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27.8.14


Una malinconia


Molto spesso in questo posto che io uso chiamare il mio esilio ma non in senso cosi negativo, vivo di malinconie totali, brillate nella mente in un attimo casuale, quando un pensiero si scontra con uno spazio o un tempo immaginario, o di solito e' una nebbia, una luce, un oggetto che mi riporta a quella vita parallela.
Qui e' facile avere la malinconia, e' tutto cosi asettico che ti lascia comporre e immaginare quello che non c'e', riempire il vuoto con un mare che brilla, delle strade di campagna, dei palazzi antichi, dei
campanili che si scrutano tra il cielo e dei pini odorosi.
Una piana che fa intravedere quel mare, da una casa diroccata che era bombardata e che da sempre mi ha dato quel senso di infinito anche in un mondo di provincia.
La mancanza, da sempre si riempie con il sogno, così sono felice di non vivere in una citta' piena di eterno come Roma, o negli echi di tutti gli artisti miei preferiti in una Parigi degli inizi del 900, anche se doveva essere proprio un bel bordello di pathos e arte, da sguazzarci a ogni passo..ma e' solo malinconia a ripensarci.
Qualcuno ha chiamato questo posto un "non luogo" ma sticazzi, questo e' il mondo dove vivo io e c'e' tutto, C'e' Pound, D'Annunzio, Matisse, Ernst, Modigliani, Hemingway, Chagall, Satie, Fitzgerald.
E' la compostezza dell'Asia, che gli occidentali non sanno capire, e' la sua non volgarita' eterna mentre sprigiona incenso nelle strade.
E non e' la vallata del Santerno con un manto di nebbia, ne la tramontana che raggiunge la Sardegna e il suo mare, ma e' la mia  rabbia allo stesso modo.



4.8.14

The long dark

La mattina ancora notte si svegliava solo d'inverno per me, invece queste albe e notti bianche si alternano in una estate eterna; arriva quando la notte separa gli emisferi, ma soprattutto quando non ci sono piu' parole e raggi di luce in un piccolo campo di sogni.
Tu che manchi, in ogni piega di luce e di ombra sulle mie ginocchia, appena affacciate al timido raggio di un mattino che ha in un momento chiuso i tuoi occhi.
La seduzione dei desideri, dei ripensamenti e delle frenate secche, hanno riempito il mio calice fino a farmi sentire ebbra di passione. Ogni giorno e ogni notte diversa dalla nostra.
Da quel pomeriggio fragile, che aveva rotto ogni ragione, dalla fine di una notte illuminata di lampi e con la luna piena dentro ad un oblo'.
Sulle pietre antiche di un palazzo, riflettendo i sospiri e l'amore sui vetri di Murano, sopra un letto esploso di mancanze e di impazienza. Come una battaglia inglese che ha conquistato il mondo, e pure Singapore.



Panta Rei

Aver re innescato un mulinello imolese che era meglio lasciare affondare, una finestra sul mondo che avrei preferito non guardare piu' perche' le conseguenze e i rimpianti di quel vedere sono insostenibili, come non si puo' riavere il passato, prendere un treno perso, vivere di malinconie che non vivono perche' sono malinconie..al massimo si puo' vivere in un sogno.
E quei mobili, quelle cose, che tanto mi creavano ansia, ora viaggiano in un container nel mare, di un tratto che attraversa il mondo e portano tutto lontano e tutto per essere rivissuto, e forse per la paura di dover smettere di sognare ho sognato che tutto affondava negli abissi come la scena del Titanic, i piatti, il como', la scrivania e i quadri rovesciarsi e inabissarsi.
Ritorno in quella camera, la mia memoria e' pregna di tutti i particolari, dalla scala con l'odore di parquet, davanti un mobiletto dove erano esposti i ricordi di viaggio, Messico, Guatemala, oggettini artigianali di terra cotta, di legno, forse un mio narghile' dalla Tunisia. Il bagno stile barca a vela, le piastrelle verdi azzurre, nere, bianche. Lo specchio che ci guardava nelle nostre paure, nei nostri piaceri nei nostri viverci. Il divano, la tv, le mensole con i libri e le videocassette, le foto dei ricordi dei viaggi, davanti ad un Castello per andare all' Oktoberfest, foto di amici, di un gruppo di amici unito, le cornici erano spesse e tutt'uno con la foto, mi piaceva quel metodo di stampa; il gufo di ceramica, era stato messo in mezzo a li, e anche una bottiglietta rosa di rosolio, ricordino della gita ad Assisi di terza superiore, la birra rossa col nome, portata da una gita in Puglia di A.P.; il tappeto kilim o chissa' cosa, i gabbiani di legno appesi con un filo che volavano leggeri con un tocco, il terrazzino un po' cupo ma da dove si vedevano le stelle, dal velux anche, sopra al letto, le due scrivanie di legno una piu' bassa, il disegno di carboncino che ti piaceva tanto, la piccola porta che dava su di una intercapedine del muro, dove stava il casino, il passato, l'inutile, il classico sgombraroba. Ci ho lasciato le Clark stese sul pavimento tante volte, i vestiti anni 90, le mutande, i cappotti dell'inverno quando fuori c'era la nebbia.
Ho rivisto foto nuove in cui come una luna compare a meta', ho visto facce che non conoscevo e facce vecchie, e ho capito subito chi aveva scopato con te, e immaginarmelo e' stato inabissante.
Ho rivisto una casa nuova che era gia' vecchia per me, che aveva una luce diversa da quando la varcai io, ed era piena di gente che non sa della mia esistenza, ed e' quello che resta, oggi. 

