Cap. 1
Faenza-Imola.
La Nascita dei Super Eroi
Bentz sfrecciava diritto col suo fifty azzurro per la via degli orti che porta a Faenza, lo chiamavano così dalle superiori, non per qualche motivo in particolare, solo un soprannome amabile che fa di un ragazzo qualsiasi un personaggio esclusivo, di un certo periodo dell’ adolescenza e della vita. D’inverno quegli orti sono campi ricoperti di brina, la terra è come un deserto rappreso seminato di fragili viti, o alberi da frutto che faticosamente aspettano la primavera; proprio come Bentz e i ragazzi di sedici anni che vanno a scuola e non fanno caso a quel territorio ostile che attraversano nella loro esistenza. Alle superiori é difficile essere una persona qualsiasi, non essere un super eroe con un computer al posto del cervello e una lingua sputante mille parole al secondo di un libro di letteratura; ci piacerebbe, ma siamo solo fragili macchinette con un cuore a molla e i super poteri li abbiamo solo per amare. ..............
Cap.6
Faenza-Atene.
Sognatori Impotenti
Le lettere capitali del teatro Masini di Faenza stavano per essere spostate a causa di una ristrutturazione, le grate barocche, pompose ed enfatiche ai muri, suggerivano cupidigia, le vetrate colorate ruotavano come in un caleidoscopio nella piazzetta Pietro Nenni; il cielo come un tetto, un roseo carnicino, quasi di marmo, imprigionava la clandestinità. Era venerdì tredici ottobre, e Gaia con una veste a balze nera, sedeva nel caffè di quell’atmosfera, stava aspettando la Poppy e aveva ordinato un Martini cocktail con un oliva, perché era il miglior Martini di Faenza; un vento caldo le toccava fuggevolmente le orecchie e le caviglie, sulle labbra invisibili gocce di gin e di limone le davano lucentezza e trasparenza; l’orologio rullava, i piccioni imbeccavano. Bentz, passava di lì per caso, con la sua andatura mossa, il suo viso amabilmente imbronciato, un ciuffo di capelli riccioluti gli solleticava la fronte, e il suo profilo disegnava un paesaggio della Grecia, ordinato, pulito, acerbo........