:
Litigato tutto il giorno, pianti e urla, rigurgito e macchie di gelato, trasparente dietro con conseguenti sbavosi di turno
*
COME PEGGY GUGGENHEIM Biennale 2009 VESTITO FORTUNATO *
Vestito Premamam che diventa vestito ammiccante non premamam, vestito SUPER FORTUNATO inside : Penelope
Vestito stra usato by Salvation Army e super fortunato: Princeton 2007 inside: VIOLA
Cardigan H&M 2010 Giardini della Biennale VESTITO FORTUNATO *
BATIK VINTAGE ANNI 70 DIPINTO DA MAMMA, LIDO DI VENEZIA 2011
Me, as Frida..
Giacca di pelle anni 80 di Titti. VESTITO sfigato* appena mi hai visto sei uscito. 26 Dic 2011
Super gabana paiettata vintage anni 80 dall'armadio di mamma, roba proibitissima x tutti gli anni 90. Inaugurazione Artefiera 2010 VESTITO SFIGATO* meglio quando non me la prestavi e rimaneva oggetto dei miei desideri
Batik vintage anni 70 dipinto da mamma, con firma Tiziana dietro. Otello magggio 2012
VESTITO FORTUNATO *
LUCI DI SCENA
NEL FILM....Mai finito della mia vita...
Ma..una giornata perfetta...una domenica piovosa, in mezzo alla campagna, dopo le nuvole, il castello di Brisighella, in mezzo ai sogni, alle battute, ai copioni, alle macchine da presa, agli amici, ai bambini, ai costumi anni venti, alla merenda con pane salame e vino, a ridere, a non ricordarci le battute da quanto avevamo bevuto..a vivere come sempre..
Ma..una giornata perfetta...una domenica piovosa, in mezzo alla campagna, dopo le nuvole, il castello di Brisighella, in mezzo ai sogni, alle battute, ai copioni, alle macchine da presa, agli amici, ai bambini, ai costumi anni venti, alla merenda con pane salame e vino, a ridere, a non ricordarci le battute da quanto avevamo bevuto..a vivere come sempre..
LA FAMIGGHIAAAAAA!
Grande, rispettabile, cercata, amata, odiata, litigiosa, vulnerabile, gioiosa, scapestrata, allontanata, riavvicinata, buona vecchia famiglia...
Vissuta con gli echi di ricche zie, di signorini in viale Carducci, di poderi in campagna dove si faceva il vino e si raccoglieva la terra, dove sono nata e dove le radici non si strappano mai alla terra.
Dove tutto ritorna come il grano in una mietitrice, ed è sera nella campagna e tra i fili d'erba, dove mi scordo di esser passata per ritornarci, nella mia terra ferma che è un mare, nelle mie fasce di lino a cui mi avevano destinato, nel nido di paglia e nell'ago di un filo di un mondo sottile.
Monologo 25' ora Jomla
Fanculo alle bigotte vicine di casa che mi salutano con un sorriso e poi spettegolano con mia zia e tutte le altre comari imolesi che conosco da una vita.
Fanculo ai razzisti che non vogliono i bambini arabi in classe con mia figlia, che mandano i loro figli al Romeo Galli e alla scuola all'aperto e si sentono dei gran sboroni. Fanculo alla maestra che non rispetta la loro religione e li traveste da Re Magi.
Fanculo a chi mette l'immagine della Madonna come locandina di un bar, Fanculo alle arabe che fanno gruppetto al doposcuola e non mi considerano, Fanculo ai vecchi blasfemi al bar davanti al settimo bianchetto che sà di aceto da lontano.
Fanculo ai comunisti imolesi, che fanno finta di essere comunisti e guardano solo ai loro interessi. Fanculo ai fascisti che mi vogliono far sentir diversa dai comunisti e dai cattocomunisti.
Fanculo alle rotonde e al monumento e alla farsa di bla bla bla durata degli anni solo x guadagnarci loro.
Fanculo al cimitero e al comune di Imola che mi ha chiesto 40 mila euro x ristrutturare la mia tomba di famiglia con le loro aziende (ovviamente che iniziano x C) rosse baldracche, senza possibilità di reclamo se non una causa che dovrò pagare.
Fanculo all'ospedale d'Imola che ha rimandato visite, sbagliato esami, con personale ignorante e svogliato che si è scocciato alla richiesta di antidolorifici a malati di cancro, trattandoli come merde in padella.