19.7.14

Odio l'estate




Una volta l' estate, quella "vera" cominciava a Milano Marittima, nel sole di luglio, nei "bagni" con le moltitudini di ombrelloni blu e arancione a strisce, stipati l'uno contro l'altro, con la bandiera bianca del mare dell'alta marea e quella rossa la sera, o viceversa.
Fino ad allora per me non era estate, era solo Imola o Piratello dalla nonna, poche vespe piaggio 50 a ronzare dal cancello di casa, poche amiche, ma il gruppo si, che si preparava per la magia di quella estate al mare.
Io allora ero come un fiore di tiglio profumato e pregno di ogni emozione e sentimento che nasceva e voleva tutto l'abbraccio del sole.
Avevo neanche 15 anni che iniziavano le estati, con qualcuno del gruppo piu' grande che aveva la patente e si andava come fosse scoprire un viaggio alla fine del mondo, il viaggio alla sera al tramonto per vivere le notti d'estate del mare. Ho impresso come se fosse ora, l'odore di sigarette nel portacenere e nei sedili della macchina, il finestrino modello bambino dietro che non si apriva del tutto, magari era una Panda, o una Due Cavalli, o una Renault rossa sgangherata, il mangianastri che suonava Vasco, I Doors, i Led Zeppelin, Bob Marley, Santana.
Il casello dell' autostrada sembrava un valico della dogana, il biglietto di carta a volte serviva per un filtro, e si rullava..si rullava di note di canzoni, vecchi miti che neanche ci appartenevano, musica che pero' ci faceva sentire divini e poetici, invincibili e maledetti.
Le luci dell'autostrada e la linea di mezzo vissuti in una mezzora, quaranta minuti un po' psichedelici, con gli occhi rossi e battute a voler esagerare sempre, i pensieri per uno o per l'altro, l'importante era provare qualcosa di forte, che fosse il marocchino o la crema al whisky, la wodka o la maria, quello che veniva veniva..a me non importava neanche sapere il perche'. Seguivamo questi echi anni 70, neanche fossero stati quelli dei miei genitori; e quello che succedeva fino all'alba era di nuovo una strada psichedelica con tante ombre: le luci a intermittenza della discoteca fighetta, quelle a "faro" della disco freak, Le Indie per esempio..con gli "Ibizenchi" a ballare sui cubi, sudando tutte canzoni "maraglissime" tipo What is love? Baby i love you, no more. Io me ne stavo al bar a bermi il terzo gin&tonic facendo gli occhi dolci a qualcuno del gruppo e stando veramente male, di testa e di corpo..
Lo stacco al bagno delle donne, la musica che rimbombava di meno e chiudevi la porta al caos totale, l'odore di cesso, le piastrelle sporche di pennarelli indelebili, di rossetto rosso, di scritte cretine col numero di telefono della solita zoccola. Tutto sempre uguale, come una guerra di segni scostanti.
I biglietti omaggio solo/donna recuperati nei bar, per il Cotton club o per il Pineta, dopo il lungo bolgione dello Zouk, la folla di gente per migliaia di bicchieri di vetro con la cannuccia e non.
Le amiche che si vestivano carine col tubino nero, dalla fase hippy a quella dandy, e in spiaggia ci si arrivava a mezzogiorno con le facce sconvolte, i volti pallidi, la bocca ancora impastata a volte..
Qualcuno aveva casa dei genitori in affitto, altri la pensione, i piu' fighetti la barca, e una volta ho dormito in una piccola cabina, condivisa con quello che forse era il mio primo amore, senza saperlo.
Senza capire che quelle estati cambiavano la mia vita, che un bagno all'alba coi vestiti doveva essere il ricordo piu' bello della adolescenza, nell'infinita tenerezza, dei primi baci e del sesso fatto come una corsa in macchina, e tutto il mondo che nasceva in quell'alba.


16.6.14

Ode a maggio e giugno, in italia.

Ah come mi piace questo giugno, con il suo fresco dopo la pioggia, un tifone alle 3 di notte sopra Imola, una tempesta di lampi, la grandine come palline da tennis, giornate infuocate di caldo, nuvole sparse..occhi gonfi di lacrime e di gioia.
E che maggio, giorno al Lido, in un silenzio sovrumano..dietro al giardino vicino al ciliegio sbocciato lento al primo caldo, e i gelsomini esplodere dai balconi.
E anche l'amore lento.
Gli amici, che come il sole non mi hanno mai abbandonato, il mangiare bene, il tirare tardi, i tramonti cercati e in un tutt'uno a Venezia e la Giudecca.
Il tai chi, sopra i tetti della Guggenheim, gli spritz davanti alla laguna, il martini all' Excelsior e il mare, la luce che a strisce arrivava fino alle sedie di Otello, e baciava le bocche piu' belle, la nostra vita, piccola e sognata che vive di casualita'.
O vivendo in questo panico sensuale infinitamente leggero.


12.6.14

Imolandia

Che strana sensazione e' quella di ricompiere gli stessi gesti, sentire gli stessi odori, percorrere le stesse strade che hai solcato mille volte dopo un anno e mezzo in cui non l'hai fatto..
Sono arrivata per quell'evento che a Imola e' l'apice del "frullo"..Imola in Musica..nato da idee di amici circa 20 anni fa..
E' un po' la festa del paese, dove si vedono "cani e porci"tanto che invece, io non ho incontrato nessuno! Per me la festa e' iniziata a casa da mio fratello dove canti improvvisati accompagnati da chitarra, vino scadente e cori amatoriali sono all'ordine del giorno..con un mix di persone e di facce di una vita, che poi sono anche il tuo commercialista e la ex ventenne con cui andavi a Roma al caffe' della Pace a leggere poesie sognando l'amore infinito.
Sto nella casa in cui ho vissuto una decina d'anni con Andrea, vissuta  tra soggiorni lungi e brevi alternati alla Grecia ed altri molti posti; questa casa e' facile, ha tutti i ricordi belli, da fidanzati, coi regali delle nozze, 800 libri messi in ordine, un camino al centro della sala e le finestre che guardano le stelle al cielo. L'altra casa, quella di mio fratello, dei miei, dove ho vissuto un anno e' difficile da vivere, troppi ricordi, mancanze e grumi di lutti che non si sciolgono. Oltre che la polvere di un anno e mezzo, le ragnatele, i mobili e tutte quelle cose che non ho avuto il coraggio di buttare..Perche' magari erano in una foto di quando ero bambina, di un tutt'uno che era la mia vita prima della mia vita da adulta.
Poi gli incontri, quelli che ti riempiono il cuore di nostalgia, cose che hai pasticciato e sono finite male, persone importanti o facce che sono passate senza lasciarti davvero.
Poi si ripartira', almeno mi risparmio i fuochi d'artificio della festa del lungo fiume, quelli che di solito mi dicevano "siamo in quell'estate piena che puo' cambiare la tua vita". Mi annuso solo il profumo dei tigli questa volta, che di solito mi dicevano "fine della scuola". Passero' di nuovo dal centro tante volte, affianchero' il teatro, guardero' la luna e le stelle al fiume, come i ferragosto di tanti anni fa.
Cambiare aria davvero cambia il mondo, infatti qui ritrovo le stesse sensazioni, a volte di impotenza. Mi ci vorrebbe un bel giro in moto sui tre monti, e rubare le ciliegie agli alberi, sognare che cosa faro' da grande, guardare il tramonto da questi posti cosi miei come nessun altro posto al mondo, anche se allo stesso tempo li odio.
Non so perche' tutto si riempie e si sovrappone allo stesso modo come uno stampo solo un po' invecchiato..Che le parole non escono, quando anche a pochi metri da te e hai la possibilita' di cambiare le cose, ma si preferisce andare avanti per un'altra strada..
Girare le spalle e ritornare dall'altra parte del mondo..


25.4.14

Andata e ritorno

Un po' di aggiornamenti e riflessioni su questo ultimo periodo: ci sono stati eventi mondani, le solite menate, giornate bagnate di pioggia e di entusiasmo, moltissime tazze di caffe' lungo e come sempre non sono mancati i miei mille sogni ad occhi aperti.
Cosi il museo nazionale di Singapore con l'Istituto italiano ha dato il via alla rassegna dei film dell'ultimo festival di Venezia, il primo :"Santo Gra" ha aperto le danze in una very chic soure' con vino italiano a gogo, melanzane alla parmigiana in mille cucchiani usa e getta e un mix di categorie umane molto interessanti, meticci, italiani, italioti, asian americans, canadesi/italiani..che sembrava davvero di stare in una prova generale di un film, da quanto tutti erano fighi, ma soprattutto "non reali". Io sono andata con la amica messicana Seratna, al contrario il suo nome si legge Antares, come  la stella. Arrivavamo in taxi dalla Malesia, come prendendoci in giro ci ha detto il vice ambasciatore italiano, per scherzare sul fatto che NTU si trovi dalla parte opposta di Singapore. Il film era senza trama, come noi, a parte la solita pazza che ti spunta alle spalle e inizia a farti mille domande sul film, sulla gente, se conosciamo qualcuno, da sola con una chanel nera e svariati bicchieri di vino ad ogni interloquire con noi..almeno questa volta, non ero io la pazza..
La vita quotidiana poi, the real life, per intenderci, e' uno spasso, le babbuine crescono, e con loro e' uno spatacco, anche se mi fanno dannare, urlare come una pazza e perdere le staffe ogni due piu' due..



Ci aspetta un maggio focoso, il ritorno a "casa" dopo un anno e mezzo, dove non ho mai visto inverno o autunno, primavera o freddo, dove non ho visto poverta' per le strade, sporcizia nelle strade, auto che giravano dalla "mia parte" e da cui sono uscita da quest'isola solo una volta per un' altra isola non tanto diversa da questa Asia.
Ho visto dalla finestra solo palme, e sentito le voci di decine di pennuti grandi e grossi come babbuine, tanto verde, pieno di rammarri, camaleonti, ragni spaventosi e foglie luccicanti. L'altro giorno e' venuta alla playground la scimmia zoppa e per niente amichevole che vive nel campus.La notte entra davvero in questa finestra aperta tutto l'anno, e ho voglia di ritornare qui, quando torneremo dalle vacanze, ma ho bisogno anche di Venezia, di vedere la primavera e i film dal vero. Ho ancora bisogno di perdermi in una luna piena, ascoltare il mare da una conchiglia, folleggiare nell'arte, piacermi e soffrirmi dentro e accettare che la pace ci sara' solo quando saro' morta! Per cui amen, viviamo e esageriamo..

13.2.14

Alla sera

L'ora in cui mi sembra di vivere di piu' e' quella del  tramonto.E' sempre stato cosi.. Spostandomi in quella dimensione che chiude una giornata, un ciclo, un proposito, e in ogni mondo, che fosse Grecia, mare o Venezia o Imola o una collina, o da una finestra qualsiasi che sempre cercavo, li e' dove vivo di piu'. Pensavo a ieri sera: seduta sulle scalinate del campo sportivo dietro a casa, qualcuno che gioca a calcetto, altri che corrono, asiatici, bianchi, bambini che corrono, il cielo che si era fatto metallo e quasi liquido per l'umido, gli studenti giovani con i muscoli  tesi nelle gambe, il velo per alcune anche correndo, la nonnina indiana col vestito tradizionale, i capelli argento, la sua camminata stanca e ondeggiante, i pipistrelli in voli acrobatici, gli uccelli isterici, grandi pennuti urlanti; la palla da basket portata in mano, le marche, le scritte sulle magliette dell'Universita', le palme di Singapore, un po' diverse da quelle di Atene, soprattutto in un tramonto, la luce diversa in ogni posto in cui sono stata, questa, lontanissima da quel cielo al Lido, a Kalimarmaro, a Zolino, a San Giovanni, all'albergo Alex e Jota. Pensavo, mentre la Viola correva tutto il campo sportivo e lentamente sfumava e diventava piccola, per poi sparire nel rosa di tutto un cielo.. per un attimo pensavo se tutto questo non ci fosse stato e lei solo fosse rimasta solo un sogno, e Penelope solo un altro, e Lucrezia un altro ancora...fiuuuuu mi e' scoppiato il cuore..c' e' tutto in questo sogno di mondo di vita di arte!
Venezia, una Biennale


15.12.13

Amed, un posto

L'impatto con Bali e' una scia di motorini pazza illuminata e contorta per  la strada tra Denpasar e Candidasa, verso est, dove andiamo noi, ad Amed, villaggio dal nome turco, villaggio di pescatori, di baracche di paglia, legno e mattoni che sembrano quelle dei 3 porcellini. Decine di ponti bailey, di cani randagi e ancora motorini, insegne CANON SUZUKI ISUZU, su di un vecchio minibus noi, che non ha neanche le cinture, e le  ruote piccole calcano ogni buca e pietra per tre ore filate. Lontano dalla fauna e surfers di Kuta, dagli alberghi 5 stelle, di discoteche con gli australiani, finiamo un po' per  caso e un po' per scelta in un posto di hippy anni 70 che ascoltano Bob Dylan, Neil Yong, Cohen, e fanno joga, come il nostro padrone di casa che ci ha lasciato tutto un repertorio, assieme a libri di Fitzgerald. In un'oasi con la piscina che guarda il mare, con la porta di casa, tutta in stile balinese di legno che apre un infinito su montagne avvolte di nuvole, risaie che mi dicono diventate patrimonio dell'Unesco, e genti con cappelli di paglia a punta e la pelle bruciata, plasmare quell'infinito. Con la finestra sul mare e sulle imbarcazioni colorate e a forma di granchi, solcare le pietre nere del vicino vulcano, ogni mattina alle 5, da che sembra che le barche ci entrino in casa e scivolando in mare, nel mare aperto di vele bianche arancioni e blu, raccogliere con un amo si povero, brillantinosi pesci argentati, sempre che i delfini ogni mattina pronti a seguirli non gli rubino tutto il bottino, o vengano a riva per stupire i nostri occhi e meno quelli delle mie bambine che credono sia normale che una famiglia di delfini ci venga a salutare incuriosita. Cosi' dopo un tramonto in quell'angolo di mondo mi sento infinitamente ebbra di nostalgia e di piacere, che mi viene in mente quando sentivo la chitarra suonare con gli accordi di De Gregori sui calanchi o in mare su di una barca a vela nel mar Adriatico. Proprio il giorno di Santa Lucia, con un arcobaleno sul mare in mezzo alle palme..chi l'avrebbe mai detto! E di portare i tuoi pensieri sopra queste spalle colore delle vele, colori di una squadra che si e' battuta per me fino a lasciarmi andare, colori che ti fanno venir
voglia di vivere, acqua salata che brucia ancora le ferite, luce calda che scalda il viso fino a
consumarlo di vita. E in quella barchetta che esce in mare, nella sua pace, sono contenta di trovare ritrovo una gioia infinita,  una pace mentale addormentata come nei sogni di prima mattina, pieni di irrisolti e di baci con la luna. "E' tutto quel che hai di me, e' tutto quel che ho di te"