Fanculo all'aliquota e all'IMu, Fanculo ai dipendenti Hera che non sanno niente e che mi danno sempre risposte differenti.
Fanculo agli ingegneri della Scmi..che fantasia...
Fanculo alla Coop che spaccia figurine ai bambini x 20 euro di spesa..comunisti disperati!
Fanculo che lavorate solo voi e andate in Cina a far le stesse cose ma spendendo un millesimo in manodopera togliendo il lavoro agli imolesi.
Fanculo alle promesse degli ex sindaci, che se stanno a Roma a pavoneggiarsi e poi da Otello fanno gli occhi da pesce lesso alle fighe di legno.
Fanculo alle luci di Natale che sembrano riciclate dalla festa dell' Unità dell' 86
Fanculo a quelle feste, dove si vedono cani e porci.
Fanculo alle corse all'autodromo e a quelle che non ci sono più, perchè quel rumore mi angoscia.
Fanculo ai fuochi d'artificio del lungofiume che mi ricordano solo tutta questa noia.
OGNI RIFERIMENTO A PERSONA, NOME O COSA è PURAMENTE CASUALE.
7.5.12
verme nella pancia
Mezcal, Ci vogliono 5-10 anni x maturare la pianta, raccoglierne tutte le foglie ed estrarne solo il cuore...Segue la distillazione. Come se x viverti, si aspettasse, x capire che non vuoi essere capito e tra le foglie e l'ombra delle foglie distillo i miei pensieri.Verme nel fondo della pancia, che mastica mastica.
Tequila bum bum come a 18 anni ed era una gara dura ad armi pari, e di nuovo pancia e odore di tequila.
23.3.12
La Milanosi
Eccoci io e Keren in una gita a Milano da ragazze single e spensierate, solo che io non sono single e Keren non è spensierata, ma ogni tanto ci vuole, dopo che 1 non dorme una notte intera da 4 anni e mezzo perchè i bambini piangono e l'altra sempre in giro x il mondo a diventar famosa. Ma che stress però, ci vuole un giretto frivolo, sentirsi come a 20 anni, a fare shopping nella via dello shopping e ad un opening di una mostra di un pittore ungherese vicino di casa a Budapest.
Mi è piaciuto svegliarmi col pensiero che per un giorno non avrei cambiato pannolini, cucinato la pappa diversa per tutti, sclerato mille volte per questo e quello in disordine, mentre accompagnavo le bimbe dai nonni scorrevo il guardaroba mentalmente,pensavo se mi sarebbero entrati ancora alcuni tubini dei primi anni del millennio, sono vecchia per certe minigonne e ho l'andazzo da mammina col passeggino; mi è passato davanti un gatto nero, e al semaforo rosso-tric, mi sono voltata x vedere chi c'era di fianco, e c'era il solito imolese che andava a fare il suo lavorino del cavolo..Quanto sono fortunata ho pensato.
Siccome l'organizzazione del treno toccava a me, ho scelto quello regionale e non i freccia rossa argento, che costano una quaresima, quindi 4 ore e mezza per fare tante chiacchere!!! E siccome l'organizzazione della sistemazione toccava a Keren, hotel di gran lusso, minimal, nuovo di pacca tutto di design..e offre Keren...che classe..
Unica pecca dell'albergo, che lo sciacquone tutto di design continua a perdere acqua e lo scorrere è molto rumoroso, di quei rumori che ti tengono svegli a tortura lenta, cinese, e dalle 2 alle 3 di notte Keren lo sfida a colpi di mano, gliele suona per bene e gli dice:" O io o tu, scarico del caXXX"
Vicino alla stazione, vicino al Pirellone dove è la mostra (Keren ancora non ci crede che si chiama così), gran lustro di critici, signore milanesi bene, presidente di quello e quell'altro, e io mi sono già fatta 3 flute dello champagnino offerto alla vernissage, con patatine rancide.
Il tipo più interessante oltre che il pittore, davvero bravino, mi è piaciuto il suo lavoro, il suo amichetto sempre ungherese dagli occhi blu. Discorsi, spiegazioni, saluti e convenevoli, ma è sempre bello conoscere gente nuova anche se capisci che fare un mostra in un posto così vuol sempre dire fare una cosa politica, o se ti va peggio dar via il c*** a qualcuno, e allora cosa centra l'arte con la politica e tutto questo? Nessuna voglia di cambiare il mondo, allora. Tanti bla bla, i maledetti soldi, vendersi l'anima, ma l'anima no, non va in carriera.