28.11.13

Hic sunt leones

Foto di Bali, al tramonto, con Andrea che contratta la pesca 


Siamo al di la' delle mappe, dove non si conosceva, dove un leone e' il simbolo della citta', dove gli alberi trasudono di olii, la natura padroneggia i tempi, i tropici hanno confini liquidi e mi riconciglio con il cielo blu dopo la pioggia, puffando di qua e di la' tra la linea che percorriamo nel week end, quella di China town, con un tocco di magenta un po' dappertutto e il ciano della sera quando la playground si svuota degli urli dei bambini e gli odori della minestra cinese fanno da capolino nelle membra e sugli olfatti di noi essere umani Emigranti. E non solo perche' dopo anni ritrovo una certa pace, quel buco dell'infinito blu del pianeta visto da google, all'angolo della Pioneer street, dove il primo giorno in taxi ci disse il tassista: li si mangia proprio bene e' aperto 24h su 24 "Big Eater" Di granchi che sono blu prima di diventare rossi, di sedie di plastica sozze, davanti a una buganville, con la tovaglia di plastica e una tavolata piena di portate succulente. Con due amici che sono gia' diventati amici, quando e' scoccata quella scintilla che ci faceva capire di essere andati oltre. Ed e' stato un tuffo su google map nel cuore della quotidianita'. Oggi il sole mi acceca, sotto ad una palma o in treno, in casa dalla mia finestra, dietro a un arcobaleno in cui davvero volano uccellini blu come nella canzone; questa Asia...
E dire che nel punto piu' profondo del mediterraneo ci ho passato ben 12 estati, davanti all'isola di Sapientza, nel sud del Peloponneso, mi piace scriverlo perche' mi piace pensarci, dove uno e' messo nella vita senza pensarci troppo, se cambiera' o no non lo so, il punto e' che io mi trovo qui.

L'albero di Natale



Il puntale del mio albero da bambina era una stella di vetro comprata alla cartoleria della via Emilia vicino al teatro, avevo circa 6-7 anni e mentre compravano accessori per la scuola il Natale si avvicinava e mamma comprava alcune nuove decorazioni alla cartoleria. L'albero era un abete vero, quasi ogni anno comprato nuovo perche' dopo i vari tentativi di piantarlo in un vaso e vederlo perdere gli aghi ogni anno mamma' lo voleva VERO! all'inizio sapeva di resina e profumava, poi piano piano si rinsecchiva col riscaldamento condominale a busso e diventava parte dellla moquette verde.C'era la pallina azzurra, spruzzata di brillantini bianchi molto anni 80, rigorosamente di plastica, c'era quella di vetro rossa luccicante, la versione famiglia delle palline natalizie piu' classiche, la media, la grande e la piccola, la serie degli gnomi austriaci indaffarati a far qualcosa, le luci a palla di plastica colorate, gialle, arancioni, verdi e rosse unite da un filo plasticoso verde che si sbizzarrivano in cantilene musicali da pile scariche, parecchie cromie di luci alternate, una decina di palline in vetro preziose comprate a Salisburgo, di cui non ne e' rimasta neanche una. Il filo d'argento spelacchiato riusato ogni anno in tutte le salse, il soldatino di vetro con i colori sbiaditi, il torero, l'angelo di stoffa, le stelle argentate di midollino, e la poltroncina dell'orsetto.
Facevano l'albero di Natale piu' kitsch dell' universo! E la mia meraviglia davanti a esso per piu' di un decennio. Lo sguardo era fisso tra quel luminare e la tv Brionvega nera, alternativamente.
Ora, babbuine, godetevi il vostro albero finto made in China, con tre palline comprate al supermarcket, piu' i leccalecca a bastoncino che si sono sciolti in una notte in questo Natale a 30 gradi...

BOMBAY SAPPHIRE


Il mio film continua passeggiando per il Singapore river, con l'odore di  fritto, di smog, di pesce appena pescato, di granchi enormi in bella vista, chiudendo gli occhi, immaginando Singapore 100 anni fa, quando era un porto malfamato di fumatori d'oppio, pescatori di perle e pirati..
Con una fighissima scelta di gin inglesi sul menu', in una di quelle baracchine diventate lussuose e impeccabili, per farti il viaggio mentale con la gola che brucia di gin nell' ex colonia inglese.

7.11.13

Durante tutto il viaggio..


Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell'afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-22524>

5.11.13

Little India

Sono qui che mi guardo la mia mano dipinta con l'henne, stamattina a Little India, una di quelle passeggiate solitarie preziose come un sogno. Dopo parecchie fermate di metro, e nella cartina dalla linea verde incrociando quella viola, appena esco dalla metropolitana mi avvolge una luce calda e il solito tepore morbido, e' quasi ancora tutto chiuso, a parte qualche bancarella del mercato che sta allestendo frutta e verdura, fiori e luci per la festa di Deepavali, mi siedo in uno dei "bar" tradizionali,  ci sono solo indiani e nessun tuista ma i tavoli sono tutti pieni, allora una coppia di 70 enni mi invita  a sedermi, mi ricordano il mio babbo e la mia mamma in versione indiana! Per ringraziarli gli dico: NAMASTE, loro parlano solo hindi ma mi sorridono per tutto il tempo in cui bevo il caffe' e mangiamo con le mani parata e formaggio di capra.
Per tutta la via c'e' un'odore inconfondibile di curry e di incenso, scintillano i sari ben esposti nei bancali, fino al mercato del pesce e della carne. E degli occhi cosi belli di donne indiane ma anche arabe o del Myanmar cosi verdi azzurri che sembrano di vetro, mi chiedo se siano lenti a contatto, in ciglia truccatissime di nero e ombretto verde sotto a coloratissimi veli, ma quelle sono le indonesiane, e i malesi con gli occhi gialli che a guardarli m'imbarazzano, sono occhi cosi belli che mi appartengono intimamente nei ricordi. Li ho fissati qui come l'henne sulla pelle.








22.10.13

Le mie terre


Di cosa sono fatta. Sono nata a Bologna. E di quel passaggio di ritorno nelle vie universitarie ho negli occhi e nella mente la street art di Cuoghi Corsello, Blu ed ERicailcane, tra il lungo wall che costeggia la stazione, grigia e metallica, nera come gli africani e i tossici, fino alla periferia, dal quartiere Porto a Porta Lame, nella zona Marco Polo, in via Zanardi, Bologna conserva ancora nel mio cuore e nel cuore di certe case abbandonate e a rischio demolizione certe opere d'arte che io considero eterne nella mia memoria, come quella di Blu nella via per la fiera.
Da Strada Maggiore invece gli occhi si fanno medievali, cupi ancora, ma lussuosi e ricchi dell'antichita' di Corte Isolani, dove un portico ligneo nasconde una freccia che un giorno mi feci notare, tra gli altri che guardavano in su, o tra gli echi di Piazza Maggiore rincorrendo un timido "ti amo" tra una colonna e l'altra che rimandava le parole.
Ancora mi ritrovavo in piazza Santo Stefano, tra i punkabbestia, i pitbull, i ristoranti per me di lusso con il brodo e i tortellini, la mostarda da mettere nel lesso, i tiramisu', il caffe' da Zanarini e il suo bellissimo specchio liberty.
Perdersi di baci adolescenziali nelle mattine di buco nell'ex ghetto, Palazzo Malvasia, via del Carro, via dell'Inferno, la montagnola con l'odore di Joint, via Zamboni, via Belle Arti.
E finire a Santa Lucia per Natale come per la canzone che amavamo.
La rossa universitaria, che non son mai stata tua.
Della provincia ne ho parlato spesso, e in quel mentre spalancavo gli occhi a quel confine con la Romagna tanto amato, Faenza la mia ciottola fragile che ho plasmato nelle mani, nella pancia e nei miei sogni, sogni che stavano in provincia di Ravenna, nella bellezza eterna di San Vitale e dei mosaici, nella sua cupola dorata. Galla Placidia con la sua notte stellata e una croce che mi ha sempre ipnotizzato. So di olio d'oliva di Brisighella, con un sapore tradito alla Grecia, alla guerra dei miei nonni e alle scorribande di artisti in erba, sui calanchi, nella pianura, a Pietramora, nella ghiaia di Zello, tra una partita di rugby,una cassa di crema al wisky a capodanno, i libri antichi e sognati, la mia terra, li sempre tra la via Emilia e il west..
Sono fatta di quelle stelle e del riflesso della Darsena magica sullo specchio d'acqua dei magazzini abbandonati e delle banchine, il suo fascino mi fa sentire l'odore del mare, proseguendo per quella strada trafficata di tutti quegli umani che si dirigono come formiche a quel pezzetto di mare tanto vicino e che pare un raggiungibile sogno, a Marina, alla Bassona, al Baretto, la scuola di barca a vela,  lasciandosi indifferente dietro il bianco Mausoleo di Teodorico, dove tu, hai piu' che scritto e decifrato il nostro sogno di abitare nel mare, facendo nascere la nostra prima figlia, li, attraverso le infinite pinete e le magiche lagune.
Pini marittimi, dall'odore pregno e intenso, dove anche Boccaccio vi ambienta il Decameron, tra acque dolci e lagune salmastre.
Lungo le rive i vecchi capanni, i bilancioni al tramonto, e colori rosa a dirimpetto tra cielo e acqua,
sud verso le saline ancora.

9.10.13

Un complimento fa ringiovanire 15 anni

Soprattutto quando meno te lo aspetti: ieri alla fermata dell'autobus, un po' accaldata come sempre in questa giungla tropicale, con il mio vestito nuovo di h&m in saldi, una bella fantasia con le tigri e colori sull'arancio, che qui in dollari singaporeani aveva raggiunto prezzo pari a 4 euro, con le gambe incrociate sotto la pensilina e i miei occhiali da sole rossi a specchio, pensando ai rotoli di pasta con gli spinaci e la zucca, mi arriva davanti un bel ragazzotto americano probabilmente, stessa faccia di quell'attore bellissimo che ha fatto driver, ma piu' basso, anche lui con gli occhiali da sole, rossi..a cui mette mano nervosamente per tirarseli su, mi fissa e mi dice " Hey, nice skirt!" ..ecco, veramente mi sono sentita piu' giovane di 15 anni, non ho avuto il tempo di rispondere che se n'era gia' andato e mi ha dato una carica infinita, tanto che mi sentivo carina come a 20 anni, detta da uno studente di 20 conta..e me ne sono ritornata sculettando e col sorriso sulle labbra!! Thanks pretty boy!


Durians smell awfull!!




Come non dedicare un post al Durian, come dire Emilia Romagna senza le pesche..questo frutto tipico puzzone del mondo in cui mi sono impiantata..
La prima volta che ho sentito l'odore di Durian ero al mercato ed ero incinta per cui l'olfatto era all'ennesima potenza, e passando tra le bancarelle di frutta esotica un reparto tutto per se' occupava lo spazio del Durian..e perche'? Perche' il suo odore e' una miscela di gas propano e carogna putrefatta, frutta marcia e frigo con la muffa..e perche' mangiarlo? Non lo so, qui e' una prelibatezza, anche se grandi cartelli vietano di trasportarlo in metropolitana o nel bus, nelle camere d'albergo e in luoghi chiusi, pena, multa di 500 dollari! Un nostro amico, qui al dipartimento di fisica ha chiamato i pompieri perche' credeva che ci fosse una fuga di gas!E' una folata d'aria infestata che si sente anche all'entrata del supermercato fairy price: un misto di sex& socks avvolgente come una nuvoletta! Bei ricordi, quando la mamma faceva bollire il cavolo per ore tutto l'inverno!

8.10.13

Oh Singapura! E qualche mio pensiero al vento..


"

Singapura, oh, Singapura, 

Sunny island sets in the sea. 