I phone e google map, chat con milanesi che conosci solo su facebook e chiedi consiglio su dove passare la serata, perchè intanto il pittore e la clac non ti hanno invitato al dopo vernissage, come magari sperava Keren x dare ancora qualche biglietto da visita e farsi conoscere anche lei, che ormai dà biglietti da visita anche ai tassisti! é una grande, ed è brava a farsi conoscere, io rimango un'artista di priovincia, come tanti nella mia città, perchè ancora non riesco a vendermi come quelli famosi, bisogna esser capaci, accettare altri compromessi e forse a me non piacciono e ho la fortuna di poter restare nel limbo degli artisti viziati.
E' bella Milano la sera, le sue luci, il traffico, il cielo non di stelle ma di favelle, nei palazzi liberty di una volta, con grandi finestre, con i soliti venditori di rose, che sembran proprio rose fresche e mai appassite, rosse come un rossetto di moda; i tacchi a spillo e le Prada, vere, e finte, le modelle dell'est, le prostitute dell'est, i ristoranti con la cotoletta e quelli con il kebab, e la globalizzazione di cui non possiamo fare a meno. Scegliamo ovviamente Brera, il quartiere dell'arte e dei turisti e delle cose di cui non possiamo fare a meno, perchè siamo 2 artiste un pò viziate, e ci piacciono le cose fatte x bene, come un localino trendy specialità mozzarelle in tutte le sue versioni, pizza al forno a legna e ovviamente cocktails! Mi piace che anche qui tutto è fresco, come da Moschino dove ti fanno il frullato seduta stante e niente è di seconda mano, non buttato lì a caso, non con un rum del supermercato, e allora parto: Mojito 1 Mojito 2 Mojito 3, sono mesi che non esco da sola con una mia amica, e marzo è un bel mese di fine molto freddo inverno; ecco che parlo come Keren, anche quando non è ubriaca, e anche se è uno sciocco mercoledì, c'è tanta gente fuori, non fa freddo e ho il cappottino vintage anni 70, e le mie Prada 1 comprate a ventidue anni, Keren quello ha il suo cappotto di cavallino e un vestito nero!
Quando sono in un posto a mangiare non posso fare a meno di guardare gli altri tavoli e immaginarmi le situazioni e le storie, e quando sono al Mojito 2 inizio a chiere, mi parte la parlantina e devo sapere i fatti degli altri; ecco di fianco a noi ci sono un vecchio e un ragazzo belloccio con l'accento francese che parlano in inglese, il vecchio ha l'accento italiano e allora inizio a far conversazione: Il giovane ordina il vino e io gli dico: guarda che qui il MOjito è buonissimo, così mi spiegano tutto, è una cena di lavoro il vecchio è divorziato e il giovane ha 3 figlie che mi fa vedere nell'i phone..ahh menomale, sto più tranquilla, li vedevo come una coppia gay dove il giovane era infelice e doveva sottostare al vecchio acido genovese e avaro. Poi io mi faccio passare per la p.r. di Keren e dico loro che è una grandissima pianista e come fanno a non conoscerla, mentre alcuni le hanno appena chiesto l'autografo, io ho la mia corazza d'oro anti mosconi che è la mia fede al dito e non c'è bisogno di nient'altro, giusto stare in questo mondo,in un bel locale a Milano, Italy! E noi che ci divertiamo con poco, tipo come a 20 anni a dire tutte le frasi finendo in OSI...ed è una figatosi!
Mi è piaciuto svegliarmi col pensiero che per un giorno non avrei cambiato pannolini, cucinato la pappa diversa per tutti, sclerato mille volte per questo e quello in disordine, mentre accompagnavo le bimbe dai nonni scorrevo il guardaroba mentalmente,pensavo se mi sarebbero entrati ancora alcuni tubini dei primi anni del millennio, sono vecchia per certe minigonne e ho l'andazzo da mammina col passeggino; mi è passato davanti un gatto nero, e al semaforo rosso-tric, mi sono voltata x vedere chi c'era di fianco, e c'era il solito imolese che andava a fare il suo lavorino del cavolo..Quanto sono fortunata ho pensato.
Siccome l'organizzazione del treno toccava a me, ho scelto quello regionale e non i freccia rossa argento, che costano una quaresima, quindi 4 ore e mezza per fare tante chiacchere!!! E siccome l'organizzazione della sistemazione toccava a Keren, hotel di gran lusso, minimal, nuovo di pacca tutto di design..e offre Keren...che classe..