Singapura, oh, Singapura,

Pretty flowers bloom for you and me. 
Come along join the song in merry singing,
Blend our voices,

Join in the chorus. 
Singapura, oh Singapura, 
Pretty flowers bloom for you and me"

Eccola, sembra la citta' perfetta per antonomasia, pace sole fiori e amore..
A Viola e Penelope insegnano questa canzone a scuola e il suo ritornello me lo sento nelle orecchie la sera, quando torniamo a casa saltellando e in piscina sputacchiato con l'acqua in bocca..certo questo clima tropicale incarna certi fiori grassottelli da farli sembrare finti e maturi come frutti pronti per essere mangiati, dalla ovovia che parte da Harbour front si possono contare a centinaia le navi cargo appollaiate in una piatta specchiera di acqua e cielo, mista al grigio all'azzurro e al bianco delle
nuvole in un coro di  uccelli urlanti che seguono danze e tuffi carpiati tra l'uno e l'altra. Questo momento che permea con un acquazzone un pomeriggio qualunque d'estate, il mio cuore qui che
batte, risuona lontano per le genti dell'altre parte del mondo che ho lasciato.
Un paesaggio lunare come quello che credevo un campo da golf, visto dalle colonne d'ercole tripodi
con la vasca da bagno,(il marina bay sands nella mia testa) era invece il circuito della formula 1, ancora un retrospettivo ritorno A quell'altro mondo non lunare, ma fitto di radici e rampicanti in ogni pietra medievale. 
Come gli infiniti palazzoni alveari di cemento qui, con infinite finestre e copie di facce orientali.
Ho dimenticato per un po' il tratto di mare tra me e il mondo,ora piu' vicino a quella Australia che di solito dormiva mentre io farneticavo, ho dimenticato un punto a nord dell'equatore che ha cosi illuminato le case di little India facendole brillare, ho dimenticato la nebbia vaga delle prime ore del mattino, alLido e a quelle nuvolette in aria come fumetti di dimiego e di canzoni di Guccini nell'ipod respirando fresca aria di mare e di maree di messaggi portati dal mare.Ho dimenticato di averti salutato quella mattina presto come se avessi potuto rivederti dietro l'angolo di quel teatro o sentirti sbocciare dentro di me all'improvviso dopo una notte brava..
I pensieri come questi fiori nell'acqua continuano a sbocciare o a schiudersi con la luce, la luce che in uno spazio di tempo copre meta' emisfero, lasciando me al buio e con questi pensieri, la luce che cambia ogni cosa.

23.9.13

Mid-Autumn Chinese Lantern Festival-Walk


La festa di inizio autunno ( 30 gradi umidissimo) si e' levata in aria in tutto il suo entusiasmo orientale pacato e leggiadro; ogni parco era ricolmo di lanterne colorate e illuminate anche dalla luce della luna piena, lanterne rosse e grandi venivano accese la sera e fatte volare come piccole mongolfiere in un cielo blu, misto ciano di foschie e polvere. Così vederle gonfiarsi in un attimo e galleggiare nel vento caute come nuvole, sullo specchio d'acqua di lake side.Trovarmi poi a mangiare del coccodrillo piccante con un siciliano, due milanesi e un emiliano mi ha fatto sentire leggera e con  le pupille specchiate in un cielo di stelle, quando poi la sera si fa notte e cerco di trovare la via lattea come la linea della metro, in questo grande aglomerato di luci e via vai dove scorro la mia vita, e per quanto ancora stia cercando, la vita qui passera' ancora per qualche anno, ricordandomi sempre la prima volta dove ho visto le stelle cadenti al fiume a Coniale in quel fresco, scorrere di foglie e acqua brillante, che sete mi sprigiona al sol pensiero. Volate miei pensieri, io sono serena al mondo! Gioia e una vasca piena di birre cinesi con un sapore piccante in bocca, voglia di parlare, conoscere, capire i gesti e i sorrisi nelle sfumature delle pelli, una citta' piena di ragazze indiane bellissime, che portano la preghiera e i sogni nei loro mehindi, cogli occhi neri e vellutati mischiati all'ambra e allo zafferano, le vedi nella metro e sembrano tutte principesse, come mi ha detto Viola.
Poi abbiamo camminato anche per il nostro quartiere, che è il campus universitario, dove ognuno e' forse qui solo di passaggio, nessuno è a casa sua davvero, in un certo senso, e tutte le luci di queste case che si accendevano dei sorrisi dei bambini, lente le lanterne hanno camminato verso casa, insieme alla musica miagolante di piccole melodie in lanterne moderne; insieme a quel gruppo di vicini di casa a cui ci affianchiamodove anche gli alberi cantano di fruscii e mesti della pioggia e infestati di natura vivente nascondono occhi e linguaggi magici di uccellini, insetti e formiche copiose o lucertole che per un attimo ci guardano coi loro occhi stralunati inclinando la testa.
Tutto intorno a me nella notte sembrava brillare dall'interno, nelle case, nella metro, nei caffè, la luce della luna che colpiva a tratti le finestre del treno rialzato, quelle al neon underground, l'ondeggiare dei fili della luce nel vento basso e le macchine infilarsi in delle scie florescienti dietro gli alberi luminosi di Gardens by the Bay, le persone passeggiare in una strada di pietre scintillanti, credo che tutti siano fatti di luce, e una volta in una luna blu, ho avuto la fortuna di intravedere dentro di essa.



17.9.13

Sunrise Sunset

E questa e' la mia finestra sul mondo, coi colori che mescolo ai miei sogni, con mille sfumature diverse ogni giorno. 

Moon festival


La mattina rilassata per andare a scuola senza sveglia puntata e' una manna dal cielo, ora Pepe non prende piu' il bus per la Montessori ma si e' trasferita nel kindergarten qui al campus con Viola, quindi ci alziamo con calma verso le 7,30-8 facciamo colazione con pane e Nutella, o con pane e marmellata di Marks & Spencer, ci mettiamo le divise e gli zaini rosa delle principesse e di Dora e ci incamminiamo verso la scuolina. Una bellissima scuolina dove imparano veramente tanto.Parlano in cinese inglese e singlish soprattutto..Ieri c'e' stata la festa delle lanterne, una tradizione cinese e ognuno aveva la sua, ma dalle vecchie e tradizionali lanterne di carta rosse "comuniste" si e' passati al consumismo per l'infanzia walt disney e  warner bros, con lanterne a forma di angry birds, spider man, ancora Dora l'esploratrice che imperversa e addirittura ho anche visto quella di Sponge Bob che faceva le bolle..insomma chi piu' ne ha piu' ne metta! E ogni sogno si avvera..

13.9.13

Viola quotes : la solitudine

" mamma com'è bello camminare al mattino da soli e sentire i RUMORI DEL SILENZIO, gli uccellini, le foglie"...... Amooooreeeee!!!!

...ed e' arrivata anche la fatina dei dentini!!