Unica pecca dell'albergo, che lo sciacquone tutto di design continua a perdere acqua e lo scorrere è molto rumoroso, di quei rumori che ti tengono svegli a tortura lenta, cinese, e dalle 2 alle 3 di notte Keren lo sfida a colpi di mano, gliele suona per bene e gli dice:" O io o tu, scarico del caXXX"
Vicino alla stazione, vicino al Pirellone dove è la mostra (Keren ancora non ci crede che si chiama così), gran lustro di critici, signore milanesi bene, presidente di quello e quell'altro, e io mi sono già fatta 3 flute dello champagnino offerto alla vernissage, con patatine rancide.
Il tipo più interessante oltre che il pittore, davvero bravino, mi è piaciuto il suo lavoro, il suo amichetto sempre ungherese dagli occhi blu. Discorsi, spiegazioni, saluti e convenevoli, ma è sempre bello conoscere gente nuova anche se capisci che fare un mostra in un posto così vuol sempre dire fare una cosa politica, o se ti va peggio dar via il c*** a qualcuno, e allora cosa centra l'arte con la politica e tutto questo? Nessuna voglia di cambiare il mondo, allora. Tanti bla bla, i maledetti soldi, vendersi l'anima, ma l'anima no, non va in carriera.
I phone e google map, chat con milanesi che conosci solo su facebook e chiedi consiglio su dove passare la serata, perchè intanto il pittore e la clac non ti hanno invitato al dopo vernissage, come magari sperava Keren x dare ancora qualche biglietto da visita e farsi conoscere anche lei, che ormai dà biglietti da visita anche ai tassisti! é una grande, ed è brava a farsi conoscere, io rimango un'artista di priovincia, come tanti nella mia città, perchè ancora non riesco a vendermi come quelli famosi, bisogna esser capaci, accettare altri compromessi e forse a me non piacciono e ho la fortuna di poter restare nel limbo degli artisti viziati.
E' bella Milano la sera, le sue luci, il traffico, il cielo non di stelle ma di favelle, nei palazzi liberty di una volta, con grandi finestre, con i soliti venditori di rose, che sembran proprio rose fresche e mai appassite, rosse come un rossetto di moda; i tacchi a spillo e le Prada, vere, e finte, le modelle dell'est, le prostitute dell'est, i ristoranti con la cotoletta e quelli con il kebab, e la globalizzazione di cui non possiamo fare a meno. Scegliamo ovviamente Brera, il quartiere dell'arte e dei turisti e delle cose di cui non possiamo fare a meno, perchè siamo 2 artiste un pò viziate, e ci piacciono le cose fatte x bene, come un localino trendy specialità mozzarelle in tutte le sue versioni, pizza al forno a legna e ovviamente cocktails! Mi piace che anche qui tutto è fresco, come da Moschino dove ti fanno il frullato seduta stante e niente è di seconda mano, non buttato lì a caso, non con un rum del supermercato, e allora parto: Mojito 1 Mojito 2 Mojito 3, sono mesi che non esco da sola con una mia amica, e marzo è un bel mese di fine molto freddo inverno; ecco che parlo come Keren, anche quando non è ubriaca, e anche se è uno sciocco mercoledì, c'è tanta gente fuori, non fa freddo e ho il cappottino vintage anni 70, e le mie Prada 1 comprate a ventidue anni, Keren quello ha il suo cappotto di cavallino e un vestito nero!
Quando sono in un posto a mangiare non posso fare a meno di guardare gli altri tavoli e immaginarmi le situazioni e le storie, e quando sono al Mojito 2 inizio a chiere, mi parte la parlantina e devo sapere i fatti degli altri; ecco di fianco a noi ci sono un vecchio e un ragazzo belloccio con l'accento francese che parlano in inglese, il vecchio ha l'accento italiano e allora inizio a far conversazione: Il giovane ordina il vino e io gli dico: guarda che qui il MOjito è buonissimo, così mi spiegano tutto, è una cena di lavoro il vecchio è divorziato e il giovane ha 3 figlie che mi fa vedere nell'i phone..ahh menomale, sto più tranquilla, li vedevo come una coppia gay dove il giovane era infelice e doveva sottostare al vecchio acido genovese e avaro. Poi io mi faccio passare per la p.r. di Keren e dico loro che è una grandissima pianista e come fanno a non conoscerla, mentre alcuni le hanno appena chiesto l'autografo, io ho la mia corazza d'oro anti mosconi che è la mia fede al dito e non c'è bisogno di nient'altro, giusto stare in questo mondo,in un bel locale a Milano, Italy! E noi che ci divertiamo con poco, tipo come a 20 anni a dire tutte le frasi finendo in OSI...ed è una figatosi!
11.2.12
Io ti vivo così, con un tuo vestito dipinto tanti anni fa, quando avevi la mia età, il mio taglio di capelli, gli spigoli del mio viso, l'espressione della tua felicità, la tristezza e la malinconia di viscere come le mie, del dono che mi hai dato..la vita. La mamma con cui litigavo tutti i giorni, la carezza e la protezione di quando mi hai accudito tutte quelle volte da piccola, in cui mi hai accompagnano a scuola, regalato i vestiti più belli per le occasioni speciali, sono stata nella tua pancia e questo legame non si dissolverà mai, e per questo, che sento così tanto la tua mancanza, in ogni gesto e parola e giornata che scorre e corre piena di avvenimenti in cui manchi. Eri bellissima e io ti ricordo così, come me stessa a 34 anni, nel '68 a vendere foulard di seta a batik dipinti da te, a Parigi con la tua 500 blu insieme a tuo fratello, a dipingere a Piratello dove quando passo sento ancora l'odore dei cipressi, dei cachi, della resina, poi sento le campane della chiesa dove ti sei sposata col babbo, dei vostri funerali sempre lì, dei fiori di campo gialli come i miei colori che sprigionano vita tra le sterpaglie, le viti secche, il rosmarino che avevate piantato e i rottami di una macchina americana del nostro caro Lamberto. La nonna amava lui e amava te come non sono mai riuscita ad amarti io, forse solo i genitori possono amare totalmente, mentre i figli non ci riescono quasi mai; quasi mai ti ho detto che eri tutto per me, quasi mai sono riuscita a salvarti dalla tua solitudine nello startene sempre in casa davanti alla tv negli ultimi 2 anni senza il babbo, quasi mai ti ho reso fiera di me come avresti voluto, e non sono riuscita a tenerti la mano quando te ne sei andata..Soffrivi così tanto in quel letto di ospedale, tu il tuo cuore già fragile, non ha retto, forse per benedizione, di non dover subire la stessa umiliazione della malattia, la stessa di tuo marito, le stesse illusioni di aspettative di vita con veleni che ti avrebbero cambiato la bellezza in cui poi sei andata. Allora forse meglio così, senza aver combattuto inutilmente, senza volerci disturbare avevi detto, perchè noi eravamo già troppo impegnati, ma io avrei rifatto tutto, ma tu non hai voluto rifarmelo passare..
Fu in quel dolore
che a me venne l’amor!
Voce piena d’armonia e dice
Vivi ancora! Io son la vita!
Ne’ miei occhi è il tuo cielo!
Tu non sei sola!
Le lacrime tue io le raccolgo!
Io sto sul tuo cammino e ti sorreggo!
Sorridi e spera! Io son l’amore!
Tutto intorno è sangue e fango?
Io son divino! Io son l’oblio!
Io sono il dio che sovra il mondo
scendo da l’empireo, fa della terra
un ciel! Ah!
Io son l’amore, io son l’amor, l’amor
E l’angelo si accosta, bacia,
e vi bacia la morte!
4.11.11
KRISI
Atene in questi giorni e nei giorni scorsi era x me come al solito un sogno ad occhi aperti..quel sogno di dieci anni fa che continuava a camminare x le stesse strade..Aiuli, Apollonos, Athinas..il bazar dei pachistani, i tappeti dei rom,i trolley in ritardo e la gente gentile che mi fa un sorriso appena mi gurarda negli occhi..i neri che con le loro prada lv ne fanno sacchi e scappano appena vedono i pulotti con il mitra e il caffè frappè..la storia del debito pubblico arrivato a pesare su tutto e la signora di fronte a me a urlare ekaton ekaton..cento di qua cento di là..io non ce li ho..ma proprio per questa aria di crisi che tutto si avvicina tutti si avvicinano nel ritornare a casa e stasera da sola, come raramente mi sono davvera goduta l'aria mite di sempre come quando ero sola davvero e piena, la gente nel tram aprirsi e chiudersi la musica a syntagma..i cani abbaiare alle macchine..100 taxi e dieci macchine e cammino un pò in crisi, col mio tallone d'Achille sempre dolente, che sanguina d'inchiostro e di pathos..
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