2.9.13

Il mio film

Prima imperfezione:

La casa e' ancora Imola, lo dice il mio passaporto, lo dice il comune che mi scrive fin qua, lo dice Facebook, lo dice il fisco, e purtoppo sono tre case, non una, di cui pagare le maledettissime tasse.
I mobili non sono quelli dei mie sogni, ma dei sogni di mamma e babbo, li adoravano, sono sacramenti di legni di noci o altro, intarsiati e decorati, non unti d'olio da ormai due anni, sono di Luigi Filippo, dei miei nonni, sono massonici, sono imperiali e con i piedi a cipolla,non riesco a liberarmene, anche se vorrei, per memoria, ricordo, per ricavarci qualcosa vorrei venderli, ma non hanno prezzo, anche se li odio, sono scomodi e non sono i miei mobili.
I libri sono circa 7 mila, e l'enorme, pesantissima, bega di tutta l'enciclopedia Treccani piu' indici che giace sulle scale mi da' un senso di oppressione enorme.
Mio padre se l'era regalata dopo una vita, era una magia per lui, paragonata a me quando ho scoperto google, se l'era comprata dopo gli anni d'oro del Lions Club, alla pensione, per poterci sguazzare ogni momento della giornata, libero dagli impegni cuciti addosso e dal lavoro per lui fantozziano; l'aveva comprata a patto con mamma che le avesse regalato la pelliccia a lei, allora. Anche la foto della gita del 2004 a Pavia, con mia mamma sorridente ed entusiasta con addosso la pelliccia di Isabella, di visone, zibellino, martora, cincilla' che ne so ma come si fa?!!!! Desideri costati a loro ed esauditi e da cui io mi vorrei liberare, ma non ne ho il coraggio..
La Mustang anni 70 dello zio, nel campo sotto al fico, come una reliquie rrugginita e smembrata di cuore, polmoni, reni, come un rottame pop che non possiamo vendere o demolire perche' altrimenti lui ci "ammazza": " l'Aciacino"....

Seconda imperfezione

Qui non c'e' il bidet, non c'e' mai stato al di fuori dell' italia, in nessun paese in cui abbiamo vissuto e quindi dovrei esserci abituata, ma non ci riesco proprio e tutte le mattine quando mi metto sotto la doccia e mi dimentico che l'acqua non si regola subito...mi brucio la patata.

Terza imperfezione: 

Gli alberi sono sempreverdi, non appassiscono le foglie e non cambia la stagione, non ti accorgi che i
fiori sbocciano perche' nel frattempo ne sono sbocciati altri davanti e dietro, le pioggie rompono la
staticita' di tutto e ho imparato ad amarle non a detestarle, i monsoni sono novita' che danno eccitazione rombando di vento e di tempesta, rompendo il silenzio e il cinguettio degli uccelli, degli spari di esercitazione dei militari, dei tamburi del gruppo di musica tradizionale cinese che suona come una tribu' antica.

Quarta imperfezione

I condomini, le case basse cinesi e i condomini stile fascismo cinese-mazinga zeta-germania est-Scampia e le vele, tutti uguali in ogni quartiere residenziale e non.
Appena esco dalla porta vedere lo spazzino con il suo furgoncino e l'elica colorata girandola pulire le strade, prendere l'autobus 199 per il jurong point ad annusare detersivi, notare un vecchio maggiolino azzurro e l'omino delle zanzare che guarda che non ci siano sottovasi, mentre la bambina prodigio cinese continua a suonare ininterrottamente. Questo e' Truman Show in versione asiatica..

26.8.13

Mangia prega ama.

Si, bisogna finire dall'altra parte del mondo per riuscire a cogliere l'essenza di ogni cosa, ma piu' che il senso e' il cambiamento che ti fa vedere diversamente, stando fermi e' molto piu' difficile.
L'Asia regala all'anima un senso di calma e di spiritualita' non paragonabile all'occidente, e' questione di colore, di profumo, di anima e di aria in un vento caldo costante.
La luce si spegne alle sette e mezza ogni giorno dell'anno, dopo colori psichedelici allineati e bugiardi per averli mischiati di inquinamento e malinconie di colori indiani da una parte, cinesi dall'altra a 
specchio di grattacieli superbi.
Alla canteen, dove la mattina faccio colazione con un caffe' lontanissimo come la strada da qui a Imola, e due uova alla coque, di un sapore magnifico, assieme ad un pane da toast croccante gia' spalmato di burro di arachidi e kaia, una salsa dolce verde; il tutto a poco meno di un euro di Imola..
Ci sono vari stand, quello indiano sempre piu' piccante e colorato mi dice stamattina che si stava meglio quando c'erano gli inglesi..cio' mi fa pensare che deve avere 40 anni x gamba, e nelle mani ti rimane sempre l'odore di fritto e di spezie. Dal cinese di Shanghay ci sono spaghettini fatti a mano molto meglio della nonna Pina..tutte le verdure che finalmente fanno onore ad un tavolo con decine di piatti enon solo come contorno, frutta fresca esotica spremuta e composta ad abbellire tutto.Dal giapponese, adoro il bruciore del wasabi che mi fa lacrimare gli occhi e che a volte mi rimane sulle labbra per ore, insieme al sushi mio amore! Yoga, nella palestra di fronte, mani giunte per un saluto, mente libera...mai! Ma ci provo, giorno dopo giorno.
Finiamo questo anno, che ne e' valso 2 o tre per la sua ricchezza, a Bali, lontano dall'area turistica, dai surfisti e da dove hanno girato il film, tratto dal libro. Solo nord e mare, est e tramonti viola e rosa, spero. Verranno dalla Grecia Nadia e Matteo con il loro piccolino. Quando e' nato Patroclo l'ho visto su skype quasi subito dopo, con il papa' e la mamma ci siamo commossi insieme; sono stati anche i nostri padrini, koumbari, in greco, quindi qualcosa di spirituale e forte ci lega ed e' un miracolo, la vita, quindi, si, cerco di impegnarmi a mettermi in pace, ad amare, senza peccato, ad essere nella purezza, nell'acqua, nell'aria e nel cielo, senza perdermi ed affogarmi, senza essere in balia delle onde..tanto per galleggiare. Ahhhhh sospiro, non ti avro' mai tutto, mare, cielo, sapore...


22.8.13

Makria..


In un'altra vita io sono nata qui, respirando il cielo blu che si tuffa nel mare,galleggiando nel blu cobalto dell'Egeo tra un meltemi caldo e 
l'odore di mirto, da dove ho colto un fiore di zafferano una volta, dalla terra rossa e rovente come i miei pensieri solitari, che sfumono nel tramonto roseo e schiumano nel mare. 
Tra le pietre antiche ho solcato i miei passi, steso la mia tela, lasciato i miei pensieri al vento navigare in un mare infinito, ho veleggiato di istanti a gonfie vele, assoporato il profumo del mare e sulle labbra mi e' rimasto il sale dell'avventura e la grazia del sole e del calore. Questa notte di luna piena dove io immagino questo blu, questa notte e questo giorno, illuminato dalla luce e colorato dal tocco degli Dei, ah Grecia, come ti ho amato e quella finestra che apro in me per te e' davvero l'infinito..ti porto nel mio spettro d'anima, nei riflessi dei miei occhi, sognandoti ancora, e ancora.


13.8.13

We are family!




Block 35f la finestra sul cortile..


Basement: "la topaia"
Primo piano: bambino mezzo autistico indiano e famiglia ora in ramadam
Secondo piano: famiglia dutch, lui fa fatica a salutare, il figlio si vede ogni 2 mesi, la moglie,la biondina.
Terzo piano: famiglia cinese, Bonnie l'amichetta di Viola..
Quarto piano: il puttaniere unbriaco che ogni venerdi porta qualcuno.
Quinto piano: famiglia indocinese, bambino di otto anni che si fa continuamente male.
Sesto piano dirimpetto: Tanvi e Julien, che tesori..
Settimo piano: LA PIANISTA bambina cinese di 14 anni ai lavori forzati..madonna che ansia..
Ottavo piano: la famiglia irladese e le figlie bellissime adolescenti in erba.
Nono piano: gli indiani e noi.
Decimo piano: la famiglia brambilla e la "zoccola" sempre con gli zoccoli a far casino sopra la mia testa.
Undicesimo piano: I Marsili- Guadarrama, romani messicani, il mitico Leo.
Dodicesimo piano: i cinesi alla riscossa
Tredicesimo piano: cinesi e i pappagalli rompiballe alla mattina.


23.7.13

Solandata

Oggi avrei vogliA di prendere la macchina, l'autostrada, prendere il biglietto al casello e guidare fino in Svizzera; qui dove guidano a sinistra come dei pazzi e suonano il clacson peggio che a Napoli e quando mi volto dal finestrino del taxi guardo chi c'e' che guida cosi e mi fa sempre strano, non e' mai quello che guida al posto della mia percezione di chi guida..
Di solito e' un cinese in furgoncino che porta gli "schiavi" come li vedo io, ai lavori piu' umili, e sicuramente si tratta di pulire qualcosa..mai visto una pulizia del genere come in questa citta', sono capici di pulire anche il tetto delle pensiline e piu' pensiline per tutti e' il motto di questa strana citta'. Ma ritorno al mio "viaggio" guardo fuori dal finestrino e la mia strada giunge al lago Maggiore, dove il profumo dei fiori e delle montagne spalanca i miei polmoni, dove berrei un godurioso calice di vino rosso, perche' fa freschetto da quelle parti, anche in una estate; guardo la cartolina di Stresa in mezzo al mio libro di Erodoto, con i fiori e le isole Borromee, una tartina coi fichi e la ricotta e tornerei indietro alla pazza nostLgia del mare fino al bagno 250 e guarderei la luna che c'era ieri sera dal grattacielo di Milano Marittima. Sbarbini a M.M. Con la honda, o la vespa, guidando come dei pazzi..Poi avevo cosi' voglia del mare che sono finita nel porto piu' grande del mondo, ho guardato le mille scintille delle luci artificiali proprio la sera stessa della festa del Redentore a Venezia, proprio il giorno dell'indipendenza a Singapore e della luna piu' luminosa dell'anno.
Io che sono innamorata di Venezia e della Grecia..
Qui in un'isola che si guiderebbe da un lato all'altro in poco piu' di un'ora..solo andata.
Mentre mi sto facendo un viaggio mentale eterno..oggi non ci sto dentro a quest'isola della Malesia..!



11.7.13

Piccola citta'

Sono andata a nuotare stamattina presto, avevo voglia di sentire di nuovo il silenzio, di continuare l'oblio della notte e rinfrescarmi il corpo, avevo voglia di sentire la bambina prodigio pianista suonare alle 8 di mattina la sinfonia nm 9 di Chopin che e' ancora un notturno, che lei suona ogni santo giorno! C'era yeye sopra lo scivolo a sonnecchiare, il nonno di Chen Chen che si sveglia presto e le solite unties a pulire la playground, e ovviamente il bambino indiano "qualcuno volo' sul nido del cuculo"
Mi sto abituando a questi gusti asiatici, a una zuppa calda dopo la nuotata alla canteen 2, verdure e tofu self service che si mette a bollire al momento e ti da energia e vitalita'. Al coffe' lungo con la crema di latte liofilizzata, la pronuncia esatta e' KOPI!
Ai toast con la salsa verdina della pianta tipica malesiana. Sono in un'isola felice, dove tutto questo costa davvero poco e si fa una vita di quartiere e di "condominio" anch'io sono cresciuta in un cortile sotto ad un palazzo come questo, la scala A e la scala B e ogni appartameto conteneva un piccolo essere umano diverso che sarebbe diventato poi per esempio: Xella il poeta, Acido il dj di Ny, Bisca, mio cugino il giornalista, Capra la prof con la passione british, Ciabattino ( che girava sempre in ciabattine) un cittadino del mondo..chi l'avrebbe mai detto! E mi diverto a ammiginare dove andranno le babbuine, se torneranno in Italia o chissa' dove.
Ma in questo piccolo mondo e' contenuto tutto il mondo, certo i cinesi ci battono sempre, in maggioranza, nella musica, nell'educazione, ma abbiamo anche l'odore del curry dalle cucine indiane, con l'incenso e i colori per la fronte, ci sono gli inglesi che dominano sempre, una turca sposata con un irlandese, una messicana con un italiano, un russo con una cinese, una cinese con un austriaco che mi dice "Bongiorno"la mattina, e i bellissimi figli meticci in questo spazio grande come il centro di Imola, senza essere mai in guerra tra di loro come con gli arabi al bar Cosimo o i cinesi che
comprano il bar Cosimo. Qui c'e' un senso di pace, di dittatura e regole che funzionano, lasciamo la porta aperta e ci fidiamo delle filippine che diventano parte della famiglia e la domenica vanno a messa tutte insieme e si tirano a lustro per la giornata libera, in Orchard plaza a chacarare..
Mi sono inflippata con lo yoga, ovvio, perche' da dove nascono le cose si sente piu' forte il legame, la meditazione che raggiunge il corpo, la pace in ordine di regole e io cerco sempre la regola perche' ne ho bisogno. Cosi faccio anche yoga 3 o 4 volte alla settimana e meditazione per pregare, perche' ne ho bisogno, sempre.
Eccomi, avevo i codini castani e il mio dentino storto mentre giocavo a nascondino o a "pastroz" con la terra e il fango del cortile, poi c'e' stato Chernobil e non si poteva piu' uscire in cortile, come qui con l'haze per 10 gg..ma dopo la tempesta e' tornato il sole e stiamo a penzoloni guardando dall'altra parte del mondo, e devo ringraziare sempre per come siamo riusciti a capovolgere tutto, e continuare ad amare, sempre